Biografia

Recensione!!! “Mia: Come sono diventato lo Zar fra pallavolo e beach volley, amore e guerre” di Ivan Zaytsev e Marco Pastonesi, edito Rizzoli

Continuiamo con l’approfondimento sportivo, oggi vi parliamo della biografia “Mia: Come sono diventato lo Zar fra pallavolo e beach volley, amore e guerre” di Ivan Zaytsev e Marco Pastonesi, edito Rizzoli. 



Titolo: Mia: Come sono diventato lo Zar fra pallavolo e beach volley, amore e guerre 
Autore: Ivan Zaytsev e Marco Pastonesi
Editore: Rizzoli
Genere: Biografia
Formato: Ebook
Prezzo: € 9,99
Formato: Cartaceo 
Prezzo: € 15,30
Pagine: 233/281
Data di uscita: 27 aprile 2017
Link d’acquisto: QUI


Per voi trama e recensione…



TRAMA:

Perché la pallavolo non è meno fisica del rugby, non è meno muscolare della pallanuoto, non è meno diretta del pugilato, non è meno bombarne e bombardiera del basket, non è meno intelligente della vela, non è meno geniale degli scacchi, non è meno di nessun altro sport, ma di più, molto di più, perché dentro c’è tutto, gambe e testa, cuore e fegato, polpastrelli e alluci, e poi responsabilità, coscienza, strategia, coraggio, e una voglia illimitata, bollente, focosa, cocente, incendiaria. Un campione è una miscela di forza fisica, agilità, intelligenza tattica, determinazione e, soprattutto, di passione. Quella passione travolgente che ti fa saltare più in alto a rete, che ti fa schiacciare più forte sull’avversario, che ti fa rialzare dopo ogni tuffo sul parquet, che ti fa piazzare un ace a cento chilometri all’ora quando la partita sembra già decisa. Ed è questa passione che ha permesso a Ivan Zaytsev di diventare uno dei giocatori di pallavolo più forti del mondo. Nato da genitori russi, nelle vene dello Zar scorre sangue d’atleta: suo padre era un fortissimo palleggiatore e sua madre una grande nuotatrice (campione olimpico il primo, primatista mondiale la seconda). Lui ha cominciato con il minivolley a San Pietroburgo ed è passato poi alle giovanili a Perugia e da allora non si è più fermato fino ad arrivare a giocarsi il primo posto alle Olimpiadi di Rio 2016 aggiudicandosi, con la squadra italiana, un argento che è solo la spinta più forte verso il prossimo oro. Nelle pagine scritte con la penna coinvolgente di Marco Pastonesi, Ivan ci parla delle sue avventure sportive, ci racconta le partite colpo dopo colpo, portandoci sugli spalti a tifare, sul campo a sentire lo schiaffo delle sue battute, a murare una schiacciata. E nelle sue parole rivivono anche la bellissima storia d’amore con sua moglie Ashling e tutta la tenerezza per Sasha, il loro bambino. Una storia di determinazione e successo, di sacrifici e colpi di testa, di battaglie dentro al campo e di grandi amicizie fuori. La storia dello Zar.
RECENSIONE:


Per Un Ivan Zaytsev la pallavolo non è solo un lavoro: è una passione, è un grande amore ma, soprattutto, è la sua vita. È per raccontare tutto questo e quindi raccontare anche sé stesso, che ha scritto Mia, a quattro mani con Marco Pastonesi. 
Tutti conoscono o hanno almeno sentito nominare questo nome, così poco italiano all’esterno ma italianissimo all’interno. La vita di Ivan e il suo rapporto con la pallavolo non sono sempre stati facili, tuttavia è proprio questo che ci si aspetta da un campione, no? La sua biografia parte dalle sue radici e analizza il percorso fatto lungo gli anni, fino al faro luminoso della sua carriera, ovvero le Olimpiadi di Rio. 

Con coraggio, molto coraggio, Ivan si apre al lettore, raccontando non solo ciò che si è visto e letto grazie ai mass media ma anche tutto quello che è rimasto nascosto nei campi, negli alberghi, nelle palestre e per le strade di grandi città. 
Certo, la pallavolo, come qualsiasi altro sport ai massimi livelli, non è un ambiente perfetto: lo zar non lo nasconde. È impossibile, però, non accorgersi di quanto sia grande il suo amore per la pallavolo, allo stesso livello di quello per la moglie Ashling. 

Mia, infatti, non racconta solo di pallavolo; descrive rapporti umani, amicizia, lealtà, gioia di vivere ma anche dolore, sacrificio, frustrazione e debolezze che sono state all’ordine del giorno per Ivan; dunque non potevano mancare nell’opera che è confessione della sua vita. 
In quanto sportivo, il ruolo di Zaytsev non è certo quello dello scrittore. Tuttavia, la complicità di Pastonesi ha fatto nascere un’autobiografia leggera e scorrevole, che non ha alcuna pretesa letteraria se non quella di trasmettere un’emozione. 
Credo che Mia sia indirizzato a tre tipi di persone: i giocatori di pallavolo, di quella passionale e indimenticabile; i fan di Ivan, interessati a conoscere meglio la sua vita e il modo di pensare; e i non giocatori, pronti, però, ad aprirsi a tutto quello che la pallavolo può dare. 

Dico ciò perché credo che comprendere molti momenti, situazioni e sentimenti descritti da Ivan possa risultare complesso a chi non li ha mai sperimentati o non può credere che essi siano veramente possibili. 

Da giocatrice piena di passione per questo sport non posso non pensare che, come racconta Ivan, la pallavolo sia differente da tutti gli altri; non migliore ma differente. Differente nel gioco, nel pallone, nel pubblico, nello staff e nell’ambiente. In bene o in male? Credo che questo stia al lettore/appassionato/giocatore dirlo.


La pallavolo è unica perché non c’è distanza tra testa e gambe, né fra cuore e anima. La pallavolo è unica perché non c’è distanza tra i sei giocatori in campo e i sei in panchina. La pallavolo è unica perché se c’è distanza frai compagni di squadra, allora quella non è, non è più, non è ancora, non sarà mai una squadra. Bisogna comprimere i nostri troppi io in un solo grande noi. La pallavolo è unica perché se non sei te stesso, se non ci metti il cuore e non sputi l’anima, gli altri compagni se ne accorgono immediatamente e ti costringono a smascherarti, spogliarti, denudarti, confessarti e ricominciare da zero.


(Recensione a cura di Eleonora)




VALUTAZIONE

e 1/2


GLI AUTORI



Ivan Zaytsev


(Spoleto, 1988) ha iniziato a giocare a pallavolo a sette anni e attualmente è schiacciatore e opposto nella Sir Safety Umbria Volley (Perugia) in Serie A. Ha giocato anche nella Roma, nel Macerata, nel Volejbol’nyj Klub Dinamo Moskva e nel Al-Arabi Sports Club del Qatar. Con la Nazionale italiana, di cui è titolare, ha vinto quattro argenti (tra cui alla Coppa del Mondo del 2015 e alle Olimpiadi di Rio del 2016) e cinque bronzi (tra cui alle Olimpiadi di Londra del 2012 e agli Europei del 2015).


Marco Pastonesi
(Genova, 1954) è giornalista sportivo e autore di libri sul ciclismo, tra cui I diavoli di Bartali (Ediciclo, 2016), e sul rugby, come L’Uragano nero (66th and 2nd, 2016). Qui è all’esordio nella pallavolo.

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