Mi ricordi l'isola
Racconto
Self
11 giugno 2025
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L’isola, la casa, il luogo in cui hanno vissuto la loro infanzia, un legame fisico, inevitabile, quasi scritto nel paesaggio, nei pini, nel mare, in ogni angolo di quel paradiso.
Alice e Andrea si incontrano quando la vita sembra già definita, quando i percorsi sono tracciati e le scelte già fatte; ma ci sono legami che sfuggono alle regole, incontri che lasciano il segno senza trovare un posto preciso nel quotidiano.
Non sempre si ha il coraggio di scegliere e a volte l’equilibrio si nasconde proprio nei compromessi;
Al lettore la libertà di scegliere il finale.
Un sussurro tra le pagine , dove il cuore trova casa, “Mi ricordi l’isola” il racconto dolce e delicato di Dora Vanelli.
Mi ricordi l’isola è un racconto breve, ma denso di emozioni, scritto con una delicatezza rara e una penna sorprendentemente matura, soprattutto considerando che si tratta dell’opera prima di Dora Vannelli.
Mi è stato proposto senza che conoscessi l’autrice, ma fin dalle prime pagine mi ha coinvolto profondamente, grazie a uno stile limpido, poetico e capace di evocare immagini e sensazioni con naturalezza.
La scrittura della Vanelli è elegante, mai eccessiva, ma sempre in grado di colpire nel segno.
C’è un’anima poetica che attraversa tutto il racconto, un respiro narrativo che lascia trasparire una ensibilità autentica verso i sentimenti umani, i legami e le sfumature dell’animo. I personaggi sono vivi, reali, imperfetti e proprio per questo credibili.
Il finale aperto è una scelta coraggiosa e perfettamente coerente con il tono del racconto: non c’è un esito preconfezionato, ma uno spazio lasciato al lettore per immaginare, per costruire il proprio finale, rendendo così l’esperienza ancora più personale. È una decisione che avvicina la narrativa alla vita vera, dove i rapporti umani raramente seguono trame lineari e definitive.
L’unico vero “peccato” è che si tratti solo di un racconto. Mi ricordi l’isola ha tutte le potenzialità per diventare un romanzo intenso, di quelli che restano impressi. C’è materia, c’è voce, c’è stile. E c’è quella rara capacità di raccontare i sentimenti senza scivolare nel sentimentalismo.
Consiglio vivamente a Dora Vanelli di proseguire in questa direzione e di osare con un progetto più ampio: il suo talento merita di esplorare nuove profondità. Da lettrice, mi auguro di leggere presto un suo romanzo.
