Memento mori
paranormal romance
Lis Aganis Publishing House Ltd
28 maggio 2021
cartaceo, ebook
643
Declan è un ragazzo sensibile, un artista che sotto i suoi tetri tatuaggi nasconde molti segreti e un passato doloroso. Durante una festa a Londra rivede Hope, una ragazza solare e dall’apparenza fragile, incontrata due anni prima nel parco di Hampstead Heath.
Tra loro nasce un’attrazione travolgente ma, quando una vecchia conoscenza delle notti di Declan torna a tormentare la sua vita, il loro legame rischia di incrinarsi.
Sarà Hope a prendere in mano la situazione per tentare di riscattare la serenità di Declan e salvare la loro storia, mentre in Italia, sotto il grande castagno della casa dei nonni di lui, riprendono a manifestarsi visioni inquietanti.
Presente e passato, passione e morte si intrecceranno tra loro, fino a una scelta inevitabile.
“Il contorno di una donna dai lunghi capelli lisci si stagliò davanti alla finestra. Senza emettere un suono si avvicinò a me e mi prese il viso tra le mani delicate.
I suoi occhi azzurri, dai riflessi grigi, erano ammalianti e sembrava potessero leggermi dentro.
Le linee sottili che partivano dal centro della pupilla iniziarono piano piano a muoversi sinuose, come vermi che dall’iride si arrangiavano nel bianco della sclera.
Nell’istante in cui divennero neri come il catrame iniziai a tremare e le sue unghie mi penetrarono nella pelle”.
“Memento mori” (letteralmente, “ricorda che devi morire”) è un ammonimento, o meglio un invito a riflettere sulla brevità della vita.
“Memento Mori” è anche uno dei numerosi tatuaggi di Declan, il nostro protagonista. Ogni segno che ha disegnato sulla pelle ha per lui un enorme significato. In questo caso, la frase lo incita a vivere senza riserve, senza dimenticare che, quando si troverà ad affrontare giorni in cui tutto sembra precipitare, il suo grande amore, Hope, sarà accanto a lui, a sostenerlo e soprattutto a combattere con lui, contro i suoi demoni.

La pandafeche è uno spettro folkloristico tipico delle zone tra Abruzzo e Marche. La sua leggenda trae origine dal fenomeno della paralisi nel sonno. In chi ne soffre, infatti, l’impossibilità di muoversi e la tensione a gridare possono talvolta associarsi ad allucinazioni vivide e spaventose (illusione ipnagogica), che il folklore ha personificato in sembianze umane o animali (strega, folletto, gnomo, gatto nero) e spiegato in termini paranormali.
La pandafeche è considerata a volte l’anima di un suicida che torna nel luogo della propria morte. (Fonte Wikipedia)
Voi credete al paranormale e alla possibilità che i fantasmi o i demoni possano interagire con gli esseri viventi?
Un libro straordinario, romantico, ricco di passione ma nel contempo misterioso e agghiacciante.
“La Pandafeche era seduta sopra il mio petto. Le lunghe membra dinoccolate mi ricordavano quelle di una locusta, sembrava un insetto gigante e spaventoso che mi schiacciava sotto il suo peso. La bocca scarna con il labbro sproporzionato era a un centimetro dal mio viso. Chiusi gli occhi, non volevo guardare.
“No, ti prego, lasciami in pace!”
Sentii sua bava calda colarmi addosso e una voce che mi penetrava nelle ossa.
“Guardami Declan!”” – Memento Mori
Attraverso il doppio POV il lettore riesce a comprendere gli stati d’animo dei due ragazzi e entrare in empatia con loro.
Il racconto è inframmezzato da ricordi di Declan (identificabili dalle pagine con il bordo nero) che ci permettono di conosce il suo passato, di rivivere la sua infanzia e ci consentono di capire meglio l’incubo che sta vivendo.
La scrittura è molto scorrevole e la trama è coinvolgente e non vorresti mai smettere di leggere.
La storia d’amore fra Declan e Hope è moderna, passionale e le (poche) scene hot non sono mai volgari.
Le scene horror e gli incontri paranormali che Declan si troverà a vivere sono coinvolgenti e devo confessare che in alcuni passi mi hanno messo i brividi
L’incontro tra Declan e Hope è destabilizzante per entrambi: sentono di appartenersi l’un l’altro e comprendono subito che ci saranno dei grossi cambiamenti nelle loro vite.
Il loro Amore è potente ma il segreto di Declan rischia di metterlo in serio pericolo.
Declan ha un dono che è anche una maledizione: può vedere e interagire con i defunti ma a causa di un anatema, lanciato sulla sua famiglia, un’entità maligna lo perseguita e, come è successo ai suoi avi, questo rischia di portarlo alla pazzia.
In una continua lotta psicologica tra questo “essere”, chiamato Pàndafeche, e la ricerca di una soluzione, Declan, con l’appoggio del suo fidato famiglio, ossia il suo gatto Goblin, e l’aiuto di Hope, cercherà di superare le difficoltà e tenterà di svelare questo mistero che riguarda questo mostro sovrannaturale che lo minaccia.
“Solo la paura del nulla può far vivere il presente come se non ci fosse altro che quello. Se si sapesse che non esiste un prima e un dopo, la vita o la morte, ma solo un infinito istante in movimento e su molteplici dimensioni, sarebbe il Caos, con la C maiuscola” – Memento mori
Da segnalare le splendide illustrazioni create dalla scrittrice che impreziosiscono il romanzo.
Stella Azzini ha saputo creare un romanzo dove l’occulto si intreccia splendidamente con la storia d’amore, dando vita a un racconto intrigante, ricco di emozioni e di sentimenti. Assolutamente da leggere!
L’autrice di Memento Mori

Stella Azzini è nata a Udine, in Italia, da una famiglia di artisti. Dal 2012 vive e lavora a Londra come grafica e illustratrice. Appassionata di paranormale da quando era bambina, ama visitare luoghi misteriosi alla ricerca di ispirazione. Memento Mori è stato un viaggio alla scoperta di se stessa ed è il suo romanzo d’esordio.

I molteplici impegni famigliari (ho due figli stupendi oltre ad un marito e a un cane) mi hanno sottratto per un lungo periodo ad una delle mie più grandi passioni: la lettura (oltre alla pallacanestro -amore questo condiviso con mio marito, allenatore, e mio figlio, arbitro, che ci ha portato a creare una nostra società dove ricopro il ruolo di presidente). Ora complice un infortunio che mi costringe a diradare i miei impegni fuori casa (non posso guidare) sono “finalmente” riuscita a riprendere un libro in mano! Il fato, insieme ad un post di Kiky (co-fondatrice de “La bottega dei libri” che conosco da oltre 20 anni) pubblicato su Facebook han fatto sì che nascesse la mia collaborazione con “La bottega”, collaborazione che quotidianamente mi riempie di soddisfazione.