Melyza
Fantasy
LettereAnimate
Ebook
Il Prigioniero aspettava nelle tenebre della sua cella, senza più cibo né acqua. Senza più concezione né dello spazio né del tempo. In un’oscurità tale da confondere veglia e sogno, la sua mente vagava in ragionamenti sempre più contorti. Fino a quando, aspettando una morte che sembrava continuare a tardare, la libertà gli fu offerta. Ad attenderlo, per destino o per fato, una giovane donna di nome Melyza. Tuttavia, lasciando alle sue spalle la cella, il Prigioniero non poteva sapere quanto di sé stesso stava abbandonando dietro quelle sbarre…
Ben ritrovati carissimi lettori,
prima di parlare del romanzo in questione, devo assolutamente fare una premessa… non sono un’amante del genere fantasy.

Devo dire comunque che la storia è molto carina e l’idea di utilizzare il concetto di anima e svilupparlo all’interno della narrazione è un punto a favore nei confronti dell’autore. Ci sono però delle pecche che spesso inducono il lettore a distrarsi ed inevitabilmente a perdersi. Innanzitutto le diverse ripetizioni che si susseguono, vocaboli si ripropongo più volte all’interno di una frase anche sotto forma di derivazione. Altro punto dolente è la punteggiatura, e questo mi fa comprendere che il testo non è stato ben editato, se non per nulla.
Un esempio?
I punti di sospensione. Ho trovato molto spesso nel testo la presenza di un numero indefinito di punti di sospensione (a volte tre, a volte quattro, a volte cinque…); la punteggiatura di sospensione è SOLO di tre punti! Inoltre quest’ultimi, nel contesto in cui li ho trovati, dovevano essere legati all’ultima parola menzionata, mentre al contrario li ho trovati attaccati all’inizio di un’altra frase ove, sinceramente non c’entravano nulla.
Mi spiace veramente molto dover puntualizzare su quanto sopra, ma comprendetemi, essendo un testo pubblicato da una casa editrice, mi aspetto quanto meno un buon lavoro di editing senza trovare refusi che in realtà ho riscontrato nel testo.
Lo stile dell’autore è semplice e fresco, il linguaggio fluido a volte viene interrotto da vocaboli di uso non comune che potrebbero mettere in difficoltà alcune tipologie di lettori.
Le ambientazioni sono ben descritte, mentre la storia, che dovrebbe tenere come punto fermo il personaggio di Melyza, si districa tra i diversi personaggi togliendo quello spazio essenziale che doveva, a mio modesto parere, essere riservato all’astrale protagonista.
E’ davvero un peccato poiché, se sviluppata in maniera diversa, poteva davvero diventare un’opera degna di nota.
