Melodia per Polina
Romanzo
Neri Pozza
27 maggio 2026
cartaceo e-book
256
Una neonata soffice e scura e un bebé rosso e rugoso, raggomitolati insieme a cercare calore l’uno nell’altra: a poche ore dalla nascita, nella culla che le loro giovanissime mamme hanno creato unendo i due letti d’ospedale, l’incontro di Hannes e Polina è già possente, primario. L’inizio di un cammino che i due bambini percorrono con le loro ragazze-madri, amiche-sorelle, nella grande casa in mezzo alla torbiera del vecchio Hildebrand, un uomo burbero costretto a riaprirsi alla vita. In quella villa un po’ slabbrata, con gli alberi di prugne e le piante di rabarbaro in giardino, il biondo e delicato Hannes cresce trasognato, in cauto ascolto del mondo attorno. Polina, invece, chiassosa e sfacciata, non sa cos’è la paura. Lui vive solo attraverso il respiro, la voce di lei, quei suoi capelli che sono come una notte blu d’inverno. Quando Polina non c’è, Hannes la aspetta. Ma, da un certo punto in poi, quella quieta attesa si popola di suoni, il suo silenzio si riempie di note che sono già dentro di lui, ora lo sa, fin dal giorno in cui il terrore del temporale lo ha spinto dentro la pancia del pianoforte che troneggia in sala, ròso dai tarli. Le parole che non ha mai saputo trovare, le dirà la sua musica. Poi, arriva un evento traumatico a spazzare via ogni cosa, anche la felicità se mai è stata possibile. Gli anni corrono, Polina se ne va lontano e Hannes smette di suonare, smette di aspettarla, vive una vita sospesa. Fino al giorno in cui dalle sue dita sgorga di nuovo la melodia del suo amore.
“Hannes diceva con il pianoforte quello che non sapeva dire a parole” da “Melodia per Polina” di Takis Würger
“Melodia per Polina” di Takis Würger edito da Neri Pozza, è la storia di un’amicizia nata in un reparto di maternità di un ospedale tedesco. Due giovani donne partoriscono lo stesso giorno e il loro legame durerà per tutta la vita, così come quello dei loro figli Hannes e Polina. Hannes cresce taciturno, apparentemente poco reattivo e indifferente al mondo intero tranne quando si ritrova le mani sulla tastiera di un pianoforte. Le parole che fatica così tanto a proferire si fanno musica, così come il suo amore per Polina, che invece è una creatura indomabile, irrequieta e libera come il vento. Il legame tra i due ragazzi rimane una costante nella vita di entrambi, sino ad un evento che cambierà la loro vita creando un profonda frattura che li separerà. Hannes smetterà di suonare arrendendosi al proprio destino. Sarà il suo
vecchio pianoforte a permettergli di ritrovare le note per esprimere se stesso e, finalmente, il suo amore per Polina.
“Se avessero saputo quant’erano preziosi quegli ultimi giorni d’innocenza, non se li sarebbero potuti godere con la stessa spensieratezza”
Quanti sentimenti suscita questo romanzo! Potrei provare a riassumerli per spiegarvelo un po’, penso lo si possa capire meglio passando attraverso la strada delle emozioni.
Meraviglia. La scrittura dell’autore è incantevole, ha la raffinatezza delle cose semplici, sobrie e di buon gusto. Nel contempo però non manca di cura del dettaglio. Prendiamo gli ambienti che fanno da sfondo alla storia. Il più significativo è una villa fatiscente nel bel mezzo di una torbiera. Noi lettori riusciamo a viverla come fossimo ospiti perché ci viene presentata, non tanto attraverso la sua descrizione fisica, quanto tramite l’interazione dei protagonisti con essa. La fanno propria, ne respirano l’atmosfera, se ne prendono cura perché è rifugio, sicurezza, è famiglia ed è casa. Parole a loro estranee prima all’ingresso in essa.
Curiosità. Si tratta di una trama molto coinvolgente e piena di sentimento che non manca di originalità. Inizialmente ci si domanda quale possa essere il destino dei protagonisti poi, in corso di lettura, non diventa più una domanda ma un’esigenza. Essendo lo stile di Takis Würger molto fluido, la lettura prende un bel ritmo.
Tenerezza. Indignazione. Rabbia. Soddisfazione e sollievo. Tutti sentimenti generati dai protagonisti presentati in tutta la loro imperfezione, caratteristica principale che non guasta mai perché li rende realistici.
“Trasportava pianoforti perché i pianoforti tenevano insieme il resto del suo universo”
Fritzi e Günes. Due ragazze giovanissime che si conoscono nel reparto di maternità di un ospedale tedesco. Partoriscono lo stesso giorno, i loro figli non hanno un padre, loro stesse sono prive di una famiglia che le sostenga. Essersi trovate lo considerano un segno del destino e si dichiarano eterna amicizia. Gunes è di origine turca, fatalista, esuberante e ancora speranzosa di trovare l’uomo giusto.
Fritzi è tedesca. È stata una ragazza piena di sogni, il più grande era viaggiare per il mondo e aveva iniziato dall’Italia. Lì aveva incontrato un connazionale molto più grande di lei che le aveva riempito la testa di chiacchiere e che l’aveva corteggiata. Si era concessa a lui senza riflettere molto. Non per amore né per attrazione fisica, forse più per curiosità che per altro. Questo incontro le aveva dato suo figlio Hannes. Nel suo presente c’è solo il suo bambino e per dargli il meglio fa più di un lavoro. È una che non si arrende né mai si lamenta della fatica o dello scarso tempo a disposizione, pare abbia un’energia inesauribile.
Hannes è un bambino taciturno e poco reattivo. Ha uno sguardo sognante e dei ritmi più lenti rispetto ai coetanei. Non riesce ad esprimere ciò che prova e gli risulta difficile socializzare. Quello che la sua bocca non pronuncia, esce dalle sue dita quando tempestano la tastiera di un vecchio pianoforte. La musica è il suo linguaggio. Hannes ha un grande talento musicale, il primo ad accorgersene è il signor Hildebrand, l’uomo che li ospita nella sua vecchia casa. L’unica certezza del giovane è il suo amore segreto per Polina, figlia di Gunes e sua più cara amica.
“Vivevano ogni attimo, senza cercare di capire il passato e senza preoccuparsi delle infinite possibilità che la vita teneva in serbo per loro”
Polina è cresciuta insieme ad Hannes, il ragazzo è uno dei suoi punti di riferimento. Il rapporto con la madre è difficile e la ragione consiste nell’identità del padre mai rivelata. Polina ha una bellezza selvaggia e un po’ esotica. È passionale, impulsiva e senza mezze misure. Adora i tappeti e le cose antiche, è molto creativa, vorrebbe fare di questa passione una professione.
Il signor Hildebrand è l’anziano proprietario della villa nella torbiera che ospita Fritzi e Hannes. È un uomo piuttosto scorbutico ma di buon cuore. Ama la letteratura russa ed è un’esperto di musica classica. È il nonno che Hannes e Polina non hanno mai avuto. Sinceramente legato a tutti loro, averli accolti nella sua casa gli ha dato modo di vivere una nuova vita fatta di cura e affetto sincero.
È una storia che dà voce all’arte. Una forma espressiva forte da parte di chi rinchiude in sé troppi sentimenti e teme di perdere qualcosa liberandoli. Parla anche di famiglia, quella che ci scegliamo. Si racconta di rinascita dopo il trauma, e soprattutto di silenzi.
A tal proposito, credete sia possibile esternare un sentimento senza usare parole?