Matria - La madre, la patria
raccolta di poesie
Infinito edizioni
23 gennaio 2026
cartaceo, ebook
112
L'amore per la madre lontana bloccata nella Siria sconvolta dalla guerra e quello per la patria curda negata dalla violenza e dalla storia sono il fulcro di questa delicata e intensa silloge poetica, scritta col sangue, col dolore, con il trasporto di un animo che patisce l'impotenza del suo esistere di fronte all'immensità degli eventi e dell'assenza. "In ogni parola che ho vergato, c'era la mano di mia madre sulla mia spalla, e la patria che mi sussurrava nella sua lingua segreta… Una lingua che non si scrive con le lettere, ma si ricorda con la nostalgia e si racconta con le lacrime".
“Matria – La madre, la patria” è una silloge, edita Infinito edizioni, che accosta sentimenti delicati di toccante veemenza alla violenza, la tragedia della guerra all’amore, e lo fa con grazia e emotività. Hisam Jamil Allawi, di origini curdo siriane, insegnante e mediatore culturale a Parma, con grande intensità e profondità, verga poesie che seguono una geografia precisa, di luoghi che non trovi su nessun atlante o mappa, ma seguono la scia di sentimenti e legami, ineluttabili e tangibili, come il cordone ombelicale che lega madri e figli.
“Anima mia… ritorna
Torna tra le mie braccia
Io sono la tua patria e tu sei l’esule sui sentieri del tempo
Io sono il calore quando il cielo piove freddo
Io sono ciò che resta della tua felicità
Torna nel mio cuore, tu che sei il mio cuore.”
Patria e madre, termini differenti, eppure entrambi sono intessuti di ricordi e rimpianti che ti porti addosso nonostante le distanze. I versi di Hisam Jamil Allawi mi hanno commosso profondamente quando madre diventa mancanza, assenza di tocco e parole, e mi hanno graffiato quando l’oppressione diventa guerra, oblio. I versi sono fermi immagine vividi, le parole raccontano istanti, volti, luoghi e sensazioni, presenze e soprattutto assenze. Ogni verso racconta un’emozione, una storia , un momento ben preciso, ogni poesia si ammanta di nostalgia e dolore e patria e madre diventano luoghi del cuore, i versi che suggellano radici e il proprio io. C’è la guerra e la distruzione, e intorno l’amore
e i legami.
“Noi
siamo gli ostaggi,
il profumo dei giorni.
Siamo quelli che hanno fame
e il petrolio è il prezzo del nostro cibo.”
Dal punto di vista strutturale non c’è metrica o schemi precisi, le parole seguono una sola regola, quella del sentimento più autentico, il legame emotivo e emozionale con le proprie radici che smettono (ma mai del tutto) di essere un luogo fisico, per diventare luogo dell’anima, e si portano addosso come un bagaglio, una coperta, un diario.
“La guerra che uccide a sangue freddo chiunque e ovunque,
gli scheletri delle case vuote, senza tetto.
Tra un momento e l’altro muore un amore,
ne sboccia uno nuovo.”
La poesia è la più intima delle forme letterarie e, a mio avviso, il modo in cui un autore riesce a rendere le sue emozioni e percezioni accessibili e fruibili ai suoi lettori, ne decreta il successo. Hisam Jamil Allawi è riuscito nell’intento di farmi arrivare tutto quello che ha inciso su carta, di rendermi partecipe dei sentimenti che ha riversato con tale e profonda intensità da essere suoi e universali allo stesso tempo. E scopri che in ogni lingua, a ogni latitudine, sotto cieli diversi, matria è sempre profumo di pane e sollievo di carezza.
“La mia patria
la vedo nei lineamenti del mio volto,
nelle rughe scavate dagli esìli,
nel profumo del pane quando i ricordi cadono
come uccellini spaventati.”

Salve, sono Giusy e sono un’appassionata lettrice da quando ero una bambina. Mi piace leggere praticamente di tutto, dai classici, ai romanzi d’amore, ma amo soprattutto la narrativa contemporanea. Adoro i manga giapponesi e scrivo racconti.