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Recensione: “Mare buio” di Alessandro Buttus, Self-publishing

Mare buio Book Cover Mare buio
Alessandro Buttus
Romanzo
Self-publishing
settembre 2020
cartaceo, ebook
212

Isidoro lascia il paese nel quale è cresciuto, abbandona il proprio lavoro, la propria famiglia per scappare lontano da ricordi troppo dolorosi, provando a risolvere i problemi esistenziali che lo divorano, lontano da chiunque, nell'estenuante tentativo di ricominciare a vivere; anche se come aiuto predilige troppo spesso l’alcol…

 

“Ci sono ricordi che vengono sepolti in bare sigillate sotto metri e metri di silenzio, vasi di pandora che non devono venire mai più scoperchiati, storie che, seppur incastonate nel cervello dei protagonisti, bisogna fingere che siano state dimenticate”

 

Isidoro Leone è il protagonista di questo bellissimo romanzo.

Isidoro è un ragazzo sensibile, dalla personalità solitaria, introversa, vive in un paesino vicino a Bolzano e il suo luogo preferito dove poter meditare è la riva del fiume, lontano dal rumore; c’è solo lo scroscio dell’acqua che accompagna i suoi pensieri. Isidoro ha sempre odiato il proprio nome, fin dalle scuole elementari ed è preso di mira e bullizzato dai bambini più arroganti ed insolenti… fino al punto di rifiutare di tornarci.

Purtroppo il futuro non ha buone prospettive per lui, all’improvviso tutto il suo mondo si frantuma e Isidoro si allontana da tutto e tutti; è arrabbiato con la vita stessa e stando nel suo paese si sente incapace di voltare pagina. Perciò decide di abbandonare la sua professione, i genitori… ma conservando un elemento caro della sua infanzia: l’acqua, simbolo di rinascita. Dal fiume, compagno di riflessioni durante la sua giovinezza, Isidoro sceglie un posto di mare, il quale con il suo sciabordio raccoglierà i suoi desideri, le sue speranze per poter ricominciare. Lì sulla Costa Azzurra proverà a ritrovarsi, a risolvere e capire un passato penoso e disagiato. Le sue giornate, incerte e piene d’imprevisti spiacevoli non si prospettano per nulla incoraggianti, fin quando, una caduta accidentale in mare, gli farà conoscere dei simpatici pescatori che lo salveranno ospitandolo a bordo del loro peschereccio. Ed è proprio unendosi a loro, che Isidoro inizia il suo viaggio verso un nuovo inizio togliendolo da quei troppo momenti in cui vorrebbe farla finita.

Casa non è un luogo, casa non è quattro mura e un lampadario, casa non è un edificio… casa è ovunque siamo insieme.

Uno stile narrativo accurato e denso di emozioni sin dalle prime righe che mette subito in risalto il grande talento dell’autore.

La forma del racconto è scorrevole e molto intrigante. Con grande abilità, l’autore proietta il lettore sia nelle varie cornici paesaggistiche che nel più profondo labirinto degli stati d’animo del personaggio. Brillanti alcune espressioni scherzose riferite ai pensieri del protagonista, nel tentativo di sdrammatizzare le sue disavventure… in realtà piuttosto disastrose.

I dialoghi corrispondono perfettamente ad ogni personaggio, aprendo al lettore tanti scenari nei quali seguire ogni avvenimento senza mai perdere trasporto e coinvolgimento.

Un racconto profondo, a tratti doloroso e il mare… il mare che inghiotte la vita, le speranze, i sogni e diventa buio durante i trasporti meditativi del protagonista, in un crescendo di forti emozioni … perché nel cuore di questo romanzo le emozioni ci sono tutte… pianto, riso paura… fino ad un epilogo straordinario, inaspettato con un messaggio che va oltre le parole: l’importanza dell’amicizia, del sostegno reciproco e del senso di umanità che trabocca dalle pagine di questo commovente racconto, offrendoci un epilogo che riscalda l’anima dopo la tempesta.

Beatrice Castelli

 

L’autore

Alessandro Buttus è uno scrittore di narrativa bolzanino quarantenne ed esce in questi giorni con il suo terzo lavoro “Mare Buio”. Racconta il nascere della passione per la scrittura come figlia di un momento della sua vita l’arrivo della figlia Arianna. “Un figlio altera inevitabilmente i ritmi e le priorità di una coppia e mi ha portato a una vita meno mondana e più casalinga. Leggevo romanzi mentre la tenevo in braccio. Quando la adagiavo nel lettino ero spesso ancora troppo sveglio per dormire e avevo un computer a portata di mano.

 

Béatrice Castelli vive a Torino, cresciuta a Parigi fino all’età di 17 anni, coltiva sin dall’età di otto la passione per la lettura e quella della scrittura. A dieci anni leggeva Crime et Châtiment  di  Dostoïevski,  preso per caso dalla fornitissima  biblioteca di suo padre, senza sapere ancora nulla di questo scrittore. A 17 anni, con tutta la famiglia si stabilisce in Italia a Torino, dove dovette imparare l’italiano. Lo studio per la letteratura italiana l’appassiona in fretta, come da piccola per quella francese, iniziai così a scrivere pensieri in entrambe le lingue. Ha frequento l’interpretariato di Torino con il desiderio di tradurre libri per la sua casa editrice preferita: l’Adelphi. Purtroppo incontra sul suo cammino molte difficoltà per arrivarci e così si ritrova a tradurre testi tecnici per nulla entusiasmanti… L’amore per la scrittura l’accompagna da sempre.  Non avendo mai nessuno a chi confidare i suoi pensieri, scrive per se stessa. Ha pubblicato, per due case editrici, poesie d’amore in due diverse raccolte, una per Segnidartos l’altra per Rupe Mutevole Ed. e una favola per bambini sempre per Rupe Mutevole. In alcuni siti letterari ha pubblicato inoltre dei racconti brevi. In questo momento ha un romanzo già ultimato nel cassetto.

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