Recensioni,  Thriller

Recensione: “Machsom. Un’avventura di Larry H” di Andrew Lisi, Tatatà Publishing

Machsom. Un'avventura di Larry H Book Cover Machsom. Un'avventura di Larry H
Andrew Lisi
thriller
Tatatà Publishing
1 dicembre 2020
cartaceo, ebook
332

Pronto a unirti alla ricerca di un leggendario tesoro nascosto in Terra Santa?

Spinto da un magnate saudita, il trader e collezionista Larry H intraprende un viaggio alle origini del conflitto arabo-israeliano, combattendo contro gli estremisti di tre diverse religioni.

MACHSOM è la prima avventura della serie di Larry H.

Un thriller d'avventura ricco di azione, che ti porterà alla scoperta di una terra piena di conflitti e misteri.  

 

“Ogni fibra del suo corpo era protesa, ogni neurone acceso. Nella solitudine stava ritrovando l’estasi della zona. Focalizzato sulla nuova missione, si sentiva pronto. Eppure non poteva fare a meno di irrigidirsi nel dubbio”

 

Ho deciso di iniziare la recensione di Machsom. Un’avventura di Larry H di Andrew Lisi con uno stato emotivo che più volte, nel corso della lettura, il lettore si troverà a provare sulla propria pelle, nonostante non stia partecipando in prima persona alla missione che è centro di questa avventura. E la parola avventura non è usata a caso: state pensando a Sandokan? Ehm, non quel tipo di avventura. Indiana Jones? Beh qualche suo connotato certamente si ritrova in capo al protagonista di questa storia; ma andiamo a capire in che modo e perché.

Larry Horwitz, per noi Larry H, è un esperto di mercati finanziari, tanto che al lettore viene presentato proprio nel momento in cui sta effettuando un’importante strategia su titoli azionari che può tanto arricchirlo tanto fargli perdere tutta la sua fortuna. Eppure Larry H non è questo. Egli è un appassionato (che molto spesso diventa “ossessionato”) di arte, libri, storia, archeologia. E la sua passione-ossessione ha radici ben profonde: sono queste radici, a mio parere, a rendere il personaggio affascinante e non una mera copia di Indiana Jones.

Shawn è il compagno di vita e di avventura del nostro protagonista. Invero, non lo si inquadra subito, ma solo nel corso della storia. Egli rappresenta quella tipologia di personaggio che potremmo definire “progressivo” nella sua evoluzione letteraria. Conquista man mano il suo ruolo e la sua funzione nella narrazione. Al duo si affiancherà Sarah, personaggio emblematico e simbolico, scopriremo. Ma, in realtà, sono tanti i personaggi di Machsom: il romanzo è molto dinamico e non sfocia mai nel caos.

L’abilità dell’autore è quella di non perdersi mai, né far perdere il lettore, tra tutti i retroscena e le tematiche che ruotano intorno all’avventura in sé. Come dicevo, non è una semplice “caccia al tesoro”, bensì un viaggio attraverso la storia e la religione di tre culture. Israele, la Palestina, il mondo arabo: solo a scrivere tali nomi, si crea un’aura profonda di credi, legami, odio. E l’autore sembra ben conoscere prima di tutto la storia che ne è alla base, unitamente alla cultura (e lo dimostrano i termini specifici utilizzati per indicare coloni o testi sacri, nonché la giusta padronanza nel contestualizzare la missione di Larry H in queste terre).

Tra Tel Aviv, la Cisgiordania e l’America il lettore assisterà a innumerevoli scoperte e colpi di scena; il tutto in concomitanza a quanto scoprono i personaggi. Quella che doveva essere la missione per ottenere il tesoro inestimabile della regina di Saba diventerà, invece, un faro su due popoli, in conflitto dall’antichità. Non voglio però farvi pensare che questo thriller, alla base, voglia patteggiare per l’uno o l’altro fronte! Anzi: se sperate di rinvenirvi qualche tendenza politica, mi spiace deludervi. Da questo punto di vista, il variegato di personaggi che si incontrano nella storia rappresentano ognuno l’incarnazione di un ideale di libertà, fedeltà al proprio popolo, credo personale. E non posso non pensare a Sarah che, come dicevo, è il personaggio simbolico del dissidio tra il latente desiderio di scappare via dalla propria “folle” gente e il forte sentimento di rimanervi ancorata per la vita.

Il machsom traccia una linea di confine per differenziare chi è al di qua e chi al di là: eppure, diventa altro nel corso della storia. Quando si parla di guerre così profonde, nessuno è colpevole o vittima: tutti subiscono perdite; tutti vorrebbero pace. E la pace, non a caso, sarà proprio la chiave dell’intera missione. Ma vi sto dicendo troppo! Un thriller che si rispetti non può essere svelato troppo.

Andrew Lisi ha uno stile narrativo molto fluido e chiaro; mi è piaciuta anche l’impostazione della pagina, leggera e d’impatto. La sua conoscenza delle culture palestinese e israelite emerge possente tra le righe e rende tutto più appassionante, perché non completamente slegato alla realtà.

Nonostante in alcuni punti mi è parsa banale, la storia va assolutamente letta, soprattutto da chi è appassionato di romanzi avventurieri. E quando all’avventura si aggiungono i propri trascorsi, passati soprattutto, e i misteri di terre ricchi di misteri e tradizioni antiche, è difficile non rimanere affascinata dalla lettura.

Vi ho convinti? Non improvvisiamoci avventurieri; viviamo l’avventura a 360 gradi!

Leggere mi stimola e mi riempie. L'ho sempre fatto, fin da piccola. Prediligo i classici, i romanzi storici, quelli ambientati in altre epoche e culture. Spero di riuscire a condividere con voi almeno parte dell'impatto che ha su di me tutto questo magico universo.

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