L'uomo senza sonno
thriller
Newton Compton
ottobre 2021
cartaceo, ebook
384
Secondo dopoguerra. Bruno ha tredici anni e vive in un orfanotrofio vicino a Salerno, sottoposto alle continue angherie degli altri ragazzi. Solo l'amicizia con Nino, il nuovo arrivato che prende a difenderlo, riesce a rendere tollerabile la sua permanenza nell'istituto. L'estate porta con sé un momento di libertà per tutti i ragazzi: Bruno e Nino saranno scelti per andare a lavorare insieme nella tenuta degli Aloia, una ricca famiglia del circondario.
È qui che Bruno conosce Caterina, una strana bambina che vive all'ultimo piano della casa e che lo guida a esplorare i recessi dell'imponente edificio. Il gioco assume però ben presto contorni sinistri: Bruno inizia a essere tormentato da incubi inspiegabili, che al risveglio lo lasciano profondamente spossato. Il ritrovamento, all'interno della proprietà degli Aloia, di alcuni cadaveri in avanzato stato di decomposizione, getta sulla villa e su chi la abita ombre inquietanti. A chi appartengono quei corpi? E perché tutti sembrano a conoscenza di qualcosa che non deve essere rivelato?
Questo romanzo è la storia di un'amicizia, di ricordi spezzati e di un brutale assassino che si nutre di paure. È la storia di Bruno e dell'estate in cui divenne l'uomo senza sonno.
Brividi sulla pelle, sussurri del vento o di oscure presenze? Pathos narrativo di altissimo livello, per una storia che scava nelle paure più profonde, le alimenta, le porta al limite. “L’uomo senza sonno” di Antonio Lanzetta fa tremare, sospirare d’aspettativa e di terrore. Il romanzo si apre con un antefatto: siamo nell’abbazia di Iona, nelle Isole Ebridi scozzesi, nell’anno 806. Qui, un libro misterioso viene messo in salvo da fratello Callun, in fuga da un pericolo che sta minacciando l’abbazia. L’uomo scappa tra la minaccia del fuoco e terribili urla di terrore.
“Al mondo non esistono luoghi sicuri. C’erano solo le persone, e il male che si trascinano dentro”
Sono due i piani temporali in cui si svolge la storia del protagonista, Bruno: gli anni del dopoguerra, con il ragazzo tredicenne nel Cilento, e il 2010, a Salerno, quando è ormai anziano e nonno. Bruno è stato abbandonato appena nato e cresciuto nell’istituto religioso di Pietra San Michele. Soprannominato “spaventapasseri” perché alto e magro, è vittima di umiliazioni, deriso e picchiato dai compagni, punito e frustato da padre Mario con qualsiasi scusa, fino all’arrivo di Nino. Il ragazzino dal volto sfigurato da cicatrici che, sin dal primo istante, lo difende dai bulli e, per questo, viene punito insieme a Bruno.
“Il suo nome era Nino, e da quel giorno nella cantina lui e Bruno sarebbero diventati una cosa sola”
I due, durante il periodo estivo, vengono mandati a lavorare in una tenuta nei dintorni, a casa degli Aloia, ricchi possidenti del paese. Appena si avvicinano alla casa, ne percepiscono la grandezza e la maestosità.
“La casa era imponente, la più grande che Bruno avesse mai visto. Più grande dell’istituto, che era stato il suo unico mondo per tredici anni. Sul fianco sinistro, una torre assediata da rampicanti puntava dritto contro il cielo, e poi c’erano le finestre…” – L’uomo senza sonno, Antonio Lanzetta
La casa si rivela presto inquietante, con scricchiolii sospetti, sussurri, presenze e ombre terrificanti e quelle statue di legno che davano i brividi.
“Gli sembrò che la casa volesse parlare, raccontargli una vecchia storia che il tempo aveva cancellato. Bruno stava per mettersi in ascolto, quando avvertì uno spostamento. Qualcosa si era mosso in fondo al corridoio”
L’ambientazione nel Cilento è molto suggestiva, tra monti e mare, tra boschi oscuri e tetre grotte. I boschi celano misteri, corpi sepolti, presenze misteriose e inquietanti: ma il male viene più dai vivi o dai morti? Il mare, magnifico e luminoso come il sorriso che sale sul volto di Bruno quando lo vede per la prima volta. Il suo primo momento sereno, dopo una vita in cui ha visto solo il buio cupo e asfissiante dell’istituto, della cantina delle punizioni, del dormitorio, teatro di soprusi e malignità dei compagni.
Bruno è un ragazzo sensibile, afflitto da una solitudine che porta nel cuore, sulla pelle, nell’anima. Abbandonato in fasce, non trova il suo posto nel mondo, tra gli altri, fino all’arrivo di Nino. Alla tenuta si scopre forte, nonostante la sua gracilità, e comincia a chiedersi se quello che vede, che sente, che percepisce sia reale o viva solamente nella sua testa. Quando trova un libro misterioso, nascosto in casa Aloia, è ancora più suggestionato da quello che lo tormenta, in bilico tra sogno e veglia, tra quelle presenze che lui sente reali ma che, forse, non lo sono.
“ De nunquam dormientibus. Quelli come lui non dormivano mai realmente. Vivevano in uno spazio senza tempo in cui i buoni e i cattivi coesistevano in un equilibrio precario”.
I personaggi, che nascono dalla penna di Antonio Lanzetta, hanno una sensibilità straordinaria, un cuore puro, in cui il male cerca di farsi spazio. Per questo, sentono con partecipazione e accoramento la sofferenza e il dolore che li circondano. Bruno ha un cuore così buono da avere la sua prima reazione di rabbia e ribellione per difendere un cane, non se stesso, nonostante tutti i soprusi che ha dovuto subire, da sempre.
“L’aria in quella casa sapeva di paura e pazzia. Una pazzia antica, qualcosa di inspiegabile che però ricopriva i muri come uno strato di polvere”
Un romanzo straordinario, capace di dare i brividi, di far sussultare di terrore, ma anche di emozionare, grazie a un protagonista fuori dal comune, ma eccezionale. E grazie ad una narrazione che spazia tra noir, thriller, horror e romanzo storico, coinvolgendo il lettore e lasciandolo senza fiato. La scrittura di Antonio Lanzetta è magnifica, ipnotica, terribilmente coinvolgente, da brividi.
A voi piacciono le storie che fanno palpitare, sussultare al buio e tremare?
“… l’uomo nero non dimentica. Fatti trovare pronto”
Nulla è come sembra.

Salve, sono Giusy e sono un’appassionata lettrice da quando ero una bambina. Mi piace leggere praticamente di tutto, dai classici, ai romanzi d’amore, ma amo soprattutto la narrativa contemporanea. Adoro i manga giapponesi e scrivo racconti.