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Recensione: “L’uomo alla finestra” di Sharon Doering, Newton Compton

L'uomo alla finestra Book Cover L'uomo alla finestra
Sharon Doering
Thriller psicologico
Newton Compton
29 ottobre 2020
cartaceo, ebook
343


Tu non lo conosci. Ma lui conosce te.

«Una voce unica e potente.»
«Un livello di tensione mai visto.»
Con il divorzio finalmente alle spal­le, Grace si trasferisce a Saint’s Crossing, certa che sia il posto ide­ale per i suoi due bambini e per lei che, negli ultimi tempi, soffre d’in­sonnia. Il quartiere sembra un luo­go sicuro, vanta ottime scuole e gli abitanti sembrano amichevoli.

Ma a Grace basta poco per scoprire il motivo per cui è riuscita ad acqui­stare a buon prezzo una casa così grande: il suo vicino. Leland Ernest è sospettato di essere responsabile della scomparsa di una bambina. Grace potrebbe aver commesso una leggerezza imperdonabile. La polizia, però, così come il giudice, non sembra ritenere Leland una mi­naccia. Sopraffatta dalle voci che girano e dalle notti insonni, Grace sviluppa una vera e propria osses­sione per Leland Ernest.

Ma è solo paranoia o quell’uomo rappresenta davvero un pericolo per la sua fa­miglia?

“La notte era abbastanza fredda da far condensare il suo respiro in nuvolette di vapore, i suoi vestiti erano fradici di pioggia, eppure provava una sensazione di calore che gli faceva prudere la pelle. Sotto i guanti da giardinaggio, le sue mani sudavano.
Non guardare.”

 

La più grande paura di ogni genitore è pensare in pericolo i propri figli. Grace è una mamma, divorziata, di due bambini, che, a causa della mancanza di sonno, soffre di allucinazioni. La scoperta che il suo vicino, Ernest Leland, è sospettato di aver rapito una bambina di cinque anni, scomparsa da diversi mesi, Ava Boone, è la scintilla che tramuta le sue allucinazioni in paranoia.

Grace è terrorizzata dalla situazione: la paura che possa accadere qualcosa ai suoi figli mentre giocano nel  giardino accanto a quello di Leland, che parrebbe essere un pedofilo pronto ad adescare e a sequestrare bambini, non la lascia un attimo.

È una persona fragile, frustrata,  totalmente dedita al benessere dei suoi figli.
Sa essere paziente con loro, dopotutto è anche un insegnante; è comprensiva e molto disponibile, eppure nasconde un lato oscuro:  soffre di insonnia e di notte naviga su internet in preda ad un disturbo compulsivo. La sua è una lotta con la propria fragilità, dovuta al sonno ma anche agli psicofarmaci che sta assumendo. Ma non si arrende, si lancia in un indagine solitaria per cercare di risolvere il mistero che aleggia intorno alla scomparsa di Ava. Ma presto incubi e realtà si mischiano dando origine a drammatici dubbi che si insinueranno nella sua mente ormai stremata.

“La scorsa notte ho letto che le palle di vetro un tempo erano fatte di vetro al piombo, schegge di osso e uno spruzzo di antigelo. Quest’ultimo, mescolato con l’acqua, rallenta la caduta dei fiocchi di schegge di osso. E tutti questi materiali macabri e velenosi sembrano una perfetta metafora della mia mente.”

La scrittura è fluida e veloce, anche se in alcuni passaggi ripetitiva.

Le tematiche trattate sono molteplici: pedofilia, dipendenza da psicofarmaci, terrore… solo per citarne alcuni. Tutto è narrato attraverso la voce di Grace, che esterna i suoi pensieri senza filtrarli, quasi gettandoli in faccia al lettore.

Tutti i  personaggi sono avvolti da un alone di mistero e Grace dubita di tutti, teme che chiunque possa ingannarla.

È un romanzo che ci conduce in un viaggio nel lato oscuro della psiche di una persona smarrita, confusa.

Il sentimento che trasmette è inquietudine, ansia, paura del futuro.

L’uomo alla finestra è un libro coinvolgente, da consigliare assolutamente agli amanti del thriller psicologico e a coloro che amano navigare nell’abisso della psiche umana.

Un romanzo intenso e che mi ha portato a pensare su come mi sarei comportata io… probabilmente sarei scappata a gambe levate da quel quartiere poco sicuro.
E voi, cosa avreste fatto?

“All’improvviso, tutto si mette a ruotare attorno a me e poiché sto ancora correndo, la caduta è inevitabile. Tendo in avanti le mani per attutire l’impatto.
Non sbattere la testa contro una pietra.

Loro hanno bisogno di te.
Il cielo si oscura.
Dite quello che volete di me, ma amo i miei figli. Tutto quello che faccio è per loro. Li amo così tanto che voglio mangiarli e fondermi con loro. Morire per loro.”

 

L’autrice

Sharon Doering ha conseguito un master in Biotec­nologie presso la Northwestern Uni­versity e, prima di iniziare a scrivere romanzi, ha lavorato come analista di mercato nel settore delle biotec­nologie, collaborando tra gli altri con la CNN e il «Wall Street Journal». At­tualmente insegna Biologia al Co­lumbia College e vive nei dintorni di Chicago con il marito e i tre figli.

I molteplici impegni famigliari (ho due figli stupendi oltre ad un marito e a un cane) mi hanno sottratto per un lungo periodo ad una delle mie più grandi passioni: la lettura (oltre alla pallacanestro -amore questo condiviso con mio marito, allenatore, e mio figlio, arbitro, che ci ha portato a creare una nostra società dove ricopro il ruolo di presidente). Ora complice un infortunio che mi costringe a diradare i miei impegni fuori casa (non posso guidare) sono “finalmente” riuscita a riprendere un libro in mano! Il fato, insieme ad un post di Kiky (co-fondatrice de “La bottega dei libri” che conosco da oltre 20 anni) pubblicato su Facebook han fatto sì che nascesse la mia collaborazione con “La bottega”, collaborazione che quotidianamente mi riempie di soddisfazione.

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