L'unico sesso Book Cover L'unico sesso
Linda Lercari
Distopico
Self-publishing
1/07/2019
Kindle
121

Pianeta Terra, futuro prossimo venturo, sesta era glaciale. A causa degli sconvolgimenti climatici dovuti alle guerre nucleari, il ghiaccio avvolge gran parte delle terre emerse e la crisi alimentare decima le popolazioni sopravvissute. Quale valvola di sfogo per le masse inferocite, le super potenze hanno istituito “Il gioco”, ovvero un mix di Hockey e combattimenti estremi dove riuscire a segnare un punto nella porta avversaria è solo il pretesto per far massacrare i giocatori gli uni contro gli altri. David, apprendista giocatore, cerca la sua strada in un mondo di violenza oltre ogni limite, unico faro è la campionessa Morte Bianca, una donna misteriosa e un’assassina spietata. Sulle bianche piste del “gioco”, il fato traccia scritte rosse col sangue di coloro che tentano di sovvertire l'ordine mondiale mentre David dovrà decidere se essere semplice pedina o protagonista di un destino che va oltre il presente, verso un futuro di speranza e rinascita.

 

L’unico sesso di Linda Lercari è un romanzo self-published nel 2019 e dovrebbe essere un romanzo distopico o fantascientifico.
L’umanità è quasi completamente estinta, ci troviamo nel 2215 ed il gelo ha distrutto tutto, gli esseri umani vivono sotto terra e per distrarre l’umanità da ciò che l’affligge è stato inventato il Gioco, un miscuglio di hockey e pura furia omicida, i migliori giocatori sono considerati quasi come divinità.
David viene cresciuto con questo obbiettivo, lui vuole diventare un campione per vendicarsi del padre e della società in generale; Morte Bianca è la campionessa in carica, è una macchina mortale, ma è anche una donna misteriosa e piena di segreti.
Morte Bianca farà conoscere a David i segreti che custodiva, propri e, più in generale, dell’umanità stessa che potrebbe avere ancora una speranza per salvarsi.

Dunque, ho letto questo libro in quanto amante del genere distopico e mi aspettavo di trovare un romanzo affascinante, angoscioso, cupo ed inquietante, ma tutto quello che mi ha lasciato è stato un senso di malessere generale.
Partendo dall’aspetto “formale”, purtroppo la scrittura è molto approssimativa, la grammatica è carente ed anche il lessico non è affatto lineare: l’autrice accosta un lessico semplice, basso, ad uno aulico ed elevato ed insieme stridono perché non c’è un vero motivo per inserire le due tipologie di lessico.
Tuttavia, si può anche passare sopra questo aspetto, soprattutto in virtù del fatto che il libro non ha dietro un lavoro di correzione, ma per poterlo fare ci deve essere almeno una buona storia, dei buoni personaggi o una buona ambientazione, purtroppo non è questo il caso.

Vi ho già detto che il racconto è ambientato in un mondo completamente congelato e questo è un punto che va a favore perché non mi aspettavo un inferno di ghiaccio, ma purtroppo il mondo esterno rimane una mera cornice che il lettore vedrà solo due volte nell’arco della narrazione, quindi non si rende effettivamente conto di quanto sia mortale il gelo.
Personalmente, speravo in un approfondimento di questo mondo, come è successo e come l’umanità è finita a vivere sotto terra, ma questo non avviene ed il lettore rimane in sospeso e curioso di capire come è stata possibile una catastrofe del genere.
Analizzando meglio il Gioco, tutto il romanzo ruota attorno a questo ed al successo che porta, ma in questo caso il lettore arriva a conoscerne l’origine, questo dovrebbe essere lo sfogo della popolazione frustrata, i famosi “due minuti di odio” di Orwell, ma molto più violenti.
L’idea del Gioco come valvola di sfogo non è male, anzi, anche al giorno d’oggi sappiamo che lo sport e la relativa tifoseria possono essere particolarmente violenti e la reazione al Gioco è solo la naturale conseguenza di una popolazione molto più frustrata ed arrabbiata.

Naturalmente, un libro non è fatto solo di una buona trama o di una buona ambientazione, ci devono essere anche, e soprattutto forse, dei buoni personaggi.
L’Unico sesso vede due personaggi principali di cui vi ho già parlato in precedenza, David e Morte Bianca: all’inizio ci viene presentato un ragazzino, David appunto, arruolato alla Fucina degli Eroi, una scuola che forma nuovi talenti per il Gioco con l’unico scopo di guadagnarci facendoli diventare famosi; fin dalla tenera età David ha l’unico obbiettivo di diventare ricco e conoscere Morte Bianca, la sua eroina.
Morte Bianca poteva essere l’unico personaggio degno di questo nome, con un passato oscuro alle spalle, una doppia identità e un’aura misteriosa estremamente affascinante, eppure nessuno di questi aspetti viene approfondito nel libro ed è davvero un peccato.
I due personaggi interagiscono, provano emozioni l’uno per l’altra, eppure il loro rapporto non va da nessuna parte, il lettore viene portato a sperare per il successo di questa coppia bizzarra e viene puntualmente deluso.

Inoltre, l’autrice inserisce alcuni argomenti o idee all’interno del libro che non portano da nessuna parte, butta lì l’esistenza di una società segreta che boicotta la società, il fatto stesso che Morte Bianca abbia una doppia identità viene vanificato da un’unica cosa: il finale.
Dire che il finale è aperto è un eufemismo, semplicemente il romanzo sembra terminare a metà, tutte le sottotrame, per così dire, aperte durante la narrazione vengono bruscamente troncate e lasciate in sospeso, non fraintendetemi, mi piacciono i finali aperti nei romanzi, ma le sottotrame iniziate devono essere portate a termine, altrimenti sono solo elementi buttati lì a caso.

Questa è la mia prima recensione “seria” e mi dispiace davvero che sia così negativa, ma purtroppo gli unici elementi positivi trovati sono poi stati banalizzati da tutto il resto e l’unica sensazione che ho provato leggendo questo libro, ma soprattutto finirlo, è disappunto.
Mi ha davvero lasciato con l’amaro in bocca, ci sono rimasta male soprattutto perché le idee di base erano davvero buone, ma non sono state sviluppate in nessun modo, né tanto meno realizzate seriamente.

 

Linda Lercari è già molto conosciuta sul web, spesso definita l’autrice di best seller Amazon, mettere in dubbio la sua bravura mi sembra irrispettoso.
Purtroppo l’ho conosciuta con un romanzo che, probabilmente, non è nelle sue corde e che quindi non è uscito nel migliore dei modi.

Concludo questa recensione con un po’di amaro in bocca, mi dispiace dare un giudizio negativo del lavoro altrui, ma penso anche che la sincerità sia sempre meglio della menzogna e, insomma, voglio essere coerente ed onesta, con me stessa e con l’autrice.

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