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Recensione: “Lunga storia di noi stessi. Come il cervello è diventato cosciente” di Joseph Le Doux, Raffaello Cortina Editore

Lunga storia di noi stessi. Come il cervello è diventato cosciente. Book Cover Lunga storia di noi stessi. Come il cervello è diventato cosciente.
Collana Scienza e idee, 324
Joseph LeDoux (traduzione a cura di Gianbruno Guerrerio)
Saggio scientifico
Raffello Cortina Editore
Novembre 2020
Cartaceo
514

Joseph LeDoux ricostruisce la storia naturale della vita sulla Terra, con l’obiettivo di ripensare a fondo le somiglianze tra noi e i nostri antenati più remoti. Il suo coinvolgente racconto getta nuova luce sul modo in cui si è evoluto il sistema nervoso negli animali, sullo sviluppo del cervello e su ciò che significa essere “umani”.

Per LeDoux, non possiamo comprendere le funzioni primarie del comportamento umano senza guardarlo attraverso la lente dei primi organismi viventi: anche i più antichi organismi unicellulari hanno dovuto risolvere problemi simili a quelli con cui noi (e le nostre cellule) siamo alle prese ogni giorno. In questa prospettiva, l’evoluzione del sistema nervoso ha fatto sì che gli organismi rafforzassero progressivamente la loro capacità di sopravvivere e prosperare, mentre l’emergere di ciò che noi umani chiamiamo “coscienza” ha comportato l’accesso a forme sempre più sofisticate di riflessione, consentendo alla nostra specie di ottenere sia i risultati più grandiosi sia quelli più terribili.

Con 13 tabelle e 111 figure b/n

 

“La nostra specie è sopravvissuta e ha prosperato non perché sia più grande, più veloce o più forte, ma perché è intelligente”.

 

Negli ultimi decenni, con lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale, i mondi dell’informatica e della biologia, così distinti tra loro, si sono avvicinati sempre più e il primo ha preso grande ispirazione dal secondo. Basti pensare agli algoritmi genetici e alle reti neurali.

Risultato immagini per brainI primi sono algoritmi di ottimizzazione di problemi non lineari, e sono ispirati a tutti quei processi di ricombinazione del materiale genetico dovuti al crossing-over e alle mutazioni genetiche che portano all’evoluzione della specie e alla nascita di individui in grado di adattarsi meglio all’ambiente circostante.

Le reti neurali sono invece gli strumenti alla base del Deep Learning e vengono utilizzate nei processi di addestramento delle macchine ma anche nell’ambito dei sistemi di controllo.

Come si può immaginare dal nome, sono ispirate al funzionamento del cervello e al modo piuttosto complesso ma efficace con cui i neuroni comunicano tra loro.

Che l’informatica abbia dovuto attingere dalla biologia per la realizzazione di sistemi sempre più performanti non ci sorprende: da sempre la tecnologia ha tratto ispirazione dalla natura. E non sorprende nemmeno il fatto che fra tutti i fenomeni che governano e caratterizzano la biologia, ci si sia soffermati su due focus principali: il processo evolutivo e le connessioni neuronali. Siamo macchine perfette e se come specie siamo arrivati al punto di esplorare l’Universo, inviare sonde su Marte, debellare malattie mortali, sfruttare i campi elettrici per comunicare, è merito di una lunga storia evolutiva e di una complessa rete di interconnessione neuronale.

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Lunga storia di noi stessi è un saggio scientifico che racconta dettagliatamente la nostra storia evolutiva e i processi che hanno portato il cervello a diventare cosciente. Due temi complessi e sui quali c’è ancora tanto da scoprire.
Ma l’obiettivo di Joseph LeDoux, oltre ad illustrare gli articolati meccanismi che ci hanno portati fin qui, è un altro.

La tesi che vuole dimostrare è che i tipi di esperienze che gli esseri umani chiamano sentimenti coscienti, ovvero le emozioni, siano solo uno sviluppo recente, dovuto a cambiamenti evolutivi nel cervello umano che sono emersi solo pochi milioni di anni fa e che hanno donato alla nostra specie linguaggio, cultura e consapevolezza di sé.

L’autore mostra infatti le prove del fatto che negli esseri umani e in altri mammiferi sono gli stessi sistemi cerebrali a controllare i comportamenti di sopravvivenza, ma che questi sistemi non sono quelli responsabili dei sentimenti coscienti di cui facciamo esperienza quando ci impegniamo in tali comportamenti.

“I comportamenti e i sentimenti occorrono simultaneamente, non perché i sentimenti guidino il comportamento, ma perché i loro rispettivi sistemi sono sensibili agli stessi stimoli”.

Il saggio si articola in quindici parti e 66 capitoli. La prima metà è dedicata alla spiegazione dettagliata della nascita della vita e dell’evoluzione delle specie, mentre la seconda è interamente dedicata al racconto di come si sia sviluppata la coscienza autonoetica – la capacità di modellare mentalmente il proprio sé in relazione al tempo. La coscienza autonoetica è l’essenza di quel che sappiamo consapevolmente di noi stessi ed è la base delle ideazioni su cui si basano le più grandi conquiste della nostra specie.

Ma quanta fiducia possiamo riporre nella nostra coscienza, se essa stessa è in grado altresì di farci scegliere a piacimento di porre fine alla nostra esistenza?

“L’autonoesi è un’arma a doppio taglio, pertanto il nostro futuro dipende da come decidiamo di usarla”.

Comprendere la nostra storia evolutiva e il modo in cui il nostro cervello è in grado di prendere decisioni e provare emozioni è fondamentale per raggiungere ampia consapevolezza di quel che siamo veramente. Perché solo una profonda conoscenza della lunga storia di noi stessi può aiutarci a salvaguardare non soltanto la nostra specie, ma tutte le altre specie viventi, a cui siamo indissolubilmente legati.

Nonostante le semplificazioni, le (bellissime) illustrazioni esplicative e le tabelle riassuntive, gli argomenti trattati restano piuttosto complessi. Si tratta di un libro da studiare, piuttosto che da leggere, ma proprio per questo motivo lo ritengo un saggio prezioso, un’opera immancabile per studiosi e appassionati di scienza.

 

Spero di avervi incuriosito abbastanza! Vi siete mai cimentati con un saggio scientifico che trattasse di questi temi?

Buona lettura a chi vorrà!

Arianna

 

L’autore

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Joseph LeDoux, uno dei più importanti studiosi di neurobiologia, insegna al Center for Neural Science and Psychology della New York University. Nella collana Scienza e idee ha pubblicato Il Sé sinaptico (2002), Ansia (2016) e Lunga storia di noi stessi (2020).

Appassionata lettrice sin dall'infanzia, prediligo i romanzi storici e i saggi. Adoro l'Ottocento inglese e tutto ciò che lo riguarda. Le mie scrittrici preferite sono ovviamente Jane Austen ed Elizabeth Gaskell. Nonostante i miei hobby umanistici studio tutt'altro.

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