Recensioni,  Thriller

Recensione: “L’ultimo processo” di Scott Turow, Mondadori

L'ultimo processo Book Cover L'ultimo processo
Scott Turow
Legal thriller
Mondadori
1 settembre 2020
cartaceo, ebook
432

Due uomini fuori dal comune, amici da un'intera vita - un famoso avvocato penalista e un celebre medico accusato di omicidio - nell'ultimo faccia a faccia in un'aula di tribunale. A ottantacinque anni, Sandy Stern, un famoso avvocato penalista con problemi di salute dovuti all'età ma la mente e lo spirito intatti, è sul punto di ritirarsi. Ma quando un suo vecchio amico, il dottor Kiril Pafko, acclamato Premio Nobel per la medicina, viene accusato di insider trading, frode e omicidio Stern decide di difenderlo, in quello che sarà il suo ultimo processo.

In un caso che metterà in gioco la reputazione e la brillante carriera di entrambi gli uomini, Stern dovrà scavare nella vita di Pafko, andando oltre il fascino apparente dell'illustre ricercatore nella lotta contro il cancro e tutto ciò che pensava di conoscere dell'amico.

Nonostante gli innumerevoli errori commessi, Pafko è innocente o le terribili accuse contro di lui sono fondate? Fino a dove Sandy Stern potrà spingersi per cercare di salvarlo ma, soprattutto, conoscerà mai la verità? Il dovere di difendere il suo cliente e la fiducia nella legge verranno messi duramente alla prova in un processo ricco di suspense e colpi di scena.

“La giustizia è buona di per sé e rende più affidabile la vita in mezzo agli altri. Eppure Stern ha accettato molto tempo fa che neppure una giustizia perfetta potrà cambiare ciò che siamo. La legge è costruita su molte finzioni, ma forse la più falsa è che, alla fine, tutti gli esseri umani sono razionali. Senza dubbio la nostra vita – per quello che ne possiamo dire – è fatta di cause ed effetti. È da questo che dipende la scienza”

Ne L’ultimo processo di Scott Turow, il protagonista incontrastato, già personaggio principale di altri romanzi dell’autore, è Alejandro “Sandy” Stern, l’avvocato ora ottantacinquenne che, dopo essere rimasto vedovo per la seconda volta e prostrato dagli effetti del cancro, si avvia a concludere la sua carriera di principe del foro con una causa di particolare interesse pubblico.

È stato chiamato, infatti, a difendere il suo amico Kiril Pafko, stimato medico e professore universitario, nonché premio Nobel per la medicina, dalle accuse di omicidio, truffa e inside trading, termine con il quale si indica l’utilizzo di informazioni riservate, che divulgate portano a degli effetti nelle quotazioni dei titoli di una società.

Kiril Pafko è infatti a capo della Pafko Therapeutics, l’azienda da lui fondata, dove, con l’aiuto del figlio Lep, è stato progettato e realizzato il g-Livia ovvero un farmaco salvavita per i malati terminali di cancro ai polmoni, una terapia rivoluzionaria a cui Stern si è sottoposto e che gli ha permesso di continuare a vivere.

Alcune morti sospette, l’alterazioni dei dati relativi alla sperimentazione e la vendita di azioni prima che il Wall Street Journal pubblichi l’inchiesta condotta da una famosa giornalista proprio sulle morti di alcuni pazienti, sono i capi d’accusa sui quali la giuria deve emettere un verdetto.

Affaticato dagli anni e dalla malattia, Stern sa che questo sarà l’ultimo atto della sua carriera. Nonostante le perplessità della figlia Marta, socia dello studio legale del padre, sia per la scelta di difendere un amico e sia per la fatica di un simile processo, si rimette in gioco e ancora una volta è presente in aula.

Tutto il romanzo è la partitura del processo, con una descrizione minuziosa dei vari atti che si compiono nei riti delle aule di giustizia americana.

Preciso e attento, Turow riesce a trasformare l’aula del tribunale in un vero e proprio palcoscenico, dove tutti i personaggi, in particolare i testimoni, la giudice e la pubblica accusa recitano la propria parte, ma dove vengono rappresentate anche le debolezze umane e le difficoltà di definire la giustizia, in altre parole un vero e proprio dramma sottolineato dall’analisi vigile e critica di Stern, che intreccia la sua esperienza legale e di vita.

Soprattutto nel rapporto tra le figure dell’avvocato e del famoso medico, si delinea la magia di questo romanzo. Entrambi con molti punti in comune, come la loro origine argentina e il fatto di aver sposato donne abbienti da cui hanno tratto non pochi vantaggi, sono allo stesso tempo in netto contrasto e la sottile contrapposizione che si dipana a mano a mano che il processo prosegue tiene il lettore incatenato alla pagina.

A contrapporsi al pensiero quasi filosofico dell’avvocato, l’insigne medico è tratteggiato, in modo defilato, come un uomo egocentrico che, a dispetto dei suoi settantotto anni, si abbandona a relazioni con altre donne e mantiene un rapporto con la moglie particolarmente complesso. Nonostante la fama di pioniere della medicina contro il cancro, ne esce una figura non sempre positiva e dai molti lati misteriosi che portano a colpi di scena e a continue svolte nello svolgimento del processo.

C’è un’aura di mistero infatti che aleggia nelle dichiarazioni di alcuni testimoni e nei comportamenti di Kiril che il vecchio Stern percepisce e alla quale, nonostante si batta con maestria e arguzia, non riesce a dare una giusta spiegazione. L’esito del procedimento e il verdetto della giuria faranno sì che, nonostante l’età e il fisico debilitato e con l’aiuto inaspettato dalla nipote Pinky, Stern continui a cercare fino a che la verità verrà svelata.

Il fulcro della vicenda è indubbiamente la giustizia nel senso più tecnico del termine. Minuzioso è infatti il resoconto di tutti i momenti del dibattimento, ma la scrittura infarcita di termini propri della legge risulta comunque talmente efficace che non si fatica a immergersi nell’atmosfera del dibattimento e a “vivere” i vari colpi di scena.

Anche per questo motivo, L’ultimo processo rimane un lavoro a sé stante che affascina e che soddisfa anche chi non è addentro ai meccanismi della giustizia americana. Non è un caso infatti che, come la narrativa horror sta a Stephen King, così il genere legal thriller stia a Scott Turow.

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