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Recensione: L’ultima patria, secondo volume de “La trilogia della patria” di Matteo Righetto edito Mondadori

L'ultima patria Book Cover L'ultima patria
Secondo volume
Matteo righetto
Narrativa
Mondadori
Aprile 2018
ebook, cartaceo

È il 1898, un freddo mese di novembre. Sulle arcigne montagne tra l'altopiano di Asiago e la val Brenta, a Nevada, gli abitanti sono ormai quasi del tutto scomparsi: la maggior parte di loro, oppressa da una spaventosa povertà, ha abbandonato i luoghi d'origine per emigrare in America in cerca di fortuna. Jole ha compiuto vent'anni e cresce sempre più bella mentre la sua giovane sorella Antonia ha seguito la vocazione religiosa e ha deciso di farsi monaca; il fratellino Sergio è preda di strani tremori dovuti a una causa misteriosa e viene affidato alle cure della "Santa", la guaritrice di un paese vicino. La momentanea apparente quiete della zona viene sconvolta quando entrano in azione due banditi che hanno intercettato il tesoro di lingotti guadagnati dal capofamiglia Augusto nel vecchio contrabbando con l'Austria-Ungheria. Jole si troverà da sola a fronteggiare il disastro: mossa da una sete di vendetta e armata soltanto del fucile paterno, si lancerà con l'inseparabile destriero Sansone sulle tracce degli assassini per fare giustizia.

Ad accompagnarla saranno ancora una volta il vento e le stelle, che la circondano in uno scenario mozzafiato. Durante l'inseguimento, Jole attraverserà all'ultimo respiro boschi e paesi innevati e supererà continue difficoltà, senza mai perdere la determinazione che la contraddistingue, in accordo con la magia della natura e la fedeltà ai propri valori, lungo un viaggio che la costringerà ad andare molto più lontano di quanto avesse mai immaginato. "Perché, a differenza del confine tra due Stati, la frontiera tra il bene e il male quasi mai si riesce a scorgerla con gli occhi." L'ultima patria è il secondo romanzo della "Trilogia della Patria". Dopo L'anima della frontiera, Matteo Righetto riprende a narrare con inalterato vigore l'epopea dei De Boer in un western letterario di mirabile spessore e atmosfera, mettendo in scena l'incessante anelito del genere umano verso il riscatto.

 

L’anima di una nazione incisa su carta

Un’opera che custodisce in sé l’anima del nostro passato e la narra come farebbe una dolce nonna ai suoi nipotini.

Non mi piacciono le frontiere. Mi piacciono gli orizzonti.
Matteo Righetto

RECENSIONE

Romanzo ambientato nel Novecento nel Veneto, i protagonisti della storia sono i De Boer, l’ultima famiglia rimasta a Nevada sull’altipiano di Asiago. Il resto degli abitanti sono tutti emigrati e i pochi rimasti dei paesi limitrofi emigrano proprio nel corso della storia. Un vero e proprio abbandono di massa si manifesta davanti agli occhi del lettore che fa riaffiorare i sentimenti di disperazione, ma anche speranza indossati dai personaggi che partono alla ricerca di quella che per loro sarà l’ultima patria; lasciando chi resta in una situazione di abbandono, insicurezza e disagio.

Prima di questo romanzo non avevo mai letto altre opere di Righetto, ho trovato un autore realmente unico. “L’Ultima Patria” affascina il lettore fin dalle sue prime pagine catturando completamente la sua attenzione, i personaggi sono così ben delineati che li immagini vivamente percorrere le loro avventure nelle loro tanto amate montagne.
La storia è narrata con così tanto amore che sembra uno di quei racconti che le nonne raccontano ai loro nipotini.
Quei pezzi della loro vita fatti di sacrificio, di sventure, di solitudine, ma anche di scelte, di coraggio, determinazione e lotta alla sopravvivenza che a volte significa anche dover fare cose che non si vorrebbe fare.

Non ci vuole alcun coraggio a fare ciò che si deve fare per forza.

L’elemento che più mi è piaciuto è lo spirito della natura presente in tutte le descrizioni della montagna che risplendono in questo romanzo, dai versi degli uccelli al volare delle aquile, la forza del vento, il candore della neve, alla pericolosità della foresta che deve essere rispettata e mai sottovalutata.
L’emigrazione è un altro tema importante, è illustrato molto bene sia nell’euforia dell’ignoto mescolata all’incertezza presente in chi parte, sia nella solitudine e coraggio di chi resta.

Ci vuole coraggio per andarsene, ma anche per rimanere soli…

È un romanzo che consiglio anche ai più giovani, una lettura realmente piacevole. Nella copertina possiamo vedere i tre veri protagonisti di questa storia: superba e maestosa si erge sollo sfondo la montagna con la sua cima innevata, la giovane protagonista della “trilogia della patria”, La Jole con addosso il suo capello e il fazzoletto rosso legato al collo in sella a Sansone il suo destriero e più fedele amico.

La Jole è una creatura fantastica, uno spirito libero dal temperamento indomito, dovrà superare un forte dolore e cercare giustizia per i suoi cari e serenità per se stessa.

AUTORE

Matteo Righetto

Matteo Righetto (Padova, 29 giugno 1972) è uno scrittore italiano. Laureato in lettere moderne presso l’Università di Padova.

I suoi romanzi sono pubblicati in tutto il mondo e tradotti in diverse lingue. Opinionista culturale de Il Foglio. Studioso di Literary Ecology ed Ecocriticism. Membro del comitato etico-scientifico di Mountain Wilderness. Accademico del G.I.S.M, Gruppo Italiano Scrittori di Montagna.

Insegna Lettere a Padova.

Ha esordito nel mondo editoriale nel 2016 con "Ananke" a cui sono seguiti "Artemisia" e "l'Ultima Notte al mondo"; ha collaborato a varie antologie dal titolo "Io me lo leggo". I suoi romanzi sono tutti ambientati in Italia tra le alte cime del Piemonte e i paesaggi Pugliesi, vi troverete all'interno i valori in cui crede: la lotta per i sogni, l’amore e l’amicizia. Da più di un anno collabora attivamente con i blog LabottegadeiLibri e lubri.iCrewPlay, scrivendo articoli che ruotano attorno al mondo dei libri. 

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