L'ultima Luna
Romanzo
Lettere Animate
24 settembre 2018
cartaceo e ebook
164
Nel romanzo agiscono tanti personaggi ma il vero protagonista è il paese, pervaso da un'aura misteriosa che echeggia di via in via. Sulle sue donne pende una maledizione: esse sono destinate a morire prematuramente nelle notti di luna nuova. Poche hanno un figlio. In un'atmosfera carica di oscuri segreti cresce Alessandro Attilio, il narratore: ha due nomi, il primo usato da quelli del Quarto Gliostro, il secondo dal resto del paese. Ha due nonni che si odiano a morte: Celestino proprietario del bar della Luna Nuova e Bonifacio, apparentemente cinico e miscredente. E tre zii, frutto di uno strano parto plurigemellare. E c'è Zelda, la ragazza dei suoi sogni. Nel paese i pochi giovani vogliono divertirsi, ma gli anziani gridano allo scandalo. Intanto le donne continuano a morire alla luce della luna nuova accompagnate dal suono di un pianoforte.
…Ancor prima di essere finita, la casa era già abitata dal mistero e dall’ignoto, come molte case del paese, ovverosia quelle del Quarto Gliostro, vecchie e decrepite.
Il tugurio stava appunto in quel quartiere dai segreti inquietanti e impenetrabili.
La mela, il peccato originale e Dio non c’entravano. E neppure il serpente. Andare via dall’Eden era stata una decisione di Eva e quella scelta era stata la mela agra che Adamo, per amore di lei che aveva deciso di andar via, si era sorbito…

Mi sono approcciata a “L’ultima luna” di Camillo Carrea pensando di essere di fronte ad un romanzo di solo mistero, una di quelle storie che dalla prima frase ti intrappola e non ti lascia andare.
Ma così non è stato, e questo non è un male come potreste pensare, perché questo romanzo ti lega a sé lentamente, non è nelle prime pagine che la storia prende piede, non ti senti conquistato subito ma a lungo andare, a piccoli passi ti rendi conto che la storia ti è entrata dentro, non puoi far a meno di continuare a leggere.
Lo stile di Carrea è molto particolare, come un grande chef mette sul tavolo tutti gli ingredienti, lascia che il lettore legga ricordi e pensieri del protagonista senza spiegare realmente dove voglia arrivare ma lentamente questi tasselli si intrecciano e gli ingredienti diventano una storia complessa piena di ombre e segreti. Un romanzo di formazione ma anche fantastico, una storia che si muove abilmente tra fatti di cronaca, leggende, streghe, morti misteriose, chiacchiere di paese e una generazione che vuole evadere, cambiare, rivoluzionare.
A condurci in questo viaggio è Alessandro Attilio, voce narrante della storia, che attraverso la sua esistenza ci racconta la vita del suo paese, un paese del centro Italia, in cui a fare da padrone sono le chiacchiere, le legende, i pettegolezzi, un paese che ha un lato oscuro, diviso in due, in cui le donne sono destinate a morire alla luce della luna nuova e le poche sopravvissute non riescono comunque ad avere figli. Il protagonista ha due nomi, il primo usato da quelli del Quarto come sua madre, il secondo dal resto del paese, ha due nonni, Celestino proprietario del bar della Luna Nuova e reduce della campagna di Russia, e Bonifacio che, non credendo alle dicerie del paese, vive nella grande casa de l’Eterna, la quercia sotto cui si dice siano stati svolti atti sacrileghi, e ha tre zii poco più grandi di lui, frutto di un miracoloso parto plurigemellare.

Ma Alessandro non è che la voce narrante, perché il romanzo ha tanti personaggi e procedendo nella lettura sembra diventare quasi un romanzo corale, c’è Toni che vuole fare il ballerino, Virgilio il pittore che andare in un posto dove non ci siano da dipingere solo nature morte, Infinita che parla pochissimo ed è comparsa all’improvviso, Lodovico e Adelchi che indagano per capire da dove nasca tutto quel mistero che aleggia nell’aria. Ma nonostante siano gli anni Settanta, nonostante i giovani vogliano fare la rivoluzione, nonostante vogliano cambiare il mondo e baciarsi in pubblico, il vero protagonista di questo romanzo resta il paese, questo paese dove nulla cambia davvero, dove le donne continuano a morire, dove le leggende continuano ad alimentarsi e dove i vecchi continuano a borbottare.
Devo dire che, se all’inizio la storia sembrava prendere piede molto lentamente, già a metà del romanzo “L’ultima luna” mi ha conquistata, è un libro che fa compagnia. Emoziona, lascia con il fiato sospeso e quando i tasselli sembrano andare tutti al loro posto ecco che il mistero torna in superficie. L’autore riesce con grande maestria e senza seguire un percorso lineare a mantenere mistero, suspance e quell’alone di magia. Questa particolare abitudine di spezzare e riannodare il filo del racconto, cambiare i tempi verbali, viaggiare tra presente e passato, può disorientare chi legge ma nel contempo credo sia la grande forza del romanzo, perché contribuisce in maniera significativa ad alimentare la magia.