L'ultima cosa che ha visto
Thriller
Indomitus
21 maggio 2026
cartaceo e-book
396
Sloane Grayson, reporter specializzata in casi irrisolti, non ha mai smesso di cercare risposte. Trent'anni prima, sua madre svanì nel nulla durante un festival musicale in una remota cittadina montana della Virginia, insieme ad altre tre donne. Il promoter dell'evento fu condannato per i loro omicidi, ma i corpi non furono mai ritrovati. Per Sloane, quel caso è un'ossessione: la verità è ancora nascosta, da qualche parte, in quel luogo dimenticato.
Con lo sceriffo che chiuse il caso ormai morto, Sloane si immerge in un'indagine solitaria, interrogando famiglie distrutte e testimoni restii a rivangare un crimine che ha segnato per sempre la loro città. Ma ogni domanda riapre vecchie ferite e il killer, ancora dietro le sbarre, giura di essere innocente. E se dicesse la verità?
Tra boschi silenziosi e tombe senza nome, Sloane segue le tracce di un passato che qualcuno vuole tenere sepolto a ogni costo. Più si avvicina alla verità, più il pericolo si stringe intorno a lei: un'ombra letale la osserva, pronta a tutto per fermarla. In un gioco mortale di inganni e rivelazioni, Sloane scoprirà che la chiave del mistero è l'ultima cosa che qualcuno ha visto ... e potrebbe essere anche l'ultima che vedrà lei.
“Mi piace vedere cosa esce strisciando dall’ombra quando punto una luce nel buio” da “L’ultima cosa che ha visto” di Mary Burton
“L’ultima cosa che ha visto” di Mary Burton (Indomitus editore) è un thriller ambientato nel 2025 in una cittadina della Virginia. Al centro un caso irrisolto risalente il 1994. All’epoca proprio lì, per la prima volta, si ospitava un festival musicale che avrebbe richiamato un vasto pubblico. Troppo vasto rispetto alla carenza di uomini della sicurezza, preoccupazione dell’allora sceriffo C.J. Taggart. Mentre la gente sempre più numerosa si scatenava, alcol e droghe si diffondevano a macchia d’olio.
Il bosco offriva un valido nascondiglio per commettere ogni genere d’illecito. In questo clima quattro giovanissime donne scompaiono senza lasciare traccia. I loro corpi non si troveranno mai, verrà arrestato il presunto colpevole secondo alcune testimonianze, che continuerà a dichiararsi innocente. Lo sceriffo vivrà il caso come il suo più grosso fallimento, avrà un crollo emotivo e si suiciderà. Trent’anni dopo, una giovane reporter tornerà proprio lì ben decisa a far luce sui fatti, determinata a trovare ciò che rimane di quelle donne affinché i familiari possano dar loro degna sepoltura. Si scontrerà con la forte omertà di una comunità che vuole solo dimenticare.
“La montagna non le ha inghiottite. E’ stato un essere umano a sbarazzarsene”
La trama è affascinante, così come l’ambientazione. Un paese il cui sostentamento derivava da una fabbrica dove lavoravano in molti, si ritrova alla deriva dopo la chiusura dei battenti di quest’ultima. Immaginiamoci una piccola comunità distante dalla città, dove non accade mai nulla che sia degno di nota. La vita scorre sempre uguale e tutti gli abitanti si conoscono, almeno di vista e di nome. Poi arriva la grande occasione, quella del riscatto: un festival musicale che richiamerà gente poiché si esibiranno band di una certa notorietà. I giovani si divertiranno, per i commercianti sarà un’occasione di guadagno, e il paese finirà su tutti i giornali.
Questo è ciò che pensa il sindaco di Dawson (Virginia) che collabora con un abile organizzatore di eventi, Rafe Colton. Un tipo attraente che piace molto alle donne, lo trovano sexy ed egli sa di avere un certo ascendente su di loro, approfittandone spesso. Usa la propria sicurezza anche negli affari, è un affabulatore in grado di portar dalla sua parte chiunque. In realtà è un uomo superficiale, privo di scrupoli e teso solo verso il suo personale tornaconto.
Lo sceriffo CJ Taggart invece non si fida affatto di Colton. È convinto che il festival sarà la rovina di Dawson, le forze di polizia che hanno a disposizione non sono assolutamente sufficienti a mantenere l’ordine. Egli immagina già il numero di denunce che pioveranno sulla sua scrivania il giorno dopo: furti, lesioni personali, violenze sessuali, ecc. È un uomo concreto e realista, conosce bene la vita e le persone. Da ragazzo aveva un rapporto conflittuale con il patrigno, appena raggiunta l’età si era arruolato nei marines e poi era partito per il Vietnam. Solo al suo ritorno era entrato in polizia con un bel po’ d’esperienza sul genere umano e altrettanta diffidenza.
“Il mondo divora di continuo le persone perbene”
Le giovani vittime invece erano tutte sotto i vent’anni e in comune avevano soprattutto una grande ambizione: realizzare un sogno e andarsene da Dawson. Patty era una madre single innamorata della sua bambina, una ragazza vivace e sempre di buon umore nonostante trascorresse la vita tra i tavoli di un locale a servire i clienti. Voleva guadagnare il più possibile per riprendere gli studi e dare un futuro migliore alla figlia.
Debra viveva per conto proprio perché in disaccordo con la famiglia, una ragazza intelligente di buone prospettive il cui sogno più grande era iscriversi all’università, cosa che faceva infuriare il suo ragazzo privo di ambizione. Laurie invece desiderava sfondare nel mondo della musica poiché suonava la chitarra e aveva una bella voce oltre essere molto graziosa e sexy. Le era stata promessa un’esibizione sul palco con il leader di una band. Tristan invece era una ballerina che sarebbe entrata alla Julliard a breve, la danza era tutta la sua vita e vedeva nel festival un’occasione per danzare su un palco.
Infine Solane è la reporter che nel 2025 sconvolgerà Dawson con le sue domande e soprattutto con le sue intenzioni. Trovare i corpi delle donne scomparse. È un osso duro, una donna coraggiosa e ribelle. Una che non si ferma davanti a nulla pur di raggiungere i propri obiettivi. La sua infanzia non è stata semplice senza genitori e con una nonna ben poco affettuosa, questo l’ha resa indipendente e immune dai sentimentalismi. Non ha un compagno e nemmeno amicizie, ritiene di bastare a se stessa.
“Tutti pensavano fosse stata la stessa mano a uccidere le quattro donne. Mentre io ero abbastanza aperta mentalmente da domandarmi se l’assassino avesse avuto un complice”
Avvincente. Trama affascinante come lo sono tutti i misteri irrisolti. Ambientazione perfettamente descritta attraverso gli abitanti, i loro rapporti e mentalità. L’autrice narra realisticamente di piccole meschinità e grandi ipocrisie tipiche delle comunità ristrette. I personaggi sono tutti ben caratterizzati, si può sospettare di chiunque, vi ho dato spazio perché ho ritenuto valesse la pena di presentarveli. Il ritmo rapidissimo, e la suspense molto elevata.
Lo stile fluido e la narrazione abbraccia alternativamente due punti di vista. Quello di Sloane, nel 2025 e narrato in prima persona. Quello dello sceriffo risalente i trent’anni precedenti, narrato in terza persona. Due modi di indagare molto diversi, entrambi interessanti come i due protagonisti. Osservatori intelligenti, con i loro drammi irrisolti, pieni di rabbia repressa che mai offusca la loro visione dei fatti. Il linguaggio è semplice e la lettura scorrevolissima.
Il finale potrebbe essere quello che non ti aspetti. Oppure sì. Personalmente l’ho trovato sorprendente, il colpo di scena decisivo arriva quasi alla fine. Il mio consiglio è questo: fate attenzione ai personaggi. Tutti i personaggi, compresi quelli secondari, il segreto di ogni mistero risiede proprio in ognuno di essi, nessuno escluso!
Vi affascinano i thriller che riportano a galla misteri irrisolti?