Iperborea
17 settembre 2025
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https://iperborea.com/titolo/722/lotte-pelomatto/
Ribelle, curiosa, ostinata, un po’ egoista ma sempre leale, Lotte appartiene a una colonia di marmotte che vive in una pietraia accanto alla foresta, in un brulicante matriarcato, tenuta in pugno dalle tiranniche vipere, comandate dal generale Codanera. Lotte ha un amico inseparabile, Pigno, che è un po’ il suo opposto, prudente e riflessivo, abituato a tirarla fuori dai guai. Ma un giorno si ritrova davanti Zigzag, il figlio di Codanera, che è scappato rifiutando le leggi crudeli del suo clan e ora ha bisogno di aiuto. Unendosi a Lotte in una rivoluzionaria amicizia, il serpentello le svela un segreto che le vipere si tramandano: c’è stato un tempo in cui le marmotte erano libere e senza paura e tra gli abitanti della pietraia regnava la pace. Allora non è scontato che siano le vipere a comandare? Le marmotte possono liberarsi? Ma come? Lasciatevi travolgere dall’energia di Lotte pelomatto e dei suoi due amici Pigno e Zigzag in un’emozionante saga epica nella natura che parla di inclusione e solidarietà, di giustizia e potere, alla scoperta del mondo misterioso della pietraia, che forse può aiutarci a capire un po’ anche il nostro.
Scrittrice e illustratrice, Lena Frölander-Ulf arriva in Italia per Iperborea con “Lotte pelomatto”, il primo capitolo di una trilogia dedicata alle avventure della marmotta Lotte, un’eroina diversa dal solito, che può far appassionare i giovani lettori. Il romanzo è tradotto in italiano da Laura Cangemi.

Spazi da condividere
Le marmotte condividono la pietraia con i serpenti. Ma, mentre i serpenti – che, si sa, si scaldano al sole – si godono la vita nella parte assolata della petraia, le marmotte sono confinate nella parte ombrosa e lo spazio diminuisce di anno in anno. Dunque occorre gestire il problema della sovrappopolazione; infatti fra le marmotte i papà si devono allontanare nella foresta, altrimenti il cibo non basterebbe per tutti. E così devono fare anche i figli più grandi quando crescono. Lotte vive in una famiglia stranamente ridotta: lei, la mamma e i due fratelli aspettano che il papà torni dalla foresta, ma questo non avviene da due anni. Lotte vorrebbe esplorare la foresta e andare in cerca del papà ma non può far preoccupare la mamma.
Lotte sceglie un masso delle dimensioni giuste: abbastanza alto per non essere vista da sotto, ma protetto da uno ancora più alto per non essere vista da sopra. Si distende. Nonostante la primavera sia appena iniziata, la pietra è calda sotto la pancia. Il sole pomeridiano illumina la pietraia, gli uccellini volano cinguettando e dalla foresta si sente il gocciolio della neve che si scioglie. La foresta, pensa Lotte. Devo avventurarmi nella foresta! Troverò Morris e papà e torneremo indietro insieme, lotteremo contro i serpenti e metteremo tutto a posto. Ci riprenderemo la nostra casa e manderemo all’aria tutte quelle stupide regole. Lo vedranno, quello che riesce a fare mio padre!
Nemici-amici
Lotte e Pigno sono migliori amici nonostante le grandi differenze. Pigno è magrolino e sincero, vive in una grande famiglia e tende a spaventarsi facilmente. Lotte è tutto l’opposto, eppure gli vuole tanto bene e, durante il letargo, quando ciascuno dorme nelle tane al calduccio, sente molto la sua mancanza.
Lei appoggia la testa contro quella dell’amico. Poi restano tutti e tre in silenzio, vicini. Respirano l’aria, sentono gli odori, guardano un bombo che passa ronzando. Esistono. Come capita quando ci si è trovati in bilico sull’orlo del buio senza ritorno e ci si è salvati.
Una primavera, non appena il risveglio dal letargo è avviato, Lotte si trova coinvolta in un golpe a danno del comandante dei serpenti e che chiama in causa anche Zigzag, il serpentello figlio del capo. Zigzag e Lotte dovrebbero essere nemici, o meglio, sono stati cresciuti con l’idea che marmotte e vipere vivono da antagonisti nello stesso territorio. Fra le due colonie c’è una rivalità regolata da norme ben precise che, però, vanno sempre a discapito delle marmotte. Zigzag e Lotte sono degli outsider e fanno fatica a sottostare alle regole e ai pregiudizi che vengono loro impartiti. Quindi, sebbene inizialmente diffidenti, tuttavia sono curiosi l’uno verso l’altro e vogliono iniziare a conoscersi fidandosi e valorizzando le differenze.
Solo unendo le forze e dando valore alle qualità di ciascuno, Lotte, Pigno e Zigzag scoprono la verità sulle loro comunità e sullo spazio in cui vivono. Sì, certo, mettono anche le loro vite in pericolo e complicano ulteriormente la faccenda, ma questi sono solo danni collaterali.
Lotte, un’eroina “vera”
Lotte è una protagonista atipica. Non fa sempre la cosa giusta, anzi. Tante volte pensa e agisce in maniera avventata, talvolta aggressiva, prova invidia nei confronti degli altri e non accetta spiegazioni semplicistiche. Lotte sbaglia, è vero, ma è anche capace di rimediare ai suoi errori e di grandi atti di coraggio. Lotte non è un’amica rassicurante, o almeno non sempre, tuttavia dice sempre la verità e, in nome dell’amicizia, può arrivare a mettere in discussione tutto il suo mondo e le sue certezze.
Finale aperto
Il romanzo di Lena Frolander-Ulf termina al culmine della tensione lasciando un finale aperto e preannunciando il secondo volume della trilogia. Tuttavia la scelta non è del tutto condivisibile: il caro Propp ci ha insegnato che la narrazione termina quando si è ristabilito un nuovo equilibrio e il lettore in questo caso rimane destabilizzato. Ma, chissà, magari invece è la scelta giusta per i piccoli lettori a cui il romanzo è destinato. In ogni caso il connubio marmotta-serpente, animali in genere emarginati per lo meno nella narrativa, sembra funzionare alla perfezione e insegna a andare oltre il pregiudizio. La marmottaia, metafora delle nostre città sovraffollate, aspira a diventare, grazie a Lotte e Zigzag, un luogo di accoglienza e inclusione. Ma prima che tutto ciò accada, occorre andare incontro all’avventura.