L'Ottavo Cerchio
Il peccato originale #6
romanzo erotico
Hope Edizioni
febbraio 2021
cartaceo, ebook
384
Bellissimo, brillante e dissoluto. Questo è Kingsley Edge.
Pagato profumatamente sia in denaro sia in altro tipo di benefici, passa di letto in letto, ma nulla riesce a contrastare la sua apatia autodistruttiva.
L’unico che potrebbe farlo, l’uomo che King ama senza limiti o rimpianti, l’uomo grazie al quale è rinato, è anche la sola persona che King non potrà mai avere: Søren.
Quando Kingsley progetta di aprire il più grande club BDSM del mondo – un parco giochi segreto per l’élite di New York – affiancato da Sam, la sua nuova assistente, giovane e determinata, dovrà vedersela con l’enigmatico reverendo Fuller, un nemico che potrebbe rovinare il suo sogno, e non solo.
Due missioni sacre, due uomini in lotta tra di loro, un solo vincitore.
Ed eccoci a parlare de “L’Ottavo Cerchio”, il sesto volume della serie “Il peccato originale” di Tiffany Reisz. Vi confesserò, cari lettori di bottega, che questa scorpacciata di erotici mi sta affaticando. Ho rallentato la lettura non perchè il libro non fosse all’altezza delle aspettative, lo è eccome e di seguito spiegherò il perché.
Un erotico bellissimo e faticoso
Il punto è che questo tipo di erotico è faticoso. Bellissimo e faticoso, esattamente come viene interpretato il sesso dai protagonisti della serie: sessioni di lettura appaganti che, però, richiedono concentrazione nel ripercorrere gli stati d’animo dei protagonisti e nell’accettare una promiscuità sessuale che nei romanzi è proposta come una questione normale.
Non fraintendetemi, non ho alcun preconcetto sessuale riguardo alle inclinazioni dei protagonisti, è la commistione di sentimenti e sessualità che mi mette dei freni, da romantica quale sono. Attraverso questo viaggio attraverso la serie de “Il peccato originale” di Tiffany Reisz, mi sono scoperta tradizionalista in merito alle letture sentimentali: mi appaga quando il protagonista e la protagonista si rimangono fedeli fisicamente e, non c’è nulla da fare, è una cosa che mi piace, mi fa sognare, mi rende felice.
Un erotico, non un romanzo d’amore
Ne “L’Ottavo Cerchio”, una volta di più, Tiffany Reisz mi ha messo alla prova riguardo a questo aspetto delle mie preferenze letterarie. La fedeltà fisica è qualcosa che non è contemplato, neanche lontanamente, nelle relazioni interpersonali dei protagonisti della serie. E la questione destabilizzante è che l’impressionante scavo psicologico che sta alla base dei personaggi, rende questo del tutto giustificabile, perfettamente in linea con i personaggi e con la trama.
In questo volume, Tiffany Reisz scava con pazienza nel rapporto tra Kingsley e Soren, tra il malavitoso e il prete. Ne descrive le origini, ne fa percepire la frenesia, la passione, la felicità. E poi il freno e la delusione, lo sconvolgimento di King quando capisce che il suo grande amore, Soren, è un prete e che non potranno mai più amarsi. O più precisamente, non potranno mai più stare insieme in senso convenzionale.
Dimentichiamoci le convenzioni
Perché Tiffany Reisz è una maestra nel condurci oltre i bordi dei sentimenti convenzionali e portarci per mano nelle storie complesse, brutali, dolorose. E renderle un’esperienza necessaria a raggiungere una sorta di pace, di equilibrio. In questo senso sì, allora, si trova un certo appagamento anche per noi comuni lettrici di romanzi a lieto fine: dopo la sofferenza, gli incubi, le incomprensioni e una montagna, ma una montagna…
Cari lettori, una vera montagna di sesso a destra e a manca, i protagonisti trovano pace: percorrono il loro tragitto di prove da superare e poi raggiungono la vittoria. In questo caso la fondazione del club “L’ottavo cerchio”, appunto, di cui Kingsley è il proprietario e Soren e Nora sono il re e la regina.
Per arrivare a questo risultato, che coinciderà poi con la riappacificazione di King e Soren e con la legittimazione di King come maschio alpha, chiamiamolo così anche se la definizione non è calzante per le sfaccettature del personaggio, si passa attraverso le storie e il passato di personaggi secondari con cui Tiffany Reisz punteggia il suo panorama di perversione e compone tutte le ombre.
Un affresco a colori scuri
Eppure vivido e vibrante: ogni personaggio, nei libri della serie “Il peccato originale”, assume un’importanza determinante per la trama. Neanche una scena è in più; neanche una scena di sesso, e vi assicuro che sono tante e molto intense, è usata a caso. Ognuna è utilizzata per imporre delle prove ai personaggi che compongono la grande serie de “Il peccato originale”.
La scrittura è eccezionale
E non potrebbe essere altrimenti perché per descrivere una tale complessità di sfumature sentimentali e sessuali è necessario un utilizzo della lingua a trecentosessanta gradi. Una ricerca della parola giusta, il ritaglio preciso dell’immagine che l’autrice desidera fornire al lettore.
In generale, l’esperienza di lettura de “L’ottavo cerchio”, il sesto volume della serie “Il peccato originale” di Tiffany Reisz, non può lasciare indifferenti. Questi sono libri che rimangono stampati in testa, le sensazioni rimangono vivide sulla pelle, le immagini chiare in testa per molto tempo, le contraddizioni scalpitano nel cuore.
Ho bisogno di una pausa rilassante
Forse per questo necessito di una pausa da questa serie che è così intensa e coinvolgente da lasciare spossati. Leggetela, perché non so come ho fatto a vivere senza, ma per completare la serie e leggere il quarto e il quinto volume, ho bisogno di tempo. Una pausa è quello che mi ci vuole, anche perché, leggendo il sesto romanzo prima del quinto, ho scoperto qualcosa che…
Non spoilero, non lo dico, ma è un elemento che nuovamente mette alla prova la mia necessità di stabili convenzioni nella letteratura. Di bordi e di regole all’interno delle quali sentirmi sicura e a mio agio. E per leggere Tiffany Reisz le regole bisogna metterle da parte!
5 stelle ⭐⭐⭐⭐⭐