L'ospite crudele Book Cover L'ospite crudele
La Gaja Scienza
Rebecca Fleet
romanzo, thriller
Longanesi
13 giugno 2019
cartaceo, kindle
320

Quando Caroline riceve la proposta di partecipare a uno scambio-case tra il suo appartamento di Leeds e una villetta in un bel quartiere residenziale nei sobborghi di Londra, accetta senza riserve. Non la preoccupa affatto l’idea di lasciare che uno sconosciuto entri in casa sua: per lei è più importante allontanarsi per un po’ da tutto e tutti, compreso il figlio piccolo, e compiere quell’ultimo tentativo di salvare il proprio matrimonio con Francis.
Ma le cose non vanno come si aspettava. E non soltanto perché tutti i problemi che sperava di lasciarsi dietro in realtà la inseguono… C’è qualcosa di strano, di inquietante in quella casa. C’è una vicina che all’inizio sembra amichevole ma presto si rivela fin troppo curiosa e ossessiva. E dentro quell’abitazione che dovrebbe esserle sconosciuta compaiono poco a poco segnali precisi che terrorizzano Caroline. I fiori in bagno, la musica che proviene dallo stereo, la fotografia appesa in corridoio… Potranno sembrare innocui a chiunque altro, ma non a Caroline. Perché parlano di lei, del suo passato e di un segreto tragico e fatale che soltanto lei dovrebbe conoscere. Quando capisce di essere caduta suo malgrado in una trappola e di non poterne parlare con nessuno per paura di perdere tutto ciò che ha e per cui lotta, c’è una domanda che la assilla. Chi è davvero lo sconosciuto con cui ha fatto lo scambio? Chi c’è in quel momento dentro casa sua?

Buongiorno cari lettori,

oggi sono qui per proporvi un thriller dai toni tenui e non eccessivamente splatter, adatto per chi si sta avvicinando per la prima volta al genere. Il libro in questione è L’ospite crudele, thriller d’esordio di Rebecca Fleet.

Sinossi del romanzo:

Quando Caroline riceve la proposta di partecipare a uno scambio-case tra il suo appartamento di Londra e una villetta in un bel quartiere residenziale nei sobborghi, accetta senza riserve. Non la preoccupa affatto l’idea di lasciare che uno sconosciuto entri in casa sua: per lei è più importante allontanarsi per un po’ da tutto e tutti, compreso il figlio piccolo, e compiere quell’ultimo tentativo di salvare il proprio matrimonio con Francis.

Ma le cose non vanno come si aspettava. E non soltanto perché tutti i problemi che sperava di lasciarsi dietro in realtà la inseguono… C’è qualcosa di strano, di inquietante in quella casa. C’è una vicina che all’inizio sembra amichevole ma presto si rivela fin troppo curiosa e ossessiva. E dentro quell’abitazione che dovrebbe esserle sconosciuta compaiono poco a poco segnali precisi che terrorizzano Caroline. I fiori in bagno, la musica che proviene dallo stereo, la fotografia appesa in corridoio… Potranno sembrare innocui a chiunque altro, ma non a Caroline. Perché parlano di lei, del suo passato e di un segreto tragico e fatale che soltanto lei dovrebbe conoscere.

Quando capisce di essere caduta suo malgrado in una trappola e di non poterne parlare con nessuno per paura di perdere tutto ciò che ha e per cui lotta, c’è una domanda che la assilla. Chi è davvero lo sconosciuto con cui ha fatto lo scambio? Chi c’è in quel momento dentro casa sua, a Londra?

RECENSIONE

 Il romanzo si sviluppa seguendo la falsariga di un diario: ogni capitolo è infatti datato e proposto in prima persona. Non è unico, però, il protagonista, bensì vediamo l’intervallarsi di tre personaggi:

  • Caroline: moglie insoddisfatta, ex amante, sta cercando di rimettere insieme i pezzi di un matrimonio instabile
  • Francis: marito di Caroline, depresso e dipendente dall’uso di antidepressivi.
  • L’ospite: …no spoiler please!

Anche se all’inizio ho trovato complicato seguire il filo della storia (si intervallano capitoli che parlano della storia attuale a capitoli che riportano dei flashback dei personaggi), dopo qualche capitolo tutto inizia a delinearsi e diventa più chiaro.

Per essere un romanzo d’esordio devo fare i miei complimenti all’autrice: i personaggi son ben descritti e anche le dinamiche interpersonali sono state ben costruite. Se però devo fare una critica alla Fleet, questa posa sulla definizione del genere letterario di tale libro. Personalmente non sono pienamente d’accordo con la definizione di thriller. Non sarò qui a farvi spoiler ma…  non è il classico thriller splatter con morti cruente e pazzi schizofrenici. Lo definirei piuttosto un romanzo drammatico.

Passionale e drammatico allo stesso tempo, ho trovato questa lettura scorrevole e piacevole (da leggere anche prima di andare a dormire senza rischiare incubi!).

In conclusione, lo consiglierei? Si direi proprio di si.

Sono rimasta soddisfatta? “Ni”. Probabilmente se lo avessero classificato come un romanzo sarei rimasta meno delusa dall’evoluzione della narrazione (abbiate pazienza, sono amante dei thriller splatter). Voi lo avete letto? Vi è piaciuto?

A presto,

Chiara