L’orfanotrofio sul lago
Thriller psicologico
Newton Compton Editori
1 ottobre 2024
cartaceo, ebook
228
Hazel sente il bisogno di una svolta nella sua esistenza. Ha trent'anni, è single e la sua agenzia investigativa stenta a decollare. La fortuna sembra finalmente girare quando Madeline Hemsley, una donna ricca quanto misteriosa, si presenta a Hazel con un'offerta troppo allettante per poterla rifiutare: una ragazza è scomparsa dall'orfanotrofio in cui viveva e Madeline vuole che lei la trovi.
Inizialmente sembra un normale caso di fuga, ma mentre Hazel procede con le indagini, incappa in indizi che fanno sospettare una verità ben più oscura: macchie di sangue inspiegabili, simboli criptici, figure sinistre che cominciano a seguire ogni sua mossa. Più scava, più si rende conto che quell'orfanotrofio cela segreti terrificanti. E anche Madeline sembra nascondere qualcosa...
Una ragazza scomparsa, un luogo sospeso nel tempo dove si annida un inquietante mistero.
Daniel G. Miller fa il suo esordio in Italia con “L’orfanotrofio sul lago”, edito Newton Compton Editori, e lo fa con il botto!
Sin da subito ci troviamo catapultati in un thriller psicologico abbastanza inquietante.
“Ah, il mattino…
Che ci può essere di peggio?”
Hazel Cho, giovane investigatrice privata, di chiari origini orientali, viene ingaggiata da una “strana” donna per indagare su un caso molto delicato. Dopo innumerevoli pedinamenti per tradimenti, infatti, Hazel si troverà a investigare sui motivi della sparizione di Mia, una tredicenne, da un orfanotrofio, situato a nord di New York.
Hazel, che è alla disperata ricerca di nuovi casi per rimpinguare le sue magre finanze, nonostante abbia qualche perplessità, decide di accettare, su richiesta di una donna ricca ed affascinante, ma molto strana, Madeline Hamsley, di ritrovare la sua figlioccia.
Durante le ricerche, l’investigatrice si troverà a “combattere” contro un muro di omertà, che le renderà la ricerca molto più complessa di quanto avesse previsto.
Si troverà, inoltre, invischiata in situazioni di pericolo, che la porteranno spesso a pensare di abbandonare l’indagine, ma la sua voglia di verità la porterà a resistere e, piano piano, a smascherare l’intricata matassa e a svelare i pesanti segreti che si nascondono in riva al lago.
“E tuttavia, mi sento come se da un momento all’altro qualcuno dovesse saltarmi addosso da dietro un angolo e aggredirmi. La paura è come un cancro: comincia in un istante circoscritto, poi si moltiplica e si impadronisce di te fino a modificare la percezione di tutto quanto ti circonda” – L’orfanotrofio sul lago
Miller, mediante una descrizione minuziosa, ci permette di entrare subito in empatia con tutti i personaggi. Attraverso questa sua “capacità”, ci illude di poter individuare non uno, ma addirittura più figure che sicuramente sono collegate alla sparizione della ragazza, ma nulla è come sembra.
L’autore, infatti, è molto bravo a lasciare trapelare qua e là alcuni indizi che sembrano condurre al responsabile della sparizione di Mia e, come scoprirà Hazel, di altre ragazze dallo stesso orfanotrofio, ma alla fine vi sorprenderà.
Il ritmo è scorrevole e incalzante, rende partecipe attivamente all’indagine il lettore, trasmettendogli varie sensazioni che lo coinvolgeranno totalmente.
“L’orfanotrofio sul lago” è un romanzo molto intenso e intrigante. La scrittura è fluida, chiara e mai noiosa.
La trama è interessante, mai banale e ricca di colpi di scena, che la rendono molto movimentata.
Spero che Newton Compton Editori continui a tradurre i romanzi di questo brillante autore e che ci possano essere presto nuove indagini di Hazel Cho.
Un regalo perfetto da mettere sotto l’albero per chi ama indagare nel torbido e per chi non si fida del prossimo.
Buona lettura!
“Sono diventata più forte, più dura. Sono stata in luoghi che non avrei mai pensato di visitare e adesso so meglio di prima di cosa sono davvero capace. Sono una sopravvissuta”.
5 stelle ⭐⭐⭐⭐⭐

I molteplici impegni famigliari (ho due figli stupendi oltre ad un marito e a un cane) mi hanno sottratto per un lungo periodo ad una delle mie più grandi passioni: la lettura (oltre alla pallacanestro -amore questo condiviso con mio marito, allenatore, e mio figlio, arbitro, che ci ha portato a creare una nostra società dove ricopro il ruolo di presidente). Ora complice un infortunio che mi costringe a diradare i miei impegni fuori casa (non posso guidare) sono “finalmente” riuscita a riprendere un libro in mano! Il fato, insieme ad un post di Kiky (co-fondatrice de “La bottega dei libri” che conosco da oltre 20 anni) pubblicato su Facebook han fatto sì che nascesse la mia collaborazione con “La bottega”, collaborazione che quotidianamente mi riempie di soddisfazione.