Lord Jim a casa
romanzo storico
Sellerio editore Palermo
3 febbraio 2026
ebook, cartaceo
328
Giles Trenchard è nato in un ambiente privilegiato ma ostile, in un’atmosfera dominata da violenza emotiva e isolamento. Non amato, Giles lotta invano per essere sempre all’altezza delle aspettative della sua famiglia alto-borghese, viene spedito da un collegio all’altro finché, come gesto disperato, allo scoppio della guerra si arruola nella Regia Marina. Il cameratismo della vita militare gli offre una parvenza di scopo esistenziale, di appagamento. E tuttavia, di ritorno dalla guerra, si ritrova alla deriva e, come l’eroe del Lord Jim di Joseph Conrad, commette un atto così sconvolgente da mettere in discussione il suo passato, il suo carattere e il suo intero mondo di privilegi e di apparenze. E se nel romanzo di Conrad il protagonista tentava di scappare dalla vergogna per le sue azioni, qui la fuga non è un’alternativa.
Pubblicato in Inghilterra nel 1973 e a lungo dimenticato, Lord Jim a casa racconta la caduta dall’Eden di un ragazzo cresciuto nell’ipocrisia della borghesia inglese. È un romanzo crudo, doloroso e appassionante, ricco di scene grottesche, una parodia dell’alta società britannica che diventa parodia di tutte le società occidentali. Con Lord Jim a casa scopriamo una voce nuova, spietata, più che contemporanea – nonostante sia un romanzo scritto (e dimenticato) più di cinquant’anni fa.
Vi è mai capitato di leggere una storia in cui nessuno dei personaggi vi sia piaciuto o abbia suscitato emozioni positive in voi?
“Lord Jim a casa”, il romanzo di Dinah Brooke edito Sellerio, è una storia molto particolare, un mix di grottesco e umorismo britsh, una parabola discendente e decadente in cui nulla, o quasi, si salva dal naufragio. Un classico contemporaneo salvato dall’oblio.
“Lord Jim a casa” è sorretto dalla scrittura stilisticamente impeccabile di Dinah Brooke, e non potrebbe essere altrimenti visto il suo passato di docente di letteratura a Oxford, ed è una storia in grado di catturare il lettore, di ipnotizzarlo come se fosse difronte a un imminente disastro da cui però non riesce a distogliere lo sguardo. Per il protagonista, Giles Trenchard, il “Principe” non si può non provare compassione: nato in una famiglia borghese, membro della buona società inglese, sembra essere un privilegiato, cresciuto tra stoffe pregiate e cucchiaini d’argento. Ma la storia ci racconta altro: quelle stoffe pregiate sono una prigione, i legacci che lo tengono immobile nel lettino, e l’argenteria è usata per nutrirlo a forza. Non c’è gentilezza, affetto o calore umano, per il piccolo cresciuto da genitori freddi e distanti e da una tata orribilmente crudele.
Con un inizio così la vita può solo migliorare, giusto? Ma crescere privati dal supporto emotivo, dall’ esempio e dal calore di un abbraccio, non può essere altro che il preludio al disastro, e Giles si butta a capofitto nella vita, senza ancore di salvataggio. La prima parte, tra dimore in apparenza splendenti, ma in realtà alcove di meschinità, e scuole prestigiose in cui Giles non riesce mai a distinguersi in positivo, lascia poi spazio a una seconda più avventurosa e catastrofica. È a questo punto che il protagonista diventa il Lord Jim contemporaneo.
“Il secondo giorno di vacanza entra nell’ufficio reclutamento navale di Plymouth e si offre volontario. Salverà il suo paese e sarà un giovane eroe. La sua famiglia, però, non accoglie la notizia con il vocabolario adeguato… I suoi emettono invece sospiri taglienti, alzano gli occhi al cielo, bisbigliano ansiosi in un angolo. A quanto pare c’è una certa differenza tra servire il proprio paese come ufficiale e farlo come semplice marinaio.”
Come il personaggio di Joseph Conrad, Giles si muove all’ avventura, abbagliato dal sogno di prestigio e riscatto, ma gli errori lo perseguitano e la Guerra mette in subbuglio le sue abitudini da privilegiato senza lasciargli quell’ aurea di prestigio a cui mirava. Un libro sorprendente, un coming of age davvero particolare in cui si passa da una narrazione quasi statica di vite borghesi ammantate di meschinità, all’ avventura pura tra combattimenti in mare, pericoli e tutta la tragedia di vite perse e distrutte della Seconda Guerra Mondiale.
“Lo hanno soprannominato < il Lord> per via del suo accento sciccoso. Aveva raccontato a qualcuno che suo nonno era un giudice e di aver frequentato una prestigiosa scuola privata. All’inizio i ragazzi erano un po’ diffidenti nei suoi confronti, ma alla fine Giles si era rivelato un bravo cristo. Un buon compagno. Mai altezzoso. Mai in lizza per salire di grado.”
“Lord Jim a casa” è una storia quasi priva di sentimentalismo, in cui si rimane attoniti per il ritratto, purtroppo piuttosto realistico, di una famiglia e di una società in cui albergano ipocrisia e crudeltà spesso gratuite o peggio, considerate il fondamento dell’ educazione di un figlio. Giles è una vittima di queste istituzioni ma nonostante questo è stato difficile empatizzare a pieno con lui, se non con il piccolo Principe, le cui lacrime inascoltate, gli arti legati al lettino e il cibo fatto mangiare a forza, mi hanno provocato sbigottimento e dolore.
“Lord Jim a casa” è uno di quei romanzi che quando chiudi l’ultima pagina ti chiedi se ti sia piaciuto fino in fondo o se qualcosa ti sia sfuggito, nulla toglie che sia un pezzo di narrativa che non lascia sicuramente indifferenti, un ritratto pungente di una società disfunzionale. Il romanzo sicuramente brilla per la scrittura dell’ autrice, che è ricca e sfaccettata, capace di trasportati in un salotto inglese o a bordo di una nave in balia della burrasca con la stessa intensità, disegnando scenari e sensazioni estremamente vivide e realistiche. Il finale è assolutamente inaspettato e sorprendente e da assolvere, alla fine della storia, non c’è nessuno. Si passa dalla storia familiare all’avventura, da una narrazione placida a una ricca di colpi di scena. Brutale, scioccante e ferocemente lucido.
“Giles si è sempre sforzato di soddisfare le aspettative altrui, non ne ha di sue,”

Salve, sono Giusy e sono un’appassionata lettrice da quando ero una bambina. Mi piace leggere praticamente di tutto, dai classici, ai romanzi d’amore, ma amo soprattutto la narrativa contemporanea. Adoro i manga giapponesi e scrivo racconti.