L'omicidio del 17 settembre
Giallo
Newton Compton Editori
4 agosto 2026
cartaceo, ebook
362
Negli ultimi due anni, Amie Teller è rimasta bloccata nello stesso giorno: il 17 settembre. Ogni volta si sveglia e rivive sempre le stesse cose, in modo pressoché identico. E poi, una mattina è il 18 settembre. E Amie è finalmente libera. Prima che possa festeggiare, però, scopre che la sua vicina è stata uccisa il giorno prima, quello che lei ha vissuto centinaia di volte. Amie sa di dover intervenire: nessuno conosce “ieri” meglio di lei. Ma tornare a una vita che non si ripete è più difficile del previsto. Come si ricomincia davvero dopo un loop temporale? Con l’aiuto di un’ex fidanzata determinata a restare nella sua vita e di un vicino bizzarro che passa le giornate a costruire macchine di Rube Goldberg, Amie decide di scoprire chi ha ucciso (e ucciso, e ucciso, e ucciso) Savannah Harlow.
“L’omicidio del 17 settembre” è un giallo della scrittrice Katie Siegel, edito da Newton Compton Editori.
Si tratta principalmente di un cozy mystery e, infatti, nel romanzo sono presenti tutti gli elementi che caratterizzano questo genere.
Non c’è violenza, tanto è vero che non viene neppure descritto l’omicidio né ci sono dettagli sulla scena del crimine.
I detective sono amatoriali, infatti, non ci sono poliziotti o professionisti, ma a condurre le indagini è Amie, una vicina di casa della vittima, che si serve dell’aiuto della sua ex, Ziya, e dell’amico, David.
Le indagini, proprio come vuole un cozy mystery, si svolgono in un contesto circoscritto dove tutti conoscono tutti, motivo per cui lo stabile in cui abita la protagonista, in cui abitava la vittima e in cui abitano quasi tutti i personaggi della storia, diventa, insieme anche all’intero isolato, l’ambientazione principale, sebbene non sia l’unica.
Infine, in ogni pagina di questo romanzo, si respira quel tono leggero tipico di un giallo cozy. Tra pettegolezzi, rivalità, gelosie e segreti, a prevalere è soprattutto l’ironia, anche in contesti poco rassicuranti.
“Amie raddrizzò la schiena per cercare di evitare un ulteriore contatto con l’arma. Scoprì che essere minacciati con un coltello faceva miracoli per la postura.”
Ma oltre a questi elementi tipici del giallo cozy, ce ne sono anche alcuni tipici del romance. Sullo sfondo, ma molte volte sale in superficie, prendendosi addirittura tutta la scena, c’è una storia d’amore tra la protagonista e la sua ex, ostacolata dalle loro diverse personalità, con tanto di allontanamenti e riavvicinamenti. Insomma, nel romanzo “L’omicidio del 17 settembre”, c’è anche tanta commedia romantica.
“Il battito di Amie accelerò quando il respiro di Ziya le sfiorò la pelle; quel calore ebbe un effetto quasi inebriante mentre si diffondeva nel suo corpo.”
Quello che mi è piaciuto meno è l’elemento di fantascienza e cioè il loop temporale da cui parte la storia. Il suo utilizzo me lo immaginavo molto diverso e pensavo potesse dare un tocco in più alla trama, invece mi è sembrato quasi irrilevante, talvolta persino fuori luogo. Poteva senz’altro dare un contributo maggiore, se sfruttato meglio.
“Amie si ritrovava ancora una volta ad aprire gli occhi il 17 settembre, con il telefono tornato automaticamente all’ora della costa orientale e l’umore alla disperazione.”
Questo romanzo purtroppo non mi ha catturata come mi aspettavo. Soprattutto all’inizio l’ho trovato inutilmente prolisso e poco coinvolgente, nonostante sia privo di descrizioni e a prevalere siano soprattutto i dialoghi. Si cerca di psicoanalizzare in continuazione una relazione chiusa che si vorrebbe riaprire e si fanno spesso molte divagazioni. I capitoli troppo lunghi di certo non aiutano a entrare in sintonia con la storia. Qualcosa di interessante arriva dopo un bel po’ di pagine, ma si risolve troppo presto.
“«Pronto», rispose David con una voce allegramente tesa. «Scusa se interrompo la cena. Pensavo solo che qualcuno dovesse sapere che sto per essere arrestato».”
L’episodio più riuscito del romanzo, almeno per quel che riguarda l’aspetto ironico, si trova, invece, nel capitolo 8, che è il mio preferito.
“Che si trattasse di un naturale istinto predatorio o dell’incapacità di comprendere le sfumature delle emozioni umane (in particolare quelle saffiche), un uccello scelse proprio quel momento per piombare addosso a Amie.”
“Amie riuscì a produrre solo un gemito-lamento indistinto. Anche la ringhiera emise un proprio gemito-lamento mentre lottava contro il peso di qualcosa di più pesante del suo consueto carico di bucato.”
Altra cosa che ho apprezzato molto è la figura di David per la sua saggezza e il suo saper esserci a modo suo.
“Quello che conta è che tu capisca che sei… importante.”
Al di là della trama, dei personaggi, forse non tutti ben caratterizzati, dell’intento dell’autrice e del messaggio, questo libro sicuramente intrattiene, grazie anche alla scrittura scorrevole, perciò lo consiglio a chi predilige una lettura leggera in cui si mescolano mistero e romanticismo.
In questo romanzo, però, ho scovato anche dell’altro, ecco perché concludo con due interrogativi che si pone Amie, ottimi come spunti di riflessione.
“Come fai a sapere quando sei abbastanza felice? Come fai a sapere che stai impiegando il tuo tempo nel miglior modo possibile?”