L'ombra della sindone
thriller
Vallecchi editore
2025
cartaceo/ebook
462
Cosa ne pensate dei segreti della chiesa e cosa secondo voi si nasconde?
“L’ombra della Sindone“, edito Vallecchi, è un thriller scritto da Edoardo Crisafulli.
Tutto prende avvio con la misteriosa morte di Quirico Malatesta, francescano e studioso, ritrovato senza vita in circostanze sospette.
A occuparsi della vicenda è Veronica, giornalista e madre single, che insieme alla figlia Emanuela, brillante adolescente dal fiuto investigativo, e a un collega ruvido ma leale, si addentra in un’indagine che si rivelerà molto più intricata del previsto.
Il lettore si ritrova così immerso in un intrigo che intreccia fede, potere e politica ecclesiastica, tra archivi segreti, complotti vaticani e verità occultate.
Crisafulli costruisce una trama serrata e ben calibrata, alternando momenti di suspense a riflessioni più ampie sul significato della fede e sull’uso (o abuso) delle reliquie religiose.
La ricostruzione degli ambienti vaticani, l’accuratezza dei riferimenti storici e la capacità di dare spessore ai
personaggi rendono il romanzo credibile e avvolgente, con un ritmo che tiene incollati fino alla fine.
“Senza l’ulivo non avremmo quella benedizione della terra che è l’olio, gli antichi romani lo usavano anche per i massaggi e ci ricavavano un ottimo sapone, ancor oggi, in Siria producono le stesse saponette giallognole, come al tempo di Gesù. Il buon samaritano della parabola versò un unguento fatto di olio e vino sulle ferite del poveraccio che soccorse per strada. Un albero testardo, l’ulivo: puoi sradicarlo e ripiantarlo ovunque, e quello getta le radici anche se respira un vento straniero e il sole è pallido, resiste anche se ti dimentichi d’annaffiarlo. Eccolo, un degnissimo compagno degli ebrei, la gente più sventurata e la più tenace.”
Pur riconoscendo il valore letterario del testo, solido nell’intreccio, ricco nelle ambientazioni e stimolante nelle domande che solleva non posso dire che mi abbia colpito in pieno.
Il delicato tema della Sindone
La ragione principale sta nella gestione del tema centrale: la Sindone. L’autore ne parla con insistenza, quasi in modo ossessivo, tornando più volte sul concetto e rischiando di appesantire la narrazione. Questo continuo ribadire finisce per togliere freschezza all’indagine, che pure si regge bene su suspense e tensione.
Un altro aspetto che ho percepito ridondante è la forte carica di fede e il modo diretto con cui vengono affrontati temi delicati riguardanti la Chiesa: se da un lato questo arricchisce il romanzo di spessore, dall’altro può trasmettere un senso di eccesso che rischia di allontanare chi cerca soprattutto l’adrenalina del thriller.
Un romanzo di qualità, ben scritto e con una notevole capacità di intrecciare: storia, religione e mistero. Ma per quanto esso sia avvincente, non è riuscito a lasciarmi un segno profondo.
Voto: 3 stelle

Anna Calì, classe ’96. Nelle sue vene scorre la lava del Vesuvio e la passione che contraddistingue il popolo napoletano.
Giornalista di professione e con la passione dei libri sin da piccola. Adora annusarli e, quando va nelle librerie, si perde tra gli scaffali ad osservare le copertine.
Grazie a questa passione è riuscita a mettere in campo due sogni nel cassetto: il primo, recensisce i libri che legge, esperienza che fa bene sia al corpo che alla mente. La seconda: è diventata anche scrittrice e ha pubblicato già due romanzi.