L'ombra del lupo
Thriller
Bookabook
4 giugno 2026
cartaceo
167
Nel cuore aspro della Val Sesia, Bellafonte è un paese di montagna dove tutti si conoscono e la quiete ha il suono dei passi sul selciato e del vento nei boschi. Ma quando i lupi tornano a popolare i pascoli, riemergono paure antiche e la valle si spacca: allevatori esasperati e cacciatori da una parte, animalisti e difensori della fauna dall’altra. Poi, il ritrovamento dei coniugi Filippetti trascina la comunità in un incubo, e la caccia al colpevole sembra avere un bersaglio perfetto: il branco. Eppure i dettagli non tornano, e tra pettegolezzi, rancori, desideri taciuti e sensi di colpa mai risolti, il paese continua a vivere come se bastasse un nome – “lupo” – per sentirsi al sicuro. Ma a Bellafonte il vero predatore non ulula: osserva, aspetta, colpisce nell’ombra. E quando la verità affiora, è molto più vicina e feroce di quanto chiunque sia pronto ad ammettere.
“L’ombra del lupo” è il primo romanzo di Paolo Milanesi, edito da Bookabook.
Questa casa editrice si muove in modo diverso dalle altre: pubblica libri con il finanziamento collettivo.
Si può dire che questo romanzo sia stato scelto due volte: la prima dagli editori che danno un giudizio professionale, la seconda dai lettori che sostengono la pubblicazione avendo la possibilità di leggere l’anteprima.
Il romanzo di Paolo descrive la realtà di una comunità montana, Bellafonte, nell’aspro cuore della Val Sesia.
Questa valle, seppur molto rinomata e frequentata in tutte le stagioni, è rimasta meta di un turismo più naturale e “selvatico”. L’ho conosciuta in occasione di qualche avventura di rafting e ne sono rimasta molto colpita: questo uno dei motivi che mi ha portato a leggere il libro.
Un piccolo paese dove tutti si conoscono e dove non succede mai niente… o quasi.
Il racconto entra subito nel vivo con il ritrovamento dei corpi dei coniugi Filippetti.
La loro morte è attribuita ad un branco di lupi locale che ormai si è insediato da tempo nei boschi della valle. Ma questa semplicistica conclusione non convince tutti.
Senza troppe sorprese le fazioni “contro” e le fazioni “pro” lupo si contrappongono: gli allevatori e gli animalisti non vedono la situazione nello stesso modo.
La vita della comunità montana è descritta davvero bene, ogni personaggio è avvolto da una dose di malinconia, la montagna non è solo vacanza e passeggiate. Nelle stagioni meno frequentate dai turisti, quando le giornate si accorciano, il meteo è severo, le temperature si abbassano, i paesi si svuotano il silenzio torna regnare sovrano.
Quando non si possono fare lunghe passeggiate o alpinismo ai piedi del Rosa, la routine degli abitanti si scontra con le difficoltà di un territorio impegnativo: la vita in alpeggio, la gestione dei rifugi, l’accudimento degli animali, la produzione dei prodotti tipici. E le tradizionali occasioni di questa comunità per organizzare piccoli eventi per fare passare il tempo.
Chi crede che scegliere di abitare in luoghi remoti e romantici, con poche persone e quotidianità diverse sia simile ad un idillio di vita ideale, serena, pacifica dove tutti sono amici, leggendo questo romanzo si deve ricredere. Come nelle figure frattali, dove nel piccolo è contenuto anche il grande, la realtà alpina di Bellafonte non è così diversa da quella di grandi città metropolitane.
Le dinamiche tra gli abitanti sono complesse e spesso contraddittorie, gli screzi per ottenere posizioni politiche o un nuovo lavoro si intrecciano a piccoli ricatti personali. Le generazioni di abitanti non dimenticano il passato, sono legati strettamente al territorio.

La montagna si ama a prescindere, ti entra dentro e raramente la si addomestica
I personaggi della valle sono ben descritti: umani composti da bene e male, nessuno è solo positivo o solo negativo. Il solo problema è che in una comunità piccola, qualsiasi cosa non passa inosservata e c’è sempre comunque qualcuno pronto a ricordare.
E poi ci sono i forestieri: persone che vogliono cambiare vita, chi per amore del luogo e chi per sfuggire al passato. Seppure visti con curiosità e interesse, non è facile l’integrazione in questo gruppo così coeso e poco propenso ai cambiamenti.
In questo contesto di insicurezza e paura, dove qualcosa di anomalo sta accadendo sembra che la parola “lupo” unisca tutti e possa creare quella serenità che i locali di Bellafonte vorrebbero ritrovare.
Un romanzo ben scritto, che si svolge su due piani diversi.
Il racconto della vita quotidiana e nebbiosa della montagna e la risoluzione del problema del branco di lupi che si avvicinano.
Sembra che i lupi siano il miglior capro espiatorio per riuscire a dormire notti tranquille e colpevolizzare qualcuno di “facile”, giustificando gli eventi tragici che si svolgono.
In qualche modo, però, l’equilibrio deve essere ripristinato e Bellafonte rientrerà nei ranghi del quieto vivere: quale sarà il prezzo da pagare?