L'odore dei cortili
romanzo contemporaneo
Il ramo e la foglia Edizioni
2024
cartaceo
264
Il Portogallo, nella sua transizione dalla dittatura alla democrazia, fa da sfondo alla vita del capitano Green e del giovane Mattia. Due personalità opposte, in qualche modo speculari; entrambi vivono una censura interna che nasce dal profondo del loro essere: per il primo si amplifica e giustifica nel clima di oppressione generale, per il più giovane si nutre di un grave lutto e dei conseguenti rimorsi e sensi di colpa.
Con la liberazione del Portogallo anche i due protagonisti cominciano un cammino di redenzione, che li porta gradualmente, ma non senza fatica, a una presa di coscienza e alla giusta collocazione dei loro desideri, in un equilibrio la cui assenza ne aveva rosi gli animi.
La città di Lisbona, con i suoi vicoli e i caratteristici giardini dall’inconfondibile aroma, rappresenta lo sfondo pulsante che segna il ritmo della narrazione.
Giuliano Brenna, nel suo romanzo “L’odore dei cortili”, edito Il ramo e la foglia, ci porta in una Lisbona in fermento, scossa dalle tribolazioni che porteranno il Portogallo alla transizione dalla dittatura a una democrazia.
Conosciamo uno dei protagonisti, Mattia, quando ha appena dieci anni, negli anni Sessanta del Novecento. Lo troviamo bambino solitario, aggrappato, come un naufrago alla scialuppa, all’amata mamma. Un padre non ce l’ha, o almeno non lo ha mai conosciuto se non dai racconti della madre, e ne è anche un po’ geloso. Un giorno funesto, però, gli porta via anche quell’unico barlume di luce: lei non torna più a casa, falciata da un proiettile, vittima innocente, una dei tanti corpi lasciati sull’asfalto dall’ingiustizia.
L’autore verte la sua narrazione principalmente sui due personaggi principali, Mattia e il capitano Horace Green, l’enigmatico e oscuro uomo che rivoluzionerà la vita del ragazzo. Sono due persone praticamente agli antipodi, con personalità che non potrebbero essere più dissimili, ma, al contempo, sono in qualche modo immagini speculari l’uno dell’altro. Mattia è quasi fragile, ingenuo, pieno di sensi di colpa, mentre Green è tenebra che si fa uomo, spigoloso, feroce, tormentato, apparentemente senza scrupoli.
“Il dolore è come un fuoco gelido che gli arde nel petto nutrendosi di ogni momento bello, di ogni cosa buona vissuta fin lì. Ciò che resta è simile ai monconi anneriti delle travi di una casa distrutta dalle fiamme e ai resti carbonizzati non più in grado di rievocare il tepore domestico ma solo la forza distruttrice e l’annientamento dell’ intimità, insieme ai bei ricordi che si fanno rimpianti” – L’odore dei cortili
Grazie a una scrittura empatica, riusciamo a sentire vibrare i pensieri e gli stati d’animo dei personaggi, e soprattutto il dolore e i tormenti che albergano nelle loro anime. È una storia di sentimenti, di assenze che scavano buchi nel cuore, di sensi di colpa che lasciano ferite ancora aperte, di sangue che palpita, di pelle che freme, arde, desidera.
Cresce, Mattia, e il ricordo della madre è suggellato dal profumo di fiori di frangipani, petali delicati su un cuore a pezzi. Cresce, bello con quei capelli biondo rossicci e gli occhi grigio piombo come un mare in burrasca, afflitto dal senso di colpa e con un vuoto nel cuore. A diciotto anni, il bacio di uno sconosciuto gli spalanca gli occhi su di sé, sui suoi istinti e desideri e vive, libero o quasi.
“L’odore dei cortili” è una narrazione venata da una profonda malinconia, pervasa da una poetica struggente, quella dell’autore che scrive una storia nella storia, vite che si intrecciano ai fatti. Non sono gli accadimenti a essere in rilievo, ma i sentimenti che si fanno aria da respirare, palpito di cuore, ricordo che è rimpianto, desiderio che lascia a pezzi, persi, chiusi in gabbia.
“Ora che si è rilassato sente un languore riscaldargli il corpo, gli succede ogni volta dopo un incontro con il capitano Green. Appena la tensione lo abbandona, gli giunge, come una mareggiata, una violenta eccitazione; … Il capitano Green controlla lui e lui riesce a controllare le proprie pulsioni. Ma più le inibisce più gli ritornano forti e spontanee, sebbene lui percepisca ciò che è spontaneo come pericoloso”
“L’odore dei cortili” non è una storia dai colori delicati, dalle sfumature pastello o dalle tinte accese ed esuberanti, ma è una narrazione fatta di grigio, di bianco e di nero, di struggente malinconia, di dolore che da bianco vira al nero, di passione che abbraccia il rosso ma misto ad altro nero, perché non è mai solo passione ma si mescola al senso di colpa, alla prevaricazione e a una sottomissione che è sollievo ma anche turbamento.
“Lo so, è solo il corpo che si diverte, l’anima se ne sta rintanata, mi sembra che ogni volta ne perdo qualche pezzetto”
Lisbona scorre tra le pagine, protagonista. È tra le sue strade che avvengono gli episodi più significativi della storia: la morte della mamma di Mattia, il suo primo bacio, il primo sentore di desiderio appagato, l’incontro più sconvolgente. È fermento Lisbona, rivoluzione, profumo di cortili, colori, calore di braccia e sguardi.
Ho amato molto Mattia, la sua purezza, nonostante si nasconda nel buio che lo soffoca. La solitudine alberga il suo cuore, il ricordo di chi ha perso è una bussola nei labirinti della vita, ma anche un peso che, a volte, lo fa sprofondare. A un’anima ferita fanno più male una carezza sincera, un abbraccio autentico, l’amore puro che un colpo di frusta, la sottomissione e il dolore, perché perdere ancora l’amore può distruggere definitivamente. E a quel punto non ci sarebbe modo di rimanere a galla.
La scrittura di Giuliano Brenna è lineare, pulita, senza fronzoli, ma piena di sentimento, delicata e feroce quando necessario: racconta le vite, senza addolcire nulla, con i lati oscuri e cattivi che spesso fanno da contrappunto alla sincerità e alla trasparenza. Ho apprezzato tanto l’ambientazione. Lisbona mi affascina molto e tra queste pagine l’ho vista, scoperta, nelle strade, nelle abitazioni, tra i vicoli, lì dove si vive davvero, tra profumi di tiglio, tuberosa e gelsomino, sentori di cibo e rimembranze.
“Non pensare che tu sia composto da parti indipendenti tra di loro. Il corpo funziona soltanto se è collegato al cuore e alla mente. Certo, in alcuni casi va in automatico, la passione ottunde la mente; ma è la mente che crea la passione e la può indirizzare nel modo giusto”
Consigliato a chi cerca una storia palpitante di emozioni, dolce e amara al tempo stesso e con un’ambientazione temporale e geografica ben tratteggiata.
Quale città avete scoperto in un romanzo e avete o vorreste visitare?
4 stelle ⭐⭐⭐⭐☆

Salve, sono Giusy e sono un’appassionata lettrice da quando ero una bambina. Mi piace leggere praticamente di tutto, dai classici, ai romanzi d’amore, ma amo soprattutto la narrativa contemporanea. Adoro i manga giapponesi e scrivo racconti.