Lo stupro di massa come arma di guerra
Saggio
Oligo
5 settembre 2025
Cartaceo
212
Da sempre gli uomini violentano le donne, in particolare quando fanno la guerra, atavica attività maschile, in occasione della quale il corpo femminile diventa terra di conquista. Oggi, lo stupro su larga scala è considerato un crimine contro l’umanità e in questo libro ripercorreremo il lungo percorso che ha condotto la famiglia umana a fare i conti con una violenza tanto cruda. Partiremo da una ricostruzione storico-filosofica per cogliere l’origine latente della violenza di genere, guardando ad Aristotele e Galeno, ma anche alle teorie sulla nascita dell’agricoltura, osservando come nell’antichità la donna fosse considerata un bene a disposizione dell’uomo, un bene che in guerra può (e deve) essere razziato. Con il tempo, lo stupro da effetto collaterale è diventato un’arma vera e propria; a tal proposito esamineremo quanto sul finire del Novecento è accaduto in ex-Jugoslavia e in Ruanda, tristi vicende da cui però ha mosso i primi passi la giustizia internazionale. Concluderemo con un’esame sull’attualità della disparità di genere nel mondo, offrendo anche spunti di speranza.
“Lo stupro di massa come arma di guerra” – Il saggio di Cecilia Frigiani che svela la violenza di genere nei conflitti
“Lo stupro di massa come arma di guerra” di Cecilia Frignani, Oligo, affronta un tema drammatico e purtroppo ricorrente: l’uso sistematico della violenza sessuale, in particolare lo stupro di massa, come strumento nei conflitti armati.
L’autrice intreccia una ricostruzione storico-filosofica (con riferimenti ad autori antichi come Aristotele e Galeno) con l’analisi di episodi contemporanei (ad esempio nei conflitti dell’ex-Jugoslavia e del Ruanda) fino ad arrivare alle disuguaglianze di genere attuali.
L’intento è duplice…
Far emergere radici profonde della violenza di genere che affondano nell’antichità e mostrare come, in ambito bellico, lo stupro non sia mai solo “effetto collaterale” ma arma deliberata.
Nella prima parte del volume si effettua una ricostruzione storico-filosofica dalle origini, alla concezione della donna come “bene” nell’antichità.
Nella seconda parte si passano in rassegna casi moderni di conflitto (ex-Jugoslavia, Ruanda) dove lo stupro è stato formalmente riconosciuto come strumento di guerra.
Si conclude con una riflessione sull’attualità e sulla disparità di genere, nella speranza che questi tasti dolenti della società possano essere prima o poi superati.
Tesi centrale del saggio è che la violenza sessuale in tempo di guerra non è un incidente o un atto isolato, ma parte integrante di una dinamica più ampia, in cui il corpo femminile viene visto come «terra di conquista». Questo richiamo alla “terra” e alla “conquista” serve a sottolineare la dimensione simbolica e strutturale della violenza.
Ho ravvisato dei punti di forza e delle criticità in questo saggio della Frignani.
Cecilia Frignani riesce a intrecciare, in un solo volume, filosofia, storia, diritto internazionale e riflessione di genere. Questo è di certo un punto di forza del saggio, che ci permette di ampliare lo sguardo oltre il caso specifico dei conflitti.
Altro punto di forza, a mio avviso, è l’aver dedicato al tema dello stupro di massa, spesso marginale in saggistica, un volume intero. Per di più, con un linguaggio comprensibile a tutti, il che rende la lettura accessibile anche a chi non è un esperto di storia e sociologia.
Ho parlato anche di criticità che ho riscontrato.
La parte filosofico-storica appare ben impostata, mentre meno esaustiva è la trattazione dei conflitti contemporanei, dove non c’è stato approfondimento delle fonti o delle testimonianze dirette.
E c’è da dire che sarebbe difficile il contrario, dal momento che “Lo Stupro di massa come arma di guerra” è un volume di “sole” 212 pagine, in cui si trattano origini antiche dello Stupro di massa, casi di stupro-genocidio del Novecento e del XXI secolo, nonché riflessioni sulla contemporaneità.
È semplice, quindi, rischiare di offrire panoramiche sintetiche piuttosto che analisi dettagliate per ogni aspetto trattato.
Consiglio comunque il volume a tutti coloro che vogliano avvicinarsi al tema della violenza sessuale nei conflitti e approfondirne il versante storico-filosofico più che giornalistico. Un buon punto di partenza per una tematica che sembra non aver trovato ancora una fine.

Leggere mi stimola e mi riempie. L’ho sempre fatto, fin da piccola. Prediligo i classici, i romanzi storici, quelli ambientati in altre epoche e culture. Spero di riuscire a condividere con voi almeno parte dell’impatto che ha su di me tutto questo magico universo.