Lo spettatore nel regno delle carezze
romanzo contemporaneo
0111 edizioni
24 novembre 2023
cartaceo
162
Marco ha quarantacinque anni, è un ricercatore universitario e soffre di solitudine. Vicende familiari infelici e improbabili avventure sentimentali gli hanno fatto perdere fiducia nel prossimo e interesse nel futuro. Un fortunato incontro con due donne dall’intelligenza e dal fascino innegabili risveglia il suo desiderio di rimettersi in gioco.
Marco trascorre molto tempo in loro compagnia, soprattutto perché è ammaliato dalla più eterea ed enigmatica delle due amiche. Fino al momento in cui comprenderà di dover cambiare prospettiva.
“Lo spettatore nel regno delle carezze” tratteggia con ironia e leggerezza le inquietudini che troppo spesso segnano i rapporti interpersonali mettendo in luce comportamenti bizzarri, abitudini anacronistiche e pregiudizi ingiustificabili.
“Lo spettatore nel regno delle carezze” è un romanzo che tratta in modo leggero argomenti molto attuali: separazioni, adolescenza, coppie omosessuali, accettazione dell’altro. Angelo Santoro ci racconta tutto questo tramite le vicende, sentimentali e non, di Marco Torre.
Trenta capitoli, suddivisi in tre parti, nei quali Antonio Santoro ci fa vedere la vita di Marco. Un ricercatore universitario che a quarantacinque anni si trova solo, anche se al suo fianco c’è sempre Ruggero, l’amico e lontano parente con cui ha lavorato per un periodo e con il quale si confronta. L’autore mette ben in evidenza le differenze tra i due, sia a livello caratteriale che di scelte di vita e, non da ultimo, la diversità di linguaggio. Marco spesso deve riprendere Ruggero sia per ciò che combina che per quello che dice.
“Ruggero terminò la serata nel letto di Sara, ma l’aspetto più sbalorditivo della vicenda fu che non si trattò dell’ennesima banale scappatella occasionale bensì l’inizio di una relazione duratura.”
Ruggero è l’unico da poter definire coprotagonista e che attraversa tutto il romanzo con Marco. Gli altri personaggi li ritroviamo solo in alcune parti.
Molte le donne che entrano nel racconto, donne che sono passate nella vita di Marco, lasciando impronte più o meno profonde. Le varie ragazze vengono ben descritte, le caratteristiche messe in luce servono a differenziarle tra loro e far capire perché non siano rimaste nella vita di Marco.
Ma, ad un certo punto, nella terza parte del romanzo, Angelo Santoro ci presenta Rebecca. Forse la donna giusta per il nostro protagonista? Una giovane che si è allontanata dalla sua famiglia e dalla sua città per trovare la sua strada e, forse, perché nascondeva qualcosa che lei stessa non accettava completamente.
La scrittura di Angelo Santoro
La lettura è scorrevole, i capitoli ben suddivisi e di quella lunghezza tale da rendere la lettura piacevole e dare un buon ritmo al racconto. Molto interessante l’alternarsi degli eventi attuali con quelli del passato. I paragrafi che narrano il passato, legati quasi sempre a una donna e accompagnati da un titolo che comprende una data, ci fanno capire il personaggio principale.
Le descrizioni di personaggi e luoghi sono ben fatte e non eccessive. L’autore ci descrive le scene senza esagerazioni, ma nel modo minimo ed indispensabile per farci capire ciò che sta succedendo e dove ci troviamo. Avrei preferito delle descrizioni più approfondite.
La scrittura è precisa, senza alcun errore; i dialoghi non troppo lunghi sono ben integrati al resto del testo.
4 stelline ⭐⭐⭐⭐✰

Di una lettura mi colpisce sia una bella trama che una scrittura ricercata. Un romanzo rosa, un romanzo storico, della narrativa contemporanea non importa basta che non sia… fantasy!