Lo sguardo di Lucy
Libri per ragazzi e bambini
Giunti Editore
5 maggio 2026
cartaceo e-book
336
Lucy sente le emozioni degli altri in modo travolgente, e spesso ne soffre. Per questo, quando le viene offerta l'opportunità di passare l'estate dal nonno, in una casa isolata sull'Isola del Principe Edoardo, in Scozia, accetta con entusiasmo: finalmente un po' di pace, lontano da tutto e tutti. Ma quando scopre la vecchia fotocamera della nonna e inizia a sviluppare le immagini, si rende conto che c'è qualcosa di strano: le foto rivelano i sentimenti più profondi delle persone. Forse la sua sensibilità non è solo un peso, ma un dono. Per scoprirlo, dovrà rinunciare alla sua solitudine e aprirsi agli altri, ma è pronta a mettersi in gioco?
“Ma se io fossi troppo anche per me stessa? Come si fa a prendersi una pausa da se stessi?” da “Lo sguardo di Lucy” di Erin Stewart
“Lo sguardo di Lucy” di Erin Stewart (Giunti editore) è un romanzo per ragazzi a partire dai dieci anni. Narra di una dodicenne di nome Lucy, un ragazzina speciale a causa della sua forte empatia. Sente su di sé i sentimenti di chi la circonda, in modo così amplificato da provocarle reazioni considerate dagli altri eccessive. Per i compagni di scuola è “stramba” e per i genitori rappresenta una preoccupazione. Riuscirà a vivere serenamente? Avrà degli amici che l’ameranno?
Per aiutarla decidono di mandarla sull’Isola di Principe Edoardo dal nonno materno, a trascorrere l’estate, munita della sua macchina fotografica, lontana dal caos di New York. Lucy non è entusiasta perché non conosce suo nonno poiché i rapporti tra lui e sua madre si erano raffreddati dopo la morte della nonna. Se non altro l’isola sembra un posto tranquillo, non come New York così piena di persone che lei non
ama. Quello che Lucy non sa è quell’estate cambierà per sempre la sua vita.
“E penso che i sentimenti non devono essere aggiustati. Devono essere sentiti e basta.”
Questo è un romanzo molto dolce e delicato, adatto ad un pubblico giovanissimo, ma che può deliziare anche un adulto per l’atmosfera che si respira leggendolo e per le tematiche. Ci troviamo nell’Isola di Principe Edoardo, lo scenario dei noti romanzi di Lucy Maud Montgomery, spesso citata dall’autrice. Tutto è quiete, incanto e pace. E Lucy ne ha bisogno, questo è ciò che pensano i suoi genitori.
Lucy ha dodici anni ed ha un dono che ancora non riesce a gestire e che la fa sentire diversa, ai propri occhi e a quelli altrui. Non si tratta di un superpotere o di magia, è ciò che si definisce “empatia” amplificata e portata all’estremo.
È talmente sensibile da riuscire a sentire ciò che il suo prossimo prova. Ne comprende i bisogni, ne percepisce le paure e la sofferenza. Lucy detesta la confusione e non le piace New York inoltre teme di rimanere delusa poiché la sua migliore amica le ha voltato le spalle dopo un episodio del quale prova ancora vergogna. Si sente un peso per i genitori, sempre in pena per lei, e vorrebbe starsene per conto proprio solamente in compagnia della sua macchina fotografica. Essa è un mezzo per osservare il mondo con un occhio diverso, che non la faccia soffrire e le permetta di cogliere solo bellezza di ciò che la circonda.
“Osservo la mia nuova vita – almeno per quest’estate – attraverso l’obiettivo.”
Poppy diventerà una persona importante per Lucy. È una ragazzina sua coetanea che discende dalla scrittrice Lucy Maud Montgomery, somiglia anche alla sua protagonista: Anne con la “e”. Ha la stessa chioma di capelli rossi e il suo stesso chiacchiericcio continuo. Nonostante la diffidenza di Lucy, già delusa dall’amicizia, si lascerà trascinare dall’entusiasmo di Poppy e la sua intraprendenza la conquisterà. Si lascerà chiamare “amica del cuore” se pur con un certo fastidio, e insieme aiuteranno un ragazzino in difficoltà : John Paul. Egli è un piccolo violinista che si esibisce in strada per aiutare la famiglia in difficoltà economica, caratterialmente forte e molto orgoglioso. E che dire del nonno? Un signore solitario e burbero che ha smesso di sorridere dopo la morte dell’amata moglie e non è entusiasta di dividere i propri spazi con la nipote. Eppure la reciproca compagnia gioverà ad entrambi, non vi dico come.
“Sta mentendo. Lo capisco dalle piccole oscillazioni della voce e dalla sensazione dentro di me che mi dice che le sue parole non corrispondono a quello che prova.”
Premesso che ho sempre desiderato visitare l’isola di Principe Edoardo dopo aver divorato la saga di Lucy Maud Montgomery, ora, grazie ad Erin Stewart, questo desiderio è riaffiorato più forte che mai. L’atmosfera di bellezza e quiete che ha creato, è molto coinvolgente e trasmette serenità. Un romanzo “coccola” che ha tanto da insegnare poiché si parla di perdita ed elaborazione del lutto, dell’importanza del ricordo e di ciò ci viene trasmesso e che sopravvive. Ci insegna a comprendere ed apprezzare chi sembra “diverso”, a non accontentarci delle apparenze ma sviluppare uno sguardo attento, più profondo. È un invito a non smettere di sognare ma nello stesso tempo a trovare il coraggio di affrontare la realtà, accettandola e cercando di coglierne il lato positivo.
Il linguaggio dell’autrice è semplice e mai eccessivo. Lo stile è molto fluido e il ritmo rapido. La narratrice è la giovanissima protagonista che è descritta in modo verosimile. Ha pensieri consoni alla sua età e presenta le fragilità tipiche della preadolescenza.
Una storia tenera, gentile dalla quale si può imparare tanto a qualsiasi età.
Amate i romanzi per ragazzi? Io moltissimo!