L'italianissimo
Romanzo
Mondadori
1 settembre 2026
ebook, cartaceo
132
È il 29 giugno 1985, l'ultimo giorno da presidente della Repubblica per Sandro Pertini, e nel cortile d'onore ministri, corazzieri e personale del Quirinale sono schierati per salutarlo con un commiato solenne. Solo che Pertini non si presenta. Non è nel suo studio. Sembra scomparso. Quando, dopo una lunga ricerca, viene ritrovato, il capo dello Stato annuncia con la consueta fermezza: Ho deciso di restare. Il Paese, dice, ha ancora bisogno di lui. La prevista giornata degli addii diventa un giro di giostra tra discorsi a reti unificate, i litigi con la moglie Carla e col segretario generale Antonio Maccanico, gli incontri con Eugenio Scalfari, Bettino Craxi e papa Wojtyla, i confronti a distanza sempre più ravvicinata con gli amici e i ricordi di una vita che non smette di interrogarlo. Che farà, Sandro Pertini? Davvero è deciso ad asserragliarsi al Quirinale? Prendendo spunto da un episodio reale - il ritardo al saluto in chiusura del suo settennato - Antonio Iovane costruisce un romanzo tra realtà e finzione per raccontare Pertini l'italianissimo, un uomo aureolato di storia che cerca disperatamente un ponte tra passato, presente e futuro, lo specchio in cui guardarci per provare a capire come rinascere oggi.
Sandro Pertini è stato presidente della repubblica dal 1978 al 1985 e sicuramente è stato Italianissimo.
Antonio Iovane firma un libro che è a metà tra la narrativa storica e la biografia romanzata intitolato proprio “L’italianissimo” (Mondadori) e ci fa tornare indietro nel tempo.
Sapete quando si fanno quei giochi: quali sono i nomi dei re di Roma? come si chiamavano i sette nani? Chi sono stati i Presidenti della Repubblica? Ecco, sfido chiunque abbia vissuto gli anni in cui Pertini è stato presidente a dimenticare il suo nome. Impossibile. Lui era il Presidente. 
Antonio Iovane scrive un libro tra il ricordo e la fantasia dove ripercorre l’ultima giornata al colle di Sandro Pertini. Il lettore fa un passo indietro nel tempo e ritrova la tristezza della morte di Alfredino, la rabbia per i soccorsi che non arrivano in fretta in Irpinia, la rabbia del terrorismo a Bologna e la gioia immensa della vittoria del Mondiale di Calcio a Madrid.
“Un elicottero lo aveva portato a Bologna, la prima tappa era stata la visita all’Ospedale Maggiore ai feriti, e ora era davanti alla stazione deturpata e piena di macerie, soccorritori, giornalisti, polvere, detriti, escavatori, ruspe. Pertini si muoveva tra scorta, folla e cronisti che provavano a piazzargli il microfono sotto la bocca.”
Molto interessante è il privato della vita di Pertini, che non tutti conoscono ma che dovrebbe essere messa in evidenza perchè è stato un uomo che ha vissuto a pieno e ha creduto nella politica fatta per gli italiani.
“L’italianissimo” si sviluppa all’interno del Quirinale dove il Presidente ricorda dei passaggi fondamentali della sua vita anche prima che fosse eletto, persone e personaggi che ha incontrato e hanno segnato la sua persona. Tutto questo grazie alle domande delle persone che gli sono state accanto durante il settennato.
La scrittura è precisa, i capitoli molto brevi (senza titolo nè numerazione) rendono la lettura veloce e assai ritmata, anche quando il racconto richiede di fermarsi a riflettere: Oggi chi darebbe quattordici anni di carcere pur di non tradire le proprie convinzioni politiche?
E vorrei ricordare una delle sue frasi che oggi più che mai risulta attuale:
“Io credo nel popolo italiano. È un popolo generoso, laborioso, non chiede che lavoro, una casa e di poter curare la salute dei suoi cari. Non chiede quindi il paradiso in terra. Chiede quello che dovrebbe avere ogni popolo.”

Di una lettura mi colpisce sia una bella trama che una scrittura ricercata. Un romanzo rosa, un romanzo storico, della narrativa contemporanea non importa basta che non sia… fantasy!