L'isola dei delitti Book Cover L'isola dei delitti
Andrew Hart
Thriller
Newton Compton
23 agosto 2018
kindle, cartaceo
332

Jan si sveglia nell’oscurità più assoluta e si ritrova incatenata in una cella soffocante. È sola, spaventata, e tenta disperatamente di ricostruire ciò che è successo… Perché si trova lì? Chi può averla fatta prigioniera? Ricorda solo di aver raggiunto i suoi amici a Creta: l’obiettivo era trascorrere una vacanza all’insegna del relax, del mare e del sole, sulla stessa magica isola in cui si erano conosciuti cinque anni prima. Ma Jan ricorda molto bene il senso di inquietudine che ha provato e che non l’ha abbandonata per tutto il viaggio. Il fatto è che ha mentito su molte cose e nessuno dei suoi amici ha idea di chi lei sia veramente. Nemmeno Marcus, con cui ha avuto una relazione. E lei, invece, che cosa sa esattamente di loro? Adesso che la sua vita è in pericolo, non ha più nessuna certezza. E il terrore comincia a impadronirsi di lei quando si rende conto che il suo carceriere, come il leggendario Minotauro di Creta, verrà presto a prenderla. E tutte le bugie torneranno in superficie.

… UN TRANQUILLO WEEKEND DI PAURA…

RECENSIONE

«Hai mai sentito parlare di Epimenide?» «No», ho sussurrato. «È un filosofo, vissuto proprio qui nel 600 avanti Cristo», ha detto Marcus, in tono rilassato, anche se doveva essersi preparato quel discorso da un po’. «Dovresti conoscerlo. È famoso per una teoria in particolare, il paradosso di Epimenide. È molto semplice. Dice: “Tutti i cretesi sono bugiardi”». Ho deglutito e distolto lo sguardo. «Marcus…», ho iniziato. «No, ascoltami», mi ha interrotto. «Ti piacerà, davvero. Tutti i cretesi sono bugiardi, giusto? Ma anche lui era di Creta. Quindi il paradosso è che dato che lui era cretese anche la sua frase dev’essere una bugia, ma dato che ha detto che tutti i cretesi sono bugiardi, allora è vera, è una verità che conferma una menzogna e viceversa. È come il nastro di Möbius, sai, che gira su se stesso: bugia, verità, bugia, verità, bugia…».

Jan, la protagonista, ci racconta le motivazioni della vacanza che sta per godersi. A Creta. Una rimpatriata, in realtà, fra persone che si sono conosciute in un passato non troppo lontano. I compagni di viaggio lei stessa ce li presenta, tornando un po’ indietro nel tempo e illustrando le principali vicende che hanno contribuito a creare il loro legame.  Marcus, il suo ex fidanzato; le coppie Simon e Melissa, Brad e Kristen. E Gretchen? In effetti neppure Jan sa come mai questa persona farà parte di un incontro che dovrebbe essere destinato soltanto agli amici del gruppo. E poi perché sa così tante cose su ognuno di loro?

Con ben orchestrati flashback l’autore ci accompagna nel labirinto delle vite, all’apparenza perfette, di tutti i protagonisti, Jan per prima che, persa nei meandri della sua mente confusa, volteggia nella storia cambiando spesso direzione: prima vittima, poi carnefice, poi protagonista, poi ombra, poi…

“Sono rimasta perfettamente immobile, a parte i lievi movimenti del polso per diminuire la tensione della catena. «Non capisco», dico alla fine. «Cinque anni fa eravamo qui, cioè, non in questo posto», dico, anche se non sono certa di dove mi trovo esattamente, «ma a Creta. All’albergo Minosse». C’è un altro silenzio carico d’attesa e poi la voce esce di nuovo dall’oscurità. «E cos’è successo, Jan? Cos’hai fatto?». Ho paura e non so cosa rispondere ma ho il terrore di dire la cosa sbagliata. «Mi spiace», dico. «Non capisco. Non ho fatto niente. Non so cosa intendi». «Io credo di sì, invece», dice la voce, questa volta più rapida, e sento una sfumatura di irritazione. Più la sento più sono certa che sia modificata elettronicamente, distorta. Ecco cos’è la luce verde. Un qualche apparecchio. Forse il pensiero che la misteriosa creatura che mi fa queste domande non sia che una normalissima persona con un gadget per camuffare la voce dovrebbe farmi stare meglio, ma non è così. «No», dico, «non lo so. Cosa pensi che abbia fatto? Forse se mi spieghi…». «Cos’hai fatto? Cos’hai visto?» «Non so di cosa stai parlando! Come faccio a rispondere se non capisco cosa…». La luce diventa rossa e poi si spegne. Sento un movimento, e i miei occhi colgono un leggero spostamento nell’ombra. Ora è in piedi. “Mi spiace», dico con il cuore in gola.”

L’atmosfera è colma di suspence fin dalla prima pagina; l’autore ci dimostra tutta la sua esperienza e il suo talento, con abilità descrittive davvero notevoli, che riescono a farci gustare un momento, una gita al mare; un altro, un cocktail bevuto davanti a paesaggi mediterranei; per poi farci vivere l’esperienza della prigionia, del terrore, della lotta per la sopravvivenza; e nel mentre farci immedesimare nei personaggi, ora celeb, ora animali braccati, ora sadici, ora… reali o immaginari? La descrizione dei protagonisti è chirurgica, i luoghi colmi di storia e mitologia fanno da cornice perfetta per questo mistero dal tutt’altro che prevedibile esito, proprio perchè sarebbe dovuto essere soltanto… un lungo e piacevole weekend fra amici di vecchia data.

Dopo aver letto il libro riguardo per un attimo la copertina e l’illustrazione, secondo me, non fa onore all’intensità che riesce a donare questo thriller. Ci sono molte immagini che sarebbero state più d’impatto e rappresentative dell’incipit. Ma è in realtà una “falsa critica”, che sto usando per rimarcare le sensazioni che escono da questo racconto, potenti e davvero coinvolgenti.

 

Andrew Hart è lo pseudonimo con cui si firma il pluripremiato autore bestseller del «New York Times» A.J. Hartley. I suoi sedici romanzi hanno affrontato diversi generi e sono stati tradotti in svariate lingue nel mondo. Ha una cattedra di Studi shakespeariani alla University of North Carolina, a Charlotte.

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