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Recensione: “Libellule” di Paola Colombo, Compagnia della Rocca Edizioni

Libellule Book Cover Libellule
Paola Colombo
Giallo
Compagnia della Rocca Edizioni
12 luglio 2019
Cartaceo
296

Siamo ad Arona, sulle sponde del lago Maggiore. L'indolente tranquillità della vita cittadina è interrotta da un insolito fatto di cronaca. Presso la zona dei canneti di Dormelletto, in riva al lago, una signora a spasso con il proprio cane si trova inaspettatamente davanti a uno spettacolo raccapricciante: il ritrovamento di alcuni sacchi della spazzatura da cui emergono resti di un corpo orrendamente smembrato. Le indagini per identificare l'autore del delitto sono affidate al maresciallo Vito De Luca dei carabinieri di Arona.

All'attività investigativa daranno il loro contributo il brigadiere Dantoni e il vicebrigadiere Favero del Comando di Arona, il medico legale Zanchi ed Elisa, la libraia del paese, acuta osservatrice e compagna del maresciallo.

“Cerco di concentrarmi su questa immagine, provo a metterla fuoco e mi pare evanescente, come quella di un ectoplasma. Sorrido davanti al termine che mi è venuto in mente per denotare un fantasma.
Solo due anni fa non avrei saputo nemmeno cosa significasse, ma per mia fortuna io sono sempre stata una lettrice vorace ed onnivora e le famiglie presso cui ho lavorato sempre benestanti e dotate di ottime biblioteche, che io ho saccheggiato

 

Dopo averci regalato un assaggio della sua scrittura delicata e “pennellata” in “Peccati di Lago” e “Duetto”, Paola Colombo ci delizia con un romanzo, che definirei completo e molto ben strutturato, ossia “Libellule”.

In questo libro, sempre ambientato ad Arona, il nostro De Luca sarà impegnato in un’indagine molto complicata e al contempo delicata e pericolosa: il ritrovamento di un corpo smembrato sulle rive del Lago Maggiore, che pare essere collegato ad altri due omicidi irrisolti, accaduti anni prima.
Le indagini, basandosi sui documenti dei precedenti cold case e stando a quanto emerge dall’investigazione attuale, portano alla pista di un possibile coinvolgimento di due loschi figuri.

La scrittura è ricca, delicata e “fotografica”: attraverso le descrizioni, tutte approfondite e dettagliate, sembra di essere veramente nel luogo della narrazione.


“L’aurora dalle rosee dita aveva fatto da poco capolino all’orizzonte, colorando le nubi che formavano gli altocumuli e creando una sorta di tendaggio roseo, virante al rosso.
Tra poco questo si sarebbe trasformato in un rosso infuocato, e, riflettendosi sulle acque leggermente increspate del lago, avrebbe creato riflessi sanguigni tra le barche ormeggiate, che dal terrazzino del Comando si intravvedevano appena fra le fronde ormai rigogliose degli alberi e i tetti di coppi delle villette.”

I personaggi, alcuni dei quali abbiamo imparato a conoscere, entrano subito in sintonia con il lettore.

Diciamo che si nota una notevole crescita nella scrittura dell’autrice, purtroppo prematuramente scomparsa, che l’avrebbe sicuramente portata a livelli più alti.

Libellule, il perché di questo titolo lo scoprirete alla fine del volume, è, purtroppo, l’ultimo della serie dedicata alle indagini del maresciallo De Luca.

Vi consiglio, soprattutto se amate questa zona, di leggere questi romanzi perché attraverso le loro pagine verrete catapultati in paesaggi da sogno, e visiterete alcune “località” poco conosciute dai turisti, che vi conquisteranno.

“Fuori dal suo lavoro vestiva spesso anni Settanta, e non passavano certo inosservati i suoi pantaloni a zampa d’elefante, le camice colorate sbottonate sul petto, i maxi cappotti, le borsette militari in cuoio e le zeppe vertiginose. In libreria veniva con una certa frequenza a comprare libri in prevalenza da regalare. Un giorno aveva notato lo sguardo stupefatto di Emma, incredula evidentemente che le persone frequentanti Elide fossero dedite alla lettura. Così con la scusa di un caffè si è avvicinata al bancone e aveva sussurrato: “Quando frequenti l’inferno, hai bisogno di luce. Questo fanno i libri, illuminano la vita.”

Cosa ne pensate? Anche secondo voi “i libri illuminano la vita”?

 

L’autrice

Paola Colombo (1962-2019) nata e vissuta ad Arona, laureata in lettere antiche presso l’Università degli Studi di Milano nel 1986, ha lavorato come ricercatrice nella stessa università e in seguito presso case editrici per libri di testo. Da sempre appassionata di scrittura, a partire dal 2013 era solita regalare ai parenti e agli amici più cari un proprio romanzo che aveva come protagonista maresciallo De Luca: I peccati del Lago (2013); Duetto (2015); Rime baciate (2016); Trittico aronese (2017); Libellule (2018) che ora viene pubblicato in memoria della persona straordinaria che era.

I molteplici impegni famigliari (ho due figli stupendi oltre ad un marito e a un cane) mi hanno sottratto per un lungo periodo ad una delle mie più grandi passioni: la lettura (oltre alla pallacanestro -amore questo condiviso con mio marito, allenatore, e mio figlio, arbitro, che ci ha portato a creare una nostra società dove ricopro il ruolo di presidente). Ora complice un infortunio che mi costringe a diradare i miei impegni fuori casa (non posso guidare) sono “finalmente” riuscita a riprendere un libro in mano! Il fato, insieme ad un post di Kiky (co-fondatrice de “La bottega dei libri” che conosco da oltre 20 anni) pubblicato su Facebook han fatto sì che nascesse la mia collaborazione con “La bottega”, collaborazione che quotidianamente mi riempie di soddisfazione.

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