Lettere da Istanbul
Raccolta
Altano
4 nvembre 2024
cartaceo e-book
146
Ahmet Rasim è un pilastro della letteratura turca moderna, riconosciuto per il suo contributo pionieristico alla lingua e allo stile letterario del suo tempo. "Lettere da Istanbul" offre un ritratto vivace e ironico della vita nella capitale ottomana prima della Repubblica, mettendo in luce le relazioni umane con un tono che celebra la gioia di vivere. Scritti principalmente tra il 1897 e il 1899, questi testi combinano aneddoti, conversazioni e saggi in un mosaico unico di umorismo, linguaggio teatrale e piccoli episodi di vita quotidiana. Le "Lettere da Istanbul" non solo hanno definito l'identità di Rasim come scrittore, ma continuano ad essere una lettura affascinante per chiunque desideri esplorare la ricca tessitura della vita e della cultura turca dell'epoca.
“Si gioisce nel cercare un pretesto per piangere”
“Lettere da Istanbul” di Ahmet Rasim (Altano editore) consiste in una raccolta di episodi, riflessioni o saggi atti a caratterizzare la Istanbul che precedette la Repubblica. Il ritratto di una città multiculturale, colorata e affascinante in rapido cambiamento. Si tratta di osservazioni sulla vita della gente comune con le proprie abitudini e tradizioni in un’epoca che non esiste più, forse proprio per questo ancor più affascinante.
Poiché Istanbul è una città che ha sempre suscitato curiosità in me e ho sempre amato la letteratura turca, non avrei mai potuto perdermi questa raccolta. Si racconta dell’epoca prerepubblicana, narrando episodi e aneddoti raramente riscontrabili nei libri di storia. Non si parla infatti di eventi di clamore che hanno cambiato un’epoca, sono sprazzi di vita. L’autore racconta una serie di esperienze e considerazioni in relazione alla quotidianità degli istanbulioti di quel tempo: fine Ottocento e primi anni del Novecento.
“… in breve un panorama, impossibile da vedere in qualsiasi altro posto, che mostrava ogni varietà di colore in tutte le sue sfumature”
Ahmet Rasim (1864-1932) fu scrittore e giornalista. Il suo stile di scrittura è infatti tipicamente giornalistico: riporta ciò che osserva e vive con grande realismo e descrizioni particolareggiate. Sono stralci di realtà con pochi ma assai brillanti dialoghi. La narrazione infatti è ironica e divertente. Si tratta di una lettura accessibile e facilmente comprensibile, il ritmo è discreto.
Attraverso il racconto di spaccati di vita, ci guida verso la comprensione di quella società documentandone i costumi in modo efficace, vivace, umoristico e conciso. Pur essendo uno scrittore del XIX e XX secolo, ha cercato di rendere il suo linguaggio più vicino al parlato pur mantenendo la propria unicità stilistica.
La protagonista è Istanbul insieme alla sua gente, ai suoi quartieri, alle sagre e alle giornate trascorse in serenità sulle rive del Bosforo. Una città multiculturale che non viene mistificata, ma piuttosto presentata in tutti i suoi aspetti, anche quelli negativi. In un racconto evidenzia la trascuratezza delle strade di alcuni quartieri che l’autore frequentava di tanto in tanto per trarre ispirazione per i suoi scritti. Racconta di risvolti negativi dei cosiddetti luoghi alla moda, uno dei quali gli provocò una congiuntivite a causa delle polveri sollevate dalle carrozze e dal fumo. Oppure degli svantaggi dell’ospitalità in determinati posti e periodi dell’anno o dei tipici e inconfondibili frequentatori degli stabilimenti balneari cittadini.
“Mi dicevo: – Se almeno conoscessi le preoccupazioni quotidiane di quindici persone riuscirei a scrivere una lettera della città -“
I racconti, che somigliano più ad articoli di cronaca, non sono eccessivamente lunghi e si diversificano per tematica e ambientazione. Si passa dall’umorismo scaturito da determinate situazioni alla poesia nel descrivere una passeggiata sulle rive del Bosforo. Al termine troviamo foto della città di quel tempo e un utile glossario con terminologia turca e relativa traduzione.
Ho iniziato ad apprezzare la letteratura turca grazie ai romanzi Orhan Pamuk (citato anche nell’introduzione dai traduttori) che mi fece sognare Istanbul per la prima volta. Ho fatto qualche ricerca per poter spaziare e leggere altri autori turchi ed ho scoperto questa fantastica casa editrice che pubblica questo genere di letteratura! Ogni romanzo edito da Altano è stata una piacevolissima scoperta.
“Lettere da Istanbul”, il titolo era un invito per me! Come resistere? L’ho adorato e divorato! Sono convinta che anche gli spaccati di vita facciano la Storia e Ahmet Rasim è veramente abile nell’illustrarli come se ci mostrasse una foto parlante (e palpitante). E’ una Istanbul inedita che non esiste più ma che ha contribuito a creare quella di oggi.
“Lo sguardo, volgendosi in ogni dove, estasiato dalle impareggiabili bellezze naturali radunate in quello stretto, non riesce a credere che la gioia e l’allegria lasceranno questi lidi”
Un racconto colorato, divertente e interessante. Lo paragonerei a un diario di viaggio all’interno della propria città (già affascinante di suo, non solo per le sue architetture ma anche per atmosfere vibranti dove le culture orientali e occidentali si fondono), che ti fa desiderare di partire immediatamente. Non sarà più la stessa Istanbul di Ahmet Rasim, ma credo sia piena di nuove scoperte in attesa di essere svelate. inoltre mi definisco una curiosa viaggiatrice nel tempo, e quale miglior mezzo di un libro per farlo?
Non sarebbe magnifico che ogni città avesse un proprio Ahmet Rasim pronto a raccontarci com’era?