Lettera alla sposa Book Cover Lettera alla sposa
Licia Allara
Narrativa Moderana Contemporanea
Europa Edizioni
1 aprile 2019
cartace euro 10,96 - e book euro 9,49
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Un matrimonio, si sa, che sia sfarzoso, modesto, ristretto, allargato, genera sempre un insieme di sensazioni ed emozioni, ingestibili ed al contempo indescrivibili: né per i diretti interessati (la sposa e lo sposo) né tantomeno per tutti coloro che fanno da contorno e supporto a questo scenario che, se per un verso rappresenta il coronamento del sogno d’amore, per altro verso connota in sé l’inizio di una nuova vita, una vita da scrivere insieme.

Così detto sembrerebbe che il fatidico giorno possa essere solo perfetto, come se niente e nessuno possa scalfire la magia di questo giorno: questo piccolo romanzo compie una introspezione nell’animo di tutti coloro che, direttamente o indirettamente, aleggiano attorno ai protagonisti indiscussi: la sposa e lo sposo.

«Quindi, era il 22 novembre. Sembrava che il mare, il cielo, le rocce ed il vento, in quel luogo presenti da sempre, avessero da sempre avuto un solo scopo: aspettare quel matrimonio. Che quella chiesetta, lì da quasi novecento anni, in tutto quel tempo avesse solamente atteso quel 22 novembre. Atteso i fiori, la musica, gli invitati e gli sposi.»

I matrimoni rappresentano sempre un evento lieto, gioioso, un momento in cui incontrarsi, agghindarsi, sorridere, e celebrare tutti insieme quello che, forse, è il più grande inno all’amore (ovviamente su questo tema potrebbe benissimo essere aperto un dibattito tra coloro che sono favorevoli al matrimonio e coloro che, invece, ritengono che per sentirsi parte integrante l’uno dell’altra non bisogna necessariamente sposarsi, ovviamente in tutto ciò anche la religione gioca un ruolo fondamentale, ma questo è fuor dubbio un altro discorso).

In realtà, ci siamo mai chiesti chi siano realmente le persone che fanno parte dell’entourage matrimoniale? Ci siamo mai chiesti cosa pensino, cosa provino e qual è la vita che essi portano dietro? Dal fioraio, al prete, dall’organista alla zia zitella o all’ex fidanzato e per finire chi siano la sposa e lo sposo, ognuno di loro, ogni singola persona porta in sé la propria storia di vita vissuta, le proprie emozioni, le proprie decisioni, sofferte o meno, che li hanno condotti a certe scelte, e ci si chiede: quando gli sposi scelgono chi debba curare gli aspetti del loro matrimonio, affinché tutto sia perfetto, si chiedono mai, ad esempio, quale sia la vita del fioraio?Cosa lo abbia condotto a esercitare questo mestiere? No, molto spesso l’interesse degli sposi inizia e finisce lì: scelgono quel fioraio perché desiderano che sia lui ad abbellire con fiori e profumi il loro giorno più bello.

Ebbene, questo libro va oltre il semplice giorno del matrimonio perché analizza, compiendo una vera e propria introspezione sui personaggi principali, sulle loro vite, sui loro pensieri più reconditi che magari non hanno mai confessato, su come venga vissuta l’attesa di quel giorno, in particolare dalla sposa e dallo sposo.

Il titolo “Lettera alla sposa”, farebbe pensare ad un romanzo romantico sul matrimonio e invece è qualcosa che non ti aspetti perché cela qualcosa di più profondo, qualcosa che, in effetti, corrisponde alla realtà di tutto quello che fa parte dell’organizzazione del matrimonio ma ne analizza non i dettagli estetici, ma bensì quelli interiori, osserva le vite che si nascondono dietro ognuno di loro.

Credo che la Allara abbia scelto accuratamente di quali personaggi descriverne la vita, e per ognuno di essi ha compiuto un viaggio a ritroso, la classica digressione, con un excursus sulla propria vita, un salto all’indietro, per intenderci, quindi, se volessimo fare un esempio, la vita della sposa da bambina sino a arrivare, dunque, al giorno del matrimonio.

Le pagine sono volate, letteralmente. Non sono scese lacrime durante la lettura, né nel corso né alla fine ma, ad essere sincera, qualche sorriso mi è scappato. E’ stata, se vogliamo, una lettura attenta ed interessante perché ti ritrovi a pensare, per chi lo abbia già vissuto, al tuo di matrimonio e a come tutto ciò che viene descritto, rispecchi la realtà.

Il libro si presente ben scritto sia dal punto di vista grammaticale che della sintassi, il linguaggio è chiaro, l’esposizione semplice, non si ravvisano refusi. Viene narrato in terza persona con l’assenza quasi totale dei dialoghi diretti: nel corso della storia, infatti, sono pochissimi i dialoghi diretti riportati tra i personaggi ma ciò non lo rende né noioso né banale perché l’autrice ha saputo concentrare gli elementi salienti.

Tra l’altro, in questa storia, non si indicano i nomi delle città, i nomi degli sposi o degli altri personaggi: lo si ribadisce è un romanzo che l’autrice ha pensato al fine di valorizzare proprio le persone nel loro essere persone in quanto tali e con una loro vita.

Il personaggio che ho più apprezzato è l’organista, un uomo che lascia andare nella musica tutte le sue emozioni, un uomo dall’aspetto malinconico ma felice di poter esprimere sé stesso attraverso le dolci note musicali:

«Quel giorno, attaccò le prove con il cuore dilatato, con un’emozione non più provata da tempi lontanissimi. Quel giorno era per lui il più speciale da tempo immemorabile, e forse non ne avrebbe vissuti altri paragonabili. Sentiva di avere compiuto una missione, e pensò che dopo avrebbe anche potuto morire sereno.»

 

 

Un romanzo del quale ne consiglio la lettura, ad un pubblico giovane e meno giovane, adatto a tutte le età per la delicatezza con la quale viene narrato, un romanzo che, una volta letto ti farà guardare con occhi diversi le persone che volteggiano intorno al tuo matrimonio

 

«Il giorno prima del matrimonio, la sposa era salita alla chiesetta, aveva chiuso gli occhi davanti al mare, aveva respirato profondamente e, per la prima volta da anni, aveva ringraziato il Signore. Aveva aspettato quel momento con un entusiasmo e una trepidazione che solo una sposa può comprendere, e ora era lì, a un passo dal giorno che avrebbe spalancato le porte della sua vita. Non vedeva l’ora di varcarne la soglia, di salutare tutti con la mano e partire su una carrozza trainata da cavalli bianchi, come nelle fiabe.»

 

 

Licia Allara, nasce in Piemonte nel 1966, figlia unica ha sempre sognato una grande famiglia. Ha sempre nutrito un amore smisurato per gli animali di ogni genere.

Laureata, sposata con tre figli; ha vissuto in Germania, Svizzera e adesso in Portogallo. Vanta numerose professioni, tra le quali: ha lavorato nelle ricerche di mercato, ha aperto un negozio “L’oca giuliva”, ha fatto l’agente immobiliare, il consulente strategico e segue i progetti di una ONLUS.

Ama definirsi una persona curiosa, entusiasta, idealista ed appassionata di tutto ciò che fa.