L'estate in cui mia madre ebbe gli occhi verdi
romanzo contemporaneo
Keller Editore
3 maggio 2023
cartaceo, ebook
274
Aleksy ricorda ancora l'ultima estate che ha trascorso con sua madre. Sono passati tanti anni da allora, ma quando il suo terapeuta gli consiglia di rivivere quel periodo del proprio passato per tentare di superare il blocco creativo che sta vivendo come pittore, Aleksy inizia un viaggio che lo farà confrontare con le emozioni dell'estate in cui lui e la madre arrivarono in un paesino di villeggiatura francese...
Come superare la scomparsa di sua sorella? Come perdonare la madre che lo ha rifiutato? Come affrontare la malattia che la sta consumando?
Questa è la storia di un'estate di riconciliazione, di tre mesi in cui la madre e figli depongono finalmente le armi, spinti dall'arrivo dell'inevitabile e della necessità di fare pace con loro e con se stessi.
“Gli occhi di mia madre erano storie che non mi ha mai raccontato”. “L’estate in cui mia madre ebbe gli occhi verdi” di Tatiana Tibuleac, Keller, è una storia di perdono, in cui finalmente si riempiono gli spazi vuoti della vita di Aleksy. È cresciuto, è diventato un uomo e un artista in preda ad un blocco creativo. O forse c’è molto di più dietro questa crisi? Per capirlo, il suo terapeuta gli consiglia di tornare all’estate che trascorse con la madre in Francia, affrontando le sue emozioni represse, elaborando ciò che è accaduto.
“Sentivo per la prima volta meraviglia, pietà, gioia: sentimenti di cui non mi credevo capace e che non mi erano mai serviti prima”
Il protagonista di questo romanzo è Aleksy, un uomo molto tormentato, solo e in crisi. Ha ottenuto un certo successo come pittore, i suoi quadri gli rendono bene, ma da qualche tempo non riesce più a dipingere. La sua mente è in subbuglio, si sente apatico, confuso e depresso. Su consiglio dello psichiatra che lo segue, deve tornare a ricordare l’estate di quattordici anni prima. Quella che segnò una svolta nella sua vita di adolescente problematico e collerico. Provava rabbia verso il destino, che gli aveva strappato la sua sorellina. Verso un padre insensibile, che aveva tagliato la corda, abbandonando la famiglia per stare con una donna più giovane. Ma soprattutto verso la madre che, dopo la morte della bambina, aveva smesso di amarlo, chiudendosi in se stessa, indifferente a tutto. Anche a suo figlio.
“In tutti quei mesi, la donna che mi partorì non mi guardò neanche una volta, come se fossi stato uno spazio vuoto” – L’estate in cui mia madre ebbe gli occhi verdi
La madre di Aleksy, di cui non viene fatto il nome, è fonte di imbarazzo per lui. È di corporatura tozza, è sgraziata e mal vestita. Porta i capelli assurdamente acconciati in una treccia a sirena, che non le dona. Poiché si è sentito respinto e non amato da lei dopo la scomparsa della sorellina, sente di odiarla. Pensa sia colpa sua se si è trasformato in un ragazzo disturbato, che non riesce a dominare la propria ira. La placidità della donna lo infastidisce, la vista del suo volto rotondo e bianco lo esaspera. La giudica brutta. L’unica sua bellezza consiste negli occhi verdi. Ma è come se quei due splendidi smeraldi fossero finiti in quel volto insignificante per sbaglio.
La madre, però, lo ama moltissimo. Non manifesta il suo bisogno di essere perdonata, né tanto meno il suo amore per lui. Sorride, fingendo indifferenza di fronte alle scortesie di Aleksy, come se fossero scherzi senza importanza. La sua ottusità è solo apparenza, dentro di lei si agitano sentimenti e desideri. Ha una storia che in pochi conoscono e ha bisogno di trascorrere del tempo da sola con suo figlio per poter recuperare il loro rapporto. Lo convince a trasferirsi per l’estate in un bucolico paesino francese con lei.
“Aleksy, io una stella ce l’ho davvero, si trova nell’Orsa minore, alla fine della coda. La vedo ogni notte, lei sa di essere mia e mi fa l’occhiolino”
“L’estate in cui mia madre ebbe gli occhi verdi” è romanzo singolare per come affronta la tematica della perdita e del delicato rapporto madre-figlio. Sono fattori che influenzano pesantemente la vita del protagonista e la sua storia passa attraverso gli occhi verdi della madre.
Ogni capitolo è preceduto da un’affermazione su ciò che essi rappresentano: una nota stonata in un volto non bello, il ricordo di una bellezza trascorsa, ma, soprattutto, una storia mai rivelata. L’autrice descrive con chiarezza e profondità la grande confusione che si agita nello spirito dei personaggi, riesce a darvi un senso che si manifesta gradualmente. Questo crea una certa attesa che conferisce rapidità al ritmo di lettura.
“Il Paradiso, per me quanto meno, significherebbe rivivere più e più volte quei pochi giorni come se fosse la prima volta. E che Dio o un angelo poco indaffarato lasciasse quegli archivi su repeat”
La trama inizia in Inghilterra, per poi spostarsi in Francia. L’Inghilterra rappresenta l’inizio, ossia il luogo dove la famiglia di Aleksy si trasferisce dopo aver lasciato la Polonia prima che lui nascesse. La Francia, invece, è la terra dove sua madre ha scelto di scrivere l’ultima parte della loro storia. Un paese di campagna, una vecchia casa in affitto e una piccola comunità dove tutti si conoscono. Il tempo sembra trascorrere più lento lì, mentre la trama, al contrario, corre veloce, rivelando indizi di ciò che si rivelerà solo sul finale.
I salti temporali sono brevi e non troppo frequenti. L’arco di tempo che li separa è di quattordici anni, non lontano dai giorni nostri. La narrazione avviene in prima persona poiché si tratta dei ricordi che il protagonista rivive e racconta.
La scrittura di Tatiana Tibuleac è penetrante, incisiva e profonda. Lo stile è fluido e l’autrice si mostra assai abile nell’uso delle figure retoriche. Oltre essere appropriate, ci aiutano nella comprensione dei sentimenti dei personaggi difficilmente spiegabili altrimenti.
“Avrei voluto prendere una tenaglia rovente e strapparle in un secondo tutte le storie mai raccontate, tutte le ninne-nanne mai cantate, tutte le carezze sulla testa che mi sarebbero spettate e che lei aveva nascosto come una spilorcia”
“L’estate in cui mia madre ebbe gli occhi verdi” mi ha colpita inizialmente proprio per questo titolo così singolare. Ero curiosa di conoscerne il significato, non ero preparata alla commozione che ha suscitato la sua lettura. È stata una bella rivelazione. Uno stimolo continuo a proseguire, voler capire e riflettere mentre lo divoravo, pagina dopo pagina. È una di quelle storie che, una volta concluse, rimangono con te. Ed è ciò che mi aspetto da una buona lettura.
E voi?
5 stelle ⭐⭐⭐⭐⭐
