L’educatore
Thriller psicologico
Newton Compton Editori
20 giugno 2025
Cartaceo e eBook
329
Il male non ha solo un volto
Il giudice Borrelli giace nella sua auto, parcheggiata nel cortile della sua villa a Raito. Sul volto un’espressione di sorpresa, come se la morte fosse giunta inaspettata, ma non così casuale. Qualcuno gli ha sparato a bruciapelo in testa con una sparachiodi. Fausto De Santis, vicequestore di Salerno, è sul posto insieme all’ispettrice Ferri. Tracciata con un gessetto, nello sportellino del vano portaoggetti dell’auto, una sequenza di numeri all’apparenza priva di senso. Ma quello che inizia come un caso di omicidio isolato si trasforma presto in una serie di delitti che tinge di sangue le strade di Salerno e della costiera. Qual è il nesso tra queste morti? Cosa significano i numeri lasciati con il gesso accanto alle vittime? Tutto sembrerebbe rimandare a un caso ormai archiviato e a un serial killer, l’Educatore, morto da tempo. C’è davvero un collegamento? Anni fa è stato condannato un innocente o si tratta di un copycat?
Una scia di morti improvvise, una sequenza di numeri misteriosi e un killer che sembra tornare dal passato.
Chi è l’Educatore?
“L’educatore” è un thriller psicologico scritto da Antonio Lanzetta, edito da Newton Compton Editori.
“Il ragazzo non mi dà l’impressione di temere il vuoto. Si alza in piedi, in bilico sul muretto, e allarga le braccia. Una raffica d’aria gelida lo afferra per i vestiti e cerca di sbilanciarlo. Forse il vento vorrebbe chiudere in fretta la partita, ma lui resiste. Credo non sia pronto a farla finita, non ancora. Vuole godersi il momento, lo sguardo perso nell’orizzonte nero e gli occhi lucidi.”
Il nostro protagonista è Fausto De Santis, il vicequestore di Salerno. È un uomo tormentato da un passato pesante che gli ha lasciato in eredità delle cicatrici sia sul corpo che nell’anima.
Ci troviamo in Campania, precisamente nella suggestiva Costiera Amalfitana, in provincia di Salerno. ll giudice Borelli viene ritrovato nell’auto nella sua villa a Raito, assassinato con una sparachiodi. L’unico indizio lasciato dall’assassino è una sequenza di numeri, scritti con un gesso, sul vano portaoggetti.
L’ispettore Fausto De Santis, si era già trovato invischiato in un caso simile venticinque anni prima, dove il responsabile era un serial killer (ormai deceduto) soprannominato l’Educatore.
Chi potrebbe essere l’emulatore?
Da questo omicidio prendono il via diversi delitti, che sembrano non collegarsi a quelli commessi dall’Educatore.
De Santis, insieme al suo ex collega ai tempi dell’Educatore, Lanzara, e l‘ispettrice Ferri si troveranno coinvolti in un indagine dove ricatti, bugie e vendette saranno il filo conduttore che porterà alla risoluzione del caso.
Le indagini sembrano arrivare ad una svolta quando sul loro cammino si intromette Simone Tucci, un giornalista senza scrupoli. Costui, è stato l’autore del soprannome del serial killer “l’educatore”, ossia colui che puniva le sue vittime per aver trasgredito a regole che lui si era imposto.
Il finale vi lascerà a bocca aperta, in quanto verranno svelati alcuni misteri che oltre alla risoluzione del caso, ci sveleranno una verità che inaspettata. 
“Via Roma è un deserto liquido, immerso nel buio spezzato solo dai lampioni e dai fari di un camion della nettezza urbana che si trascina dietro il frastuono di bottiglie infrante. Le spazzole ruotano con un sibilo, scavano sull’asfalto e portano via una notte fatta di cocci e frammenti, come se potessero pulire anche il dolore dalla città. La vedo da qui, questa Salerno che non dorme mai del tutto, mentre il sapore dolce di una caramella mi si scioglie in bocca. Stringo il pacchetto nella mano, la carta frusciante rompe il silenzio della stanza.”
Antonio Lanzetta è un autore che scrive gialli traendo ispirazione dai grandi classici della letteratura gotica e soprannaturale ma ispirandosi anche a serie televisive. Come scrive lui stesso nei ringraziamenti: “Quanti romanzi, film e universi narrativi sono stati ispirati dai racconti di H.P. Lovecraft, Edgar Allan Poe, Ambrose Bierce, Arthur Machen e di tutta quella banda di geni in doppiopetto che ha scritto delle paure più profonde dell’animo umano? ….(omissis) “L’Educatore” è il prodotto di tutte le storie che ho letto, visto e ascoltato, di cui mi sono nutrito da quando ho cominciato a leggere per piacere, dalle medie fino a oggi, e spero ti sia piaciuto.”
Un romanzo dove l’elemento psicologico è molto presente. L’autore ci regala una storia su “più livelli”, dimostrando una forte padronanza dei temi affrontati offrendo inoltre numerosi spunti di riflessione al lettore.
Antonio Lanzetta dosa sapientemente i colpi di scena, facendo mutare il giallo in un thriller adrenalinico e appassionante.
La scrittura è fluida. La trama è incalzante, senza tempi morti. L’analisi dei personaggi, specialmente quella psicologica, è molto approfondita ma nonostante tutto non è mai noiosa.
“L’Educatore” è sicuramente un romanzo adatto a persone “forti” che amano rimuginare sulle tematiche di quello che hanno letto, ma che nel contempo non si fanno coinvolgere emotivamente.
De Santis non ha nulla da invidiare a personaggi più famosi come Rocco Schiavone o Montalbano, anzi sarebbe un perfetto protagonista per una trasposizione televisiva e/o cinematografica.
Un romanzo che sicuramente vi lascerà senza fiato.
Buona lettura!
“Faccio un passo indietro, lasciando che l’immagine si fonda con le altre. Dodici volti… e ora tredici.”
Antonio Lanzetta vive a Salerno. Ha iniziato a scrivere romanzi fantasy/young adult, poi ha virato verso il thriller, prima con il racconto breve “Nella pioggia”, finalista al premio Gran Giallo di Cattolica, e poi con “Il buio dentro”, tradotto in Francia, Canada e Belgio ed eletto dal «Sunday Times» uno dei cinque migliori thriller stranieri dell’anno. La Newton Compton ha pubblicato “L’uomo senza sonno” (finalista al Prix Découverte de l’Iris Noir e vincitore del Prix Coup de coeur du jury Noir Charbon 2024); “Delitto in riva al mare” e “Luna rosso sangue”.

I molteplici impegni famigliari (ho due figli stupendi oltre ad un marito e a un cane) mi hanno sottratto per un lungo periodo ad una delle mie più grandi passioni: la lettura (oltre alla pallacanestro -amore questo condiviso con mio marito, allenatore, e mio figlio, arbitro, che ci ha portato a creare una nostra società dove ricopro il ruolo di presidente). Ora complice un infortunio che mi costringe a diradare i miei impegni fuori casa (non posso guidare) sono “finalmente” riuscita a riprendere un libro in mano! Il fato, insieme ad un post di Kiky (co-fondatrice de “La bottega dei libri” che conosco da oltre 20 anni) pubblicato su Facebook han fatto sì che nascesse la mia collaborazione con “La bottega”, collaborazione che quotidianamente mi riempie di soddisfazione.