L'eco di quel giorno
Narrativa contemporanea
Giovane Holden Edizioni
31 marzo 2026
cartaceo, ebook
302
La vicenda prende avvio da una morte improvvisa e da una busta custodita per anni nello studio di un notaio, destinata a essere aperta da una donna che ha perduto la figlia. Dentro quel plico non c’è soltanto una lettera: c’è una memoria rimasta in sospeso per decenni, il tentativo tardivo di restituire senso a un passato che continua a chiedere ascolto.
Attraverso una confessione intensa prende forma la storia di tre ragazze legate da un’amicizia assoluta: Elena, Rossella e Silvia. Temperamenti diversi e complementari si incontrano tra i banchi di scuola e crescono insieme, saldati da un vincolo che ricorda una matrioska affettiva: ognuna accanto alle altre, ognuna custodita dentro l’altra. Intorno scorre l’Italia dei primi anni Settanta, con famiglie spesso incapaci di ascoltare davvero i figli e un clima domestico in cui il dialogo lascia spazio a silenzi e rigidità.
Le tre amiche attraversano scoperte, ribellioni, promesse d’amore, piccoli segreti condivisi. La loro alleanza sembra invincibile, un rifugio capace di proteggerle da un mondo adulto percepito come distante. Ma la realtà irrompe con forza: una gravidanza inattesa, una scelta compiuta nel buio di un tempo in cui l’aborto è ancora clandestino, un evento tragico che segna per sempre le loro vite.
La narrazione procede con passo intimo e partecipe, guidata dal lavoro della memoria. Episodi quotidiani, luoghi familiari e gesti minimi acquistano valore simbolico e restituiscono l’atmosfera fragile di un’età in cui ogni decisione può cambiare il corso di un’esistenza.
Ne nasce una storia segnata da rimorso, tenerezza e bisogno di perdono. L’amicizia appare come una forza luminosa e inquieta, capace di sostenere ma anche di trascinare verso errori irreparabili. Resta il tentativo di comprendere ciò che è stato e di trovare, nel ricordo condiviso, una possibile forma di pace.
Era tanto tempo che non leggevo un romanzo contemporaneo attrattivo e coinvolgente, finchè non mi è capitato tra le mani, un po’ per caso, “L’eco di quel giorno” di Patrizia Emilitri. Edito Giovane Holden Edizioni è un libro che non vi lascia il tempo di un respiro.
Patrizia Emilitri ci racconta la verità sulla vita di tre amiche attraverso le ultime volontà di una di queste, lasciate a una donna che è stata mamma anche di Elena e Silvia, ma in realtà lo era solo di Rossella.
La vicenda che viene ripercorsa ha inizio in un paese alle porte di Varese alla fine degli anni sessanta. In quel clima di contestazione che arrivava come un’onda dalle grandi città e che mutava gli atteggiamenti dei giovani che volevano mostrarsi indipendenti.
Lina è una madre che nella giovinezza ha sopportato i soprusi più grandi ma ha trovato Pietro che è diventato il pilastro della sua vita e con lui è rimasta sempre. Nella gioia di una figlia “modello” e nel dolore di una perdita. La sua casa è aperta alle amiche della figlia che diventano parte integrante di un nucleo familiare che non avevano nella loro casa. Lina è il filo conduttore di tutta la storia. Il romanzo si apre e si chiude con la sua figura, esiste perchè lei sceglie di farlo esistere.
Rossella, Elena e Silvia sono tre bambine con delle caratteristiche differenti che Patrizia Emilitri ben mette in evidenza, sottolineando i modi di vestire piuttosto che il linguaggio e non ultimi gli atteggiamenti tanto differenti da rendere uniche le tre amiche. Le ritroviamo ragazze alle scuole superiori, ognuna con aspettative differenti, chi ben chiare e chi molto confuse. Infine giovani donne con un segreto molto più grande di loro, uno di quelli difficili da gestire che porterà la più debole a una scelta estrema.
E se vi dicessi che le protagoniste non sono presenti nella storia?
Un po’ strana come affermazione, ma ve ne accorgerete fin da subito e questo mi ha assai incuriosito. Il racconto è così ben strutturato da rendere molto interessante lo stile scelto per questo romanzo. Non il solito guardarsi indietro e ricordare, c’è di più.
Non starò a raccontarvi delle tre amiche, questo è bello che lo scopriate. Vi darò qualche cenno dei loro dolori e del perchè diventano tre corpi fusi in un rapporto quasi morboso. Elena ha perso il padre, ha una madre presente solo a se stessa e ai suoi uomini, cerca amore. Silvia è la figlia avuta per errore, è quella che deve badare ai fratellini voluti, cresce in un corpo così bello che non riesce a gestire. Rossella è la ragazzina perfetta in una famiglia perfetta con una casa perfetta. Per questo motivo Lina diventa la mamma chioccia, perchè le amiche vedono in quella casa un rifugio per loro.
In quest’atmosfera passano gli anni in una piccola cittadina dove non succede mai nulla: scuola, gelato, parco, primi amori. Finchè “L’eco di quel giorno” rimarrà irrimediabilmente impresso nel cuore di tutti e negli occhi di pochi.
“Trascorsi la sera della vigilia con Luca e i miei amici alla chiesa parrocchiale. Erano tutti alla messa di mezzanotte. Io e Luca aspettavamo fuori… Silvia mi regalò un puzzle da cinquemila pezzi. Voleva insegnarmi la pazienza… Io le diedi “Niente e così sia”, l’ultimo libro scritto da Oriana Fallaci che, sapevo, non si era ancora potuta permettere di comprare.”
Non avevo mai letto nulla di questa autrice e devo dire che sono rimasta piacevolmente colpita. Una scrittura fluida e al contempo dinamica, rende molto bene le scene raccontate e descrive gli ambienti con precisione per i particolari, così da farci entrare nella cameretta di una ragazzina o di farci sedere a meditare sotto un albero in un parco.

Di una lettura mi colpisce sia una bella trama che una scrittura ricercata. Un romanzo rosa, un romanzo storico, della narrativa contemporanea non importa basta che non sia… fantasy!