Le spietate
romanzo
NN Editore
15 marzo 2024
cartaceo, ebook
320
Arkansas, 1887. Bridget a sedici anni si ritrova sola e sa di poter contare solo su se stessa: arriva a Dodge City senza un soldo, ma i suoi capelli rossi e l'aria dolce e spavalda da ragazza di campagna attirano l'attenzione di Lila, maitresse del bordello Buffalo Queen.
Bridget abbraccia la nuova professione: buon cibo, letti morbidi, denaro e tante amiche con cui confidarsi. Ma l'arrivo in città di Spartan Lee, pistolera leggendaria, semina il caos, anche nel cuore di Bridget.
“Il cuore è un mendicante che ha sempre fame“. “Le spietate” racconta la storia di una ragazzina, orfana di madre, con un padre dedito all’alcol. Dopo la morte di quest’ultimo, mentre erano in viaggio verso una destinazione ignota, rimane completamente sola. Non le resta, quindi, che proseguire sino al primo villaggio dove, dopo aver terminato i pochi soldi che aveva, versa in condizioni di indigenza. La prospettiva di un letto caldo, un bagno e buon cibo quotidiano, la induce ad accettare l’ospitalità presso un saloon della contea. In cambio di tutti questi agi, dovrà prostituirsi. La cosa non la disturba più di quel tanto e i suoi giorni trascorrono tranquillamente sino ad un evento che sconvolgerà ogni equilibrio.
“Anche se sono attualmente una bella ragazza in abiti maschili, con un corpo di donna e armi da uomo, ho cominciato con molto meno, e perlopiù da sola”
Bridget è un’orfana sedicenne, dai capelli rossi e vestita di cenci quando arriva a Dodge City. È abituata a cavarsela da sola poiché il padre era un ubriacone e la madre era morta nel darla alla luce. La sua aria innocente e i suoi riccioli color rame colpiscono la scaltra Lila, maitresse del “Buffalo Queen”. Si tratta di un saloon dove gli uomini giocano d’azzardo, bevono e si intrattengono con le donne di piacere.
A Bridget non importa molto di doversi prostituire, le interessa solo dormire in un letto caldo e nutrirsi come si deve. È una ragazza piuttosto materialista, nonostante la giovane età. Non ha mai avuto sicurezze nella vita e vuole riuscire a metter da parte un gruzzoletto tutto suo. Lì ha trovato un tetto sulla testa, cibo a volontà e anche delle amiche. Nonostante tutto, ha un animo candido perché non riesce a percepire le cattive intenzioni di chi la circonda, sottovalutando determinate situazioni.
“Il tipo di ragazza che corre e gioca con i ragazzi anche dopo essere stata sgridata perché non cammina come una signora” – Le spietate
Senza volere, illude il vice sceriffo Jim Bonnie, suo cliente esclusivo. Un uomo di legge che, in cambio della sua compagnia, protegge il locale da malviventi e denunce di influenti moralisti, che potrebbero far chiudere il saloon. È un uomo affidabile, gentile, forse un po’ intimidito quando si ritrova in compagnia dell’altro sesso. Ma si sente a proprio agio con Bridget. Non gli ci vuol molto per innamorarsene e chiederla in moglie.
“Giuro davanti a Dio che non c’è niente di più delicato dell’orgoglio di un uomo. Un tocco sbagliato e si accartoccia come un fiore appassito”
Bridget non può e non vuole sposarsi. Non è attratta dagli uomini, anche se tutti fingono di non saperlo. L’oggetto delle sue fantasie era una prostituta biondissima e piuttosto esperta, Sally. Una donna molto richiesta perché disposta a sottostare a qualsiasi desiderio maschile, pur di guadagnare di più e realizzare il suo sogno. Vivere a San Francisco e aprire magari un locale tutto suo. Ma le cose non vanno secondo i suoi piani…
“Ti faceva sentire come se bastasse un istante ancora per stupirla, per conquistarla”
Poi arriverà la leggendaria pistolera Spartan Lee. Una cacciatrice di taglie, vestita da uomo e armata come un cowboy, in grado di catturare qualsiasi malvivente e assicurarlo alla legge. Opera insieme ai fratelli, formano una vera e propria banda, dove lei è il capo indiscusso per la sua abilità con le armi, la sua determinazione e freddezza. E Bridget finisce per subirne il fascino… Ma Spartan Lee è una nomade, una persona incapace di mettere radici in un posto, di avere dei legami. È una persona libera e indipendente.
“Per me era come un faro, impossibile guardare altro“
Una scrittura potente e fortemente figurativa. Essa trasporta il lettore all’interno della storia con gli occhi della mente, conducendolo non solo nei contesti ambientali ma anche nei pensieri della protagonista. La trama di “Le spietate” è narrata, infatti, in prima persona attraverso la sua voce.
I personaggi sono perfettamente caratterizzati e credibili, in particolar modo Bridget. Attraverso le sue contraddizioni, appare realistica al punto tale da lasciarci sconcertati. Il suo dualismo contrapposto, in bilico tra l’apparente scaltrezza e l’ingenuità di fondo, fa di lei una persona autentica e imprevedibile, esattamente come il corso della storia.
“La tua migliore amica ti legge le storie e spendi soldi in caramelle come una brava ragazza, ed è tutto bello come una torta, non è vero? Ma non le vedi le cose come stanno?”
La vicenda ha un sapore molto western. Si ambienta in Arkansas nel 1887, perlopiù all’interno di un saloon. Eppure la trama non conosce monotonia e il ritmo di lettura è assai rapido. Le relazioni tra i personaggi sono vivaci e i loro dialoghi densi di significato, nonostante scritti attraverso un linguaggio semplice e immediato.
Si affrontano temi di una certa intensità, il primo tra i quali è il tradimento con la rivalsa. Pur trattandosi di un ambiente di scarsa moralità, vi nascono anche sentimenti nobili come l’amicizia disinteressata e la solidarietà. Non manca nemmeno la suspense perché la storia prende un risvolto assolutamente inaspettato, sfociando in un colpo di scena.
“Improvvisamente temetti che la pianura fosse dalla sua parte, che la prateria si dilatasse tra noi per tenerci separate, e provai una vampata di rabbia all’idea che il mondo scegliesse lei invece di me”
Nonostante la spietatezza dell’ambientazione e dei personaggi, si tratta di un romanzo dalla scrittura piena di bellissime immagini metaforiche. Una lettura che si legge rapidamente, che avvince dal primo capitolo. Esso parte dal preambolo della protagonista, quando i fatti sono già avvenuti e in noi rimane la curiosità di comprendere cosa l’ha portata a fare determinate affermazioni.
Non esistono parti lente, anzi, possiamo notare elementi avventurosi in alcuni tratti. Quindi non temete, la noia è bandita! Sono certa che lo divorerete. Se amate il western al femminile, potrebbe essere la lettura che fa per voi. “Le spietate” è una storia tutt’altro che scontata, direi che è uno dei romanzi più singolari letti fino ad ora. Il finale mi ha lasciata di stucco! Per noi lettori, l’imprevedibilità è sempre una nota positiva!
Amate le ambientazioni western?
5 stelle ⭐⭐⭐⭐⭐
