Le sette parole di Maria Book Cover Le sette parole di Maria
Gianfranco Ravasi
Religione
EDB
21 maggio 2020
cartaceo
152

Solo in sedici versetti dei Vangeli Maria parla in modo esplicito. Si tratta in tutto di 154 parole greche
(compresi gli articoli, i pronomi, le particelle) delle quali ben 102 occupate dall'inno del Magnificat.
Se stiamo al dettato testuale, le frasi che Maria pronuncia sono sei: due all'annunciazione dell’angelo Gabriele;
una più vasta nella visita ad Elisabetta; una nel tempio di Gerusalemme davanti al figlio dodicenne in
compagnia dei dottori della Legge; due, infine a Cana durante le nozze. Eppure un altro episodio si aggiunge a
questo elenco. Dal Golgota, Gesù morente interpella direttamente sua Madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Maria,
in questo caso, tace, ma il suo è un silenzio eloquente, un «sì» muto ma efficace, la sua settima, estrema
parola, tacita ma decisiva perché la introduce in una nuova maternità.

 

“Mi sono aperta come un libro davanti a te,
un libro pieno di fiori della giovinezza, Signore
un libro pieno di sospiri d’amore.
E ad un tratto Tu sei comparso,
per me, che ero velata d’azzurro,
per me, che godevo la tenerezza della mia adolescenza,
per me, che mi sentivo giovane
e pronta a tutte le battaglie della vita”

                                                                                                              Alda Merini

La figura di Maria, madre del Cristo, mi ha sempre affascinata e penso che, al di là di ogni Credo religioso, sia, passatemi il termine, un po’ irriverente in questo caso un “personaggio” sul quale si sia concentrata la curiosità di molti, per non parlare del grandissimo numero di devoti che è riuscito a radunare intorno a sé. Non parlerò da credente in questa recensione, ma cercherò di guardare a Maria di Nazareth con occhi privi di veli, per quanto possa riuscirci.

Da semplice osservatrice, ogni volta che mi è capitato di prendere in mano il Vangelo o di sentirlo proclamare, alcune domande mi sono sorte nella mente. Questo è il motivo principale che mi ha portato a recensire questo libro: avevo bisogno di alcune risposte che in parte sono state soddisfatte.

 

 

Iniziamo dal titolo: Le sette parole di Maria. Nei Vangeli la figura della Madonna appare diverse volte, ma solo raramente parla. Lo fa in sette occasioni, anzi, in sei precisamente, quindi più che di sette parole si dovrebbe parlare di frasi, di versetti, che, in questo testo, l’autore ci elenca, inserendoli nel contesto storico-culturale in cui furono pronunciati. Inoltre, riporta anche ciò che, in basi a diversi studi effettuati nel tempo,  da essi scaturisce in termini di opere letterarie e musicali.

 

“Vergine Madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d’etterno consiglio,
tu se’ colei che l’umana natura
nobilitasti si, che ‘l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.”
                (Paradiso, XXXIII, 1-6)

 

È singolare come ad una figura centrale come lo è Maria per la Chiesa e nella vita di Gesù, in realtà poche volte sia data parola tra le pagine dei testi sacri per eccellenza. Se poi pensiamo alle tantissime celebrazioni eucaristiche che vengono fatte in Suo onore, questa mancanza di voce fisica sembra ancora più rilevante.

Sono 154 i vocaboli che sono stati messi in bocca all’umile donna di Nazareth, riuniti in 16 versetti in lingua greca, e di questi ben 102 hanno dato forma al bellissimo Magnificat, inno di lode dove si innalza il ringraziamento a Dio di quest’Anima piena di luce. Solo nell’Antico testamento si contano 138020 parole; in confronto, 154 parrebbero veramente trascurabili se non fosse per l’immenso messaggio che questa Donna riesce a farci arrivare anche con così poco.

La prima volta che la sentiamo parlare è nell’Annunciazione quando, davanti al messaggio dell’angelo Gabriele, lei non fa troppe domande, ma si affida al volere di Dio e, piena di amore e fiducia, dopo un primo attimo di smarrimento, mette tutta la sua vita nelle mani del Creatore.

“Ecco la serva del Signore, avvenga a me secondo la tua parola”

 

 

Dopo il Magnificat risentiamo la sua voce solo altre due volte, in occasione del ritrovamento di Gesù nel Tempio e delle nozze di Cana.

Nel primo caso vediamo una Madre addolorata che rimprovera il figlio per aver fatto preoccupare lei e Giuseppe, nel secondo una Donna fiduciosa che si rivolge a Colui che sa che tutto può per far si che venga generato il miracolo.

Ed è leggendo diverse volte proprio questi ultimi due passaggi che, come madre, come donna, davanti alle risposte di Gesù sono rimasta disorientata.

“Perché mi cercavate?  Non sapevate che è necessario che io sia nella cose del Padre mio”

E ancora

“Donna che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora”

Il tono con cui il Cristo le si rivolge mi è sempre sembrato poco rispettoso. Specialmente l’utilizzo di quel termine “Donna”, che ho sempre visto come indice di subordinazione, che mal si sposa col messaggio di Gesù: per me, che sono per l’uguaglianza tra i sessi, era irritante e fastidioso. Questo libro mi ha aiutato a capire ciò a cui io non arrivavo, proprio grazie all’inserimento nel tempo e nello spazio di ciò che leggevo. Non vi dirò come; vi consiglio solo di acquistarlo se l’argomento vi interessa. Certo non lo consiglierei mai a chi non ha voglia né tempo di catapultarsi in un’altra epoca o di impiegare la propria mente a districare matasse semantiche. Ma per chi, invece, vuole capire qualcosa in più sul messaggio del Vangelo è una buona partenza.

Finirò l’analisi di questo testo mettendo in evidenza quella che viene definita la settima parola di Maria, cioè il suo silenzio. Lei per Dio c’è sempre, in ogni occasione e c’è con i fatti non con le parole, fatti che parlano molto più di mille discorsi.

Lei che ha avuto quel bimbo nel grembo per nove mesi, che lo ha cresciuto e che lo ama più di se stessa, rinuncia a Lui in nome di una salvezza promessa di cui potranno godere tutti gli uomini. E lo fa tenendosi dentro il grande dolore che prova ogni volta che Lui si allontana da lei, ogni volta che il suo bambino non viene capito, ma insultato e giudicato ingiustamente.

Quando viene crocifisso e spira dopo una tremenda agonia Lei è la, sotto quella croce, e non dice una parola: lo accompagna nei suoi ultimi attimi di vita terrena col cuore spezzato che offre al suo Dio insieme a tutta se stessa.

Sahira

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