Le regine e le principesse pù malvagie dlela storia Book Cover Le regine e le principesse pù malvagie dlela storia
Marina Minelli
Storico
Newton Compton Editori
Maggio 2018
ebook/cartaceo
384
https://www.amazon.it/principesse-malvagie-storia-perfidie-crudeltà/dp/882271461X/ref=sr_1_3?ie=UTF8&qid=1540012520&sr=8-3&keywords=Marina+minelli

Intriganti e vendicative, feroci e implacabili, assetate - quanto gli uomini di potere, ma spesso colte, intelligenti e fiere. Tante sono le regnanti che nel corso della storia si sono distinte per la loro malvagità. Come Fredegonda, la spietata regina dei Franchi, che per mantenere il potere non avrebbe esitato a sacrificare il marito e i figli. O Isabella di Castiglia, la regina dell'Inquisizione e dei roghi, o Maria Tudor, "la sanguinaria". Come l'astuta madame de Montespan, potentissima amante del Re Sole; o ancora, nella lontana Russia, la crudele Anna I Romanova. Dal Medioevo a oggi, ecco una carrellata delle più perfide donne reali, tra vizi, nefandezze e curiosità. Pochi sanno ad esempio che la regina Vittoria d'Inghilterra ebbe una madre crudele, capace di trasformare in inferno l'infanzia e l'adolescenza della futura sovrana, e che neppure un grande amore potè redimere Wallis Simpson, la spregiudicata americana che avrebbe tanto desiderato diventare regina.

Storie in chiaroscuro… ma la malvagità è un’altra cosa.

Un libro carino, devo proprio dirlo. Scritto con la leggerezza di un romanzo rosa vengono prese in analisi – a dire il vero poca analisi perché le informazioni storiche sono poche, farraginose e superficiali – le storie personali di una manciata di regine della storia e i risvolti che queste “vite” hanno avuto sulla politica nazionale e internazionale delle loro epoche. Se ne evincono alcune considerazioni che mi fa piacere sottolineare. Andiamo per punti:

  • La premessa del libro mi ha irritato, ma è solo un’opinione personale: si dice in realtà che le principesse buone sono ‘noiose’ e che quelle cattive sono state donne che hanno preso in mano la loro vita, hanno influenzato le nazioni, hanno protetto il potere per loro stesse o per i loro figli. Ma davvero nel 2018 pensiamo che la trasgressione della cattiveria sia ganza? Ma davvero dovremmo avere come esempi regine che hanno compiuto stragi, hanno ucciso, tradito, mentito, terrorizzato intere nazioni perché non noiose? Ma davvero? E davvero dovremmo essere affascinati da regine che si sono fatte dominare dalle passioni per uomini spregiudicati anziché ammirare le regine buone sebbene per i canoni dell’autrice noiose? Non mi piace, pollice decisamente avverso per un giudizio storico tanto leggero e tanto poco edificante.
  • Nonostante la premessa la carrellata delle principesse che ci presenta l’autrice ha solo pochi esempi di regine condannate dalla storia come davvero cattive. Il resto, a partire dalla Regina di Francia Maria de Medici a Federika di Grecia – bistrattata regina senza peli sulla lingua e politicamente scorretta – sono donne figlie del loro tempo e con personalità forti che hanno magari anche commesso errori, ma non per pura e semplice malvagità. Da Maria la sanguinaria (che probabilmente una nutrita vena di malvagità l’aveva davvero) a Lilian del Belgio, rea solo di aver sostituito in un momento tremendo per la nazione l’adorata Astrid, l’autrice si sofferma su donne dalla tempra d’acciaio che hanno saputo far fronte ai grandi rovesciamenti della storia. Niente a che vedere con la malvagità. Si giustifica in effetti il titolo del libro solo alla fine, quando l’autrice spiega la storia curiosa e davvero interessante di Grimilde, la matrigna di Biancaneve. Un passo di leggerezza devo dire che allieta un libro pieno zeppo di stragi e ammazzamenti familiari.
  • Conclude il testo l’intervista con uno psichiatra criminologo che avalla il titolo del libro, a mio avviso scelto per attirare l’attenzione più che per reale attinenza con le vicende delle regine, e conferma la reale esistenza della malvagità in alcune delle regine prese in esame. Per mia umile parte continuo a non voler giudicare la storia, soprattutto dal punto di vista morale perché l’emotività e i valori odierni non hanno la benché minima affinità con quelli dei secoli passati. La vita in passato ha avuto un valore decisamente minore di quello che gli attribuiamo adesso per cui uccidere e controllare l’esistenza altrui era appannaggio legittimo e perfettamente logico di qualsiasi monarca. Non possiamo giudicare con il nostro metro le azioni di personaggi del passato, ha lo stesso valore che leggere l’Odissea tradotta in italiano e scritta in prosa. Ci sta, ma stona parecchio.

Marina Minelli

Marina Minelli è nata ad Ancona e vive a Falconara Marittima con il marito Stefano e due bellissime gatte, Violetta e Rosina. Dopo la laurea in Storia moderna, ha iniziato a collaborare con quotidiani e periodici ed è stata responsabile dell’ufficio stampa di associazioni ed enti pubblici. Nel gennaio del 2009, ha creato AltezzaReale.com, il primo sito italiano dedicato alla storia e all’attualità delle famiglie reali. Viaggia spesso, soprattutto in Francia. Ama il mare, gli alberi, i libri, gli animali e l’opera lirica.

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