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RECENSIONE: “Le ragazze scomparse” di Patricia Gibney, Newton Compton Editori

Le ragazze scomparse Book Cover Le ragazze scomparse
Patricia Gibney
Thriller
Newton Compton Editori
28 febbraio 2019
Kindle e cartaceo
456

È mattina presto quando viene ritrovato il corpo senza vita di una giovane donna incinta. Quello stesso giorno, una madre e il suo bambino si presentano a casa della detective Lottie Parker, chiedendole aiuto per ritrovare una persona scomparsa. Quando viene scoperto il cadavere di una seconda vittima, è subito chiaro che i due omicidi hanno moltissimi punti in comune. Lottie sa di avere poco tempo a disposizione per capire che cosa li collega, perché nel frattempo altre due ragazze sono scomparse. La detective Parker è in crisi, perseguitata da un passato tragico e impegnata notte e giorno a tenere unita la famiglia durante i momenti più difficili. Ma qualcuno accanto a lei nasconde più segreti di quello che sembra. Riuscirà a sconfiggere i suoi demoni e a incastrare il killer prima che ci siano altre vittime?

 

“E quando Lottie lo guardò, tutto il dolore che gli aveva offuscato lo sguardo era sparito, e ora sorrideva.
«Io ho un figlio».”

Ho trovato questo romanzo caotico, con continui richiami a vicende passate, probabilmente sviluppate nel precedente libro, che rendono in alcuni passaggi difficile comprendere le motivazioni per cui i protagonisti compiono alcune azioni o mettono in atto alcuni comportamenti.
Lottie è un personaggio strano, non definibile, molto disorganizzata sia dal punto di vista familiare (non comprendo molti dei suoi atteggiamenti verso i problemi dei figli ad esempio) sia sul lavoro.
Le indagini sono confuse, non approfondite, riesce a risolvere il caso solo grazie ad alcuni suggerimenti esterni oltre che a “botte di fortuna” ma senza mai però dimostrarsi una detective competente.
La scrittura è lenta, addirittura noiosa, i colpi di scena sono praticamente inesistenti. Non vi è suspence, tensione ma solo una storia, che potrebbe essere interessante se fosse meno monotono il racconto stesso.

 

 

I personaggi sono tutti “complicati”: dalla protagonista Lottie, alla quale è morto il marito da poco, che è appena uscita dal tunnel dell’alcolismo ma che non ha ancora superato il lutto e soprattutto che non ha ancora ripreso le redini della gestione familiare lasciando i suoi figli ad autogestirsi e a sprofondare in situazioni al limite. La figlia autolesionista che si trova coinvolta nel caso, il figlio, che da quanto ho capito ha affrontato una violenza nel precedente libro, solo per fare degli esempi.
Un libro che dalla “copertina” sembrava essere un bel romanzo avvincente si è rivelato, a mio modesto parere, una delusione. Magari leggendo dall’inizio la loro storia mi sarei sentita coinvolta.
Mi spiace, non sono solita dare due stelle, ma impiegare tre giorni per leggerlo senza provare curiosità per conoscere la fine mi obbligano a non poterne assegnare di più.

“Era una cosa che la faceva sentire bene. E per il momento le bastava.
L’indomani, magari, sarebbe stato tutto diverso.”

Patricia Gibney proviene dal cuore dell’Irlanda. Ha tre figli e, dopo la perdita del marito, ha cominciato a scrivere a scopo terapeutico. La sua passione è diventata un’occupazione a tempo pieno quando ha deciso di affiliarsi all’Irish Writers Centre e ha cominciato a fare sul serio. Le ragazze scomparse è il secondo thriller di una serie incentrata sul personaggio di Lottie Parker, dopo L’ospite inatteso.

 

 

 

 

 

 

 

I molteplici impegni famigliari (ho due figli stupendi oltre ad un marito e a un cane) mi hanno sottratto per un lungo periodo ad una delle mie più grandi passioni: la lettura (oltre alla pallacanestro -amore questo condiviso con mio marito, allenatore, e mio figlio, arbitro, che ci ha portato a creare una nostra società dove ricopro il ruolo di presidente). Ora complice un infortunio che mi costringe a diradare i miei impegni fuori casa (non posso guidare) sono “finalmente” riuscita a riprendere un libro in mano! Il fato, insieme ad un post di Kiky (co-fondatrice de “La bottega dei libri” che conosco da oltre 20 anni) pubblicato su Facebook han fatto sì che nascesse la mia collaborazione con “La bottega”, collaborazione che quotidianamente mi riempie di soddisfazione.

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