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Recensione: “Le parole del mio cuore” di Daniela Pulieri, Kubera Edizioni

Le parole del mio cuore Book Cover Le parole del mio cuore
Daniela Pulieri
poesia
Kubera Edizioni
settembre 2018
cartaceo
94

Scrivere è spesso la risposta alla necessità di dare voce, attraverso le parole, al proprio essere interiore che troppe volte si lascia chiuso nel cuore. Ed è questo ciò che fa Daniela Pulieri con la silloge ” Le parole del mio cuore “.
Attraverso le poesie, l’autrice, esprime le sue emozioni personali e quelle che prova attraverso le persone e le situazioni che vive direttamente e indirettamente.
I temi principali sono l’amicizia, l’amore, l’affetto familiare e la fede.
“Credo” dice l’autrice “che questi temi siano tutti di fondamentale importanza nella vita di ognuno di noi per poter vivere davvero felicemente. Penso che la nostra vita sia come un puzzle che nel corso degli anni completiamo, e quando questo non avviene per la mancanza anche di un solo tassello, proveremo sempre una sensazione di vuoto incolmabile

“La mia mano scrive ciò che detta il mio cuore… Sono semplici pensieri di una persona comune”

 

La poesia è la sinfonia dell’universo che noi essere umani tramutiamo in parole. Tutti la sentono, ma in pochi la ascoltano e tra questi sono rari coloro che davvero la sanno trasmettere. Quando però questo accade, chi legge si trova avvolto da una marea di emozioni che riescono a penetrare lo strato più esterno del cuore per raggiungere il centro. Il compito del poeta è quindi importantissimo ancor più in quest’epoca dove il materiale pare regnare sovrano e noi uomini piegarci ai suoi desideri, schiavi di una società che vuole vendere se stessa.

Per questo quando ho letto le poche parole che introducono il libro di Daniela Pulieri la tenerezza è il sentimento che si è fatto strada in me. “Sono semplici pensieri di una persona comune” dice lei quasi con timidezza, come se il non poter firmare con un nome noto ai più ciò che scrive sminuisse il suo lavoro. Eppure è dalle persone che non pretendono altro che essere uomini o donne comuni che vengono fuori le più belle melodie, quelle più preziose per chi si ha affianco.

Le sue parole mi hanno portato indietro nel tempo quando, da bambina, mi nascondevo nella cucina della casa dei miei nonni paterni. Ho rivisto mio nonno, davanti al suo bicchiere di vino pieno di pesche, che cantava in dialetto versi che componeva al momento. Credo di essermi innamorata della poesia allora, così come lo ero di mio nonno, un uomo buono e semplice, ma con un animo grande. Le sue canzoni parlavano del vento, della pioggia, delle feste del paese, degli amici. Erano spaccati di vita quotidiana in rima che vorrei tanto avere trascritto allora, ma ero troppo piccola per poterlo fare.

 

Anche i pensieri di Daniela Pulieri sono riflessioni semplici sulla vita e sui sentimenti che inevitabilmente si appropriano dell’essere umano: amore, dolore, voglia di libertà, scorrere del tempo.

Lei li ha voluti trascrivere in rima, non sempre rispettandola, non so se di proposito  o no. Questa scelta, a parer mio, l’ha un po’ penalizzata perché se si decide di dare una cadenza, oserei dire musicale, a un verso poi è parecchio fastidioso trovare dei punti dove non viene rispettata.

Si possono scrivere versi stupendi anche senza per forza ricorrere alle rime soprattutto quando non si è sicuri di poterle sempre utilizzare. Non mi azzardo a proferir parola sulla metrica, entrerei in un campo che ancora oggi non riesco a comprendere bene, quindi lascio ad altri giudicare quest’aspetto.

Tra i temi che ha affrontato quelli che più mi sono rimasti impressi nella mente sono legati alla genitorialità, ai diritti dei figli e, aggiungerei, dei bambini in generale

 

…non esistono figli che non abbiano diritti

non importa come siano stati concepiti,

che sia per scelta o che sia casuale,

sono sempre il più grande dono del creatore

 

e alla sua concezione del mondo di oggi, che sento un poco mia nei momenti in cui lo sconforto bussa forte alla mia porta

Il mondo è in balia della pazzia,

dell’indifferenza e dell’ipocrisia…

è oltraggiato da cuori inariditi,

da presuntuosi e da maleducati…

 

Leggendo queste pagine, che oltretutto l’autrice ha abbellito con dei disegni fatti da lei, ho capito che colei che si nasconde dietro la penna è una persona molto sensibile, una persona buona che nonostante tutto crede ancora nel bello della vita. Se il suo intento era quello di scrivere un libro per poter raccogliere per sé e i propri cari i suoi pensieri, le sue emozioni, allora non posso che approvare la sua scelta. Se invece con questo libro vuole sperare di avere qualche possibilità di essere notata come poetessa emergente, mi dispiace, ma credo che abbia ancora un po’ di strada da percorrere. Ci sono i sentimenti, ma il linguaggio che utilizza non riesce a bucare il foglio. Le manca la capacità di dipingere il mondo e non solo di descriverlo, capacità che però potrebbe tranquillamente acquisire facendo scorpacciate di poeti classici come gli intramontabili Leopardi o Pascoli, o anche buttandosi nei versi della Merini e di altri poeti moderni che rivivono, utilizzando stili diversi, il sentire universale che da sempre fa breccia nel cuore dell’uomo.

Il mio voto si aggira intorno alle due stelle e mezzo.

Sahira

Sono emozione e di essa mi nutro trovando scialbo ciò che non colora, Sono emozione che con la penna divora il bianco candido di un libro vissuto…

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