Le nozze
Narrativa
Mondadori
Maggio 2021
Cartaceo - Ebook
223
E' l'estate del 1953 e sull'isola di Martha's Vineyard, in un'elegante zona residenziale chiamata l'Ovale dove trascorre le vacanze la ricca borghesia afroamericana, fervono i preparativi per le nozze della giovane Shelby Coles, figlia minore di un'eminente famiglia di medici. La scelta della ragazza di sposare Meade, un musicista Jazz lontano dalla sua famiglia per estrazione sociale, ha suscitato molte perplessità nei Coles, in particolar modo nel padre, un medico rispettato a suo tempo convolato a nozze con la donna che la società ha ritenuto adatta a lui, e nella nonna di Shelby, una donna bianca erede di una enorme piantagione del Sud, che circostanze imprevedibili e drammatiche hanno allontanato dalle proprie origini. Shelby é decisa ad andare oltre le aspettative della sua famiglia per sposare l'uomo che ama: le sue certezze vengono però messe in crisi dall'arrivo di Lute McNeil, padre di tre bambine e alle soglie del terzo divorzio, che ha deciso di trascorrere le vacanze in una casa dell'Ovale e che con il suo corteggiamento la spinge ad interrogarsi sulla propria identità e sulle proprie convinzioni. Il matrimonio diventa così l'occasione per ripercorrere la storia di una famiglia, e con essa quella di un conflitto razziale che ha attraversato intere generazioni: dalle piantagioni del Sud degli Stati Uniti, dove la schiavitù era legge, lungo la guerra di secessione, fino alla nascita della borghesia afroamericana colta e benestante, viene raccontato il cammino di uomini e donne che, con sacrifici e determinazione, sono riusciti a far studiare i propri figli e a dare loro un futuro diverso.
Sembrava troppo piccola e indifesa per lottare da sola. Ma lo dovrà fare, invece, é nella natura delle cose. E’ una lotta privata, interiore. E per vincere dovrà battersi senza rancore, senza sostituire il suo dolore all’odio, ma lasciando che quel dolore arricchisca la sua esperienza.
I Coles fanno parte dell’alta società afroamericana. Un contesto molto esclusivo i cui membri devono necessariamente possedere determinati requisiti: essere “di colore” ma avere una pelle chiara, diversa dalla carnagione scura dei poveri di Harlem o degli antenati che furono schiavi; fare matrimoni vantaggiosi con persone laureate presso prestigiose università, un tempo terreno esclusivo dei “bianchi”; potersi permettere una vita agiata e dare alla luce figli dalla carnagione chiara.
Le figlie dei Coles hanno fatto scelte controcorrente: Liz, scegliendo un marito che, pur essendo un medico, ha una pelle decisamente scura e umili origini; Shelby che sta per sposare un bianco che si guadagna da vivere suonando il pianoforte. Sarà proprio in occasione di queste nozze che, attraverso i ricordi e le riflessioni dei protagonisti, si ripercorrerà tutta la storia della famiglia, dalle origini fino al 1953.
Corinne e Clark Coles formano una coppia, in apparenza, ben assortita. Belli, ricchi e colti.
Lui medico laureato ad Harvard, lei figlia di un medico ed ex studentessa nella medesima facoltà.
Entrambi afroamericani dalla pelle chiara in quanto prodotto delle unioni passate tra alcuni loro antenati africani con bianchi americani.
Il loro non é un matrimonio felice, non si sono veramente scelti ma rappresentavano la soluzione migliore l’uno per l’altra.
Un matrimonio di convenienza.
Corinne era una giovane e graziosa mulatta, ricca, piacente e irrequieta. L’incubo di sua nonna, ex nobildonna del Sud proprietaria di una piantagione, era vedere la nipote disonorata con un figlio illegittimo in grembo frutto di una relazione con un uomo dalla pelle scura.
Clark si dimostra un ottimo partito. Laureato in medicina, brillante e mulatto come la nipote che non potrebbe aspirare ad un uomo bianco con i medesimi requisiti. Clark é ambizioso ma anche frustrato. Egli pensa con nostalgia al passato pentendosi delle scelte fatte ed intrattiene una relazione extraconiugale con un’infermiera nera che gli ricorda la ragazza che lasciò per sposare Corinne.
” Cos’era in realtà la sua vita se non una serie di opportunità sprecate, una sequela di situazioni nelle quali aveva aspettato troppo per agire?”
Liz é la figlia maggiore della coppia, una donna serena e soddisfatta perché ha scelto di sposare l’uomo che ama a dispetto della sua pelle scura, incurante delle convenzioni sociali. Il marito é un medico ma non é abbiente. Vivono una vita più modesta rispetto a quella alla quale era abituata, pur rammaricandosene di tanto in tanto, si sente appagata.
Shelby non ha il carattere determinato della sorella, é piena d’inibizioni e dubbi. Anche il suo matrimonio non é convenzionale, il suo futuro sposo é un bianco ed é un musicista jazz.
I genitori, pur disapprovando, hanno deciso di fare buon viso a cattivo gioco organizzando un grande ricevimento nuziale.
“Tra l’uomo dalla pelle scura che aveva sposato Liz e il musicista da strapazzo che stava per sposare Shelby, c’era un’ampia gamma di uomini idonei che possedevano i giusti requisiti quanto a colore e professione.
Da parte di Liz e Shelby, contrarre matrimoni così lontani dalle aspettative altrui era un insulto contro i principi insiti nella loro educazione”
Alla vigilia delle nozze, Shelby é piena d’incertezze, alimentate dal corteggiamento di Lute, intraprendente vicino di colore, padre di tre figlie avute da mogli diverse, incapricciatosi della giovane Cole. Egli non fa parte dell’alta società ma é estremamente sicuro del proprio fascino al quale le donne difficilmente resistono.
La narrazione é scorrevole ma nello stesso tempo accurata nel descrivere il contesto sociale ed i sentimenti dei protagonisti nelle parti introspettive. Il tema principale é il razzismo in tutte le sue sfaccettature, in particolar modo in quella che sembrerebbe la più improbabile ovvero tra le persone di colore verso propri simili caratterizzata da una chiara ossessione per il colore della pelle. Una pigmentazione più chiara corrisponderebbe ad un marchio di raffinatezza, ciò che distinguerebbe i neri dell’Ovale (quartiere elegante dell’isola di Martha’s Vineyard) da quelli di Harlem.
In nome di questa ossessione si combinano matrimoni di convenienza allo scopo di preservare il candore della pelle ed unire dei patrimoni. Tutto questo genera frustrazione, infelicità ma soprattutto grande confusione nei figli di queste unioni che non sanno come e con chi sia opportuno relazionarsi.
E’ stata una lettura molto interessante.
Conoscevo l’ambientazione attraverso letture precedenti che presentavano l’isola di Martha’s Vineyard quale luogo di villeggiatura per ricchi americani mentre ignoravo l’esistenza di una società parallela di altrettanto prestigio dalle origini diverse ma non meno interessanti.
Un piccolo mattone in più atto ad erigere il muro ancor basso della mia cultura, il cui cemento é costituito dalla lettura.
Ogni volta che incontro un libro del genere, che mi insegna qualche cosa di nuovo, non posso fare a meno di provar gratitudine.
L’atmosfera dell’isola é fiabesca. Un luogo che si adagia sull’Atlantico, tra villette in stile vittoriano dai toni verde menta e viola lavanda, uno scenario da sogno.
Mi é sembrato di spiare attraverso le tende di pizzo di queste dimore, partecipando ai tormenti dei loro abitanti, riscoprendo le loro origini che poi costituiscono la storia di un popolo che ha saputo elevarsi conquistandosi il proprio posto nel mondo, un posto che sino a qualche anno prima gli era precluso.
Per quanto la mentalità dei personaggi possa apparire assurda, posso comprendere, pur disapprovando, il desiderio da parte dei membri di quel contesto sociale, di mantenere e difendere ad ogni costo una posizione così faticosamente ottenuta.
Un’America inedita, presentata da una bravissima autrice che visse quegli anni di grandi cambiamenti, da conoscere ed esplorare.
Ma ora pongo ai voi, cari lettori, una domanda …
Secondo voi appartenere al medesimo contesto socio-culturale facilita la buona riuscita di un’unione? Quanto ci siamo evoluti in merito rispetto alla società di allora?
