Le figlie del pittore
Biografia romanzata
Neri Pozza
27 gennaio 2026
cartaceo e-book
352
Ipswich, 1759. Nella terra verde del Suffolk, il pittore Thomas Gainsborough divide la sua vita tra i paesaggi che ama e i ritratti dei ricchi della città, che dipinge per sostentare la famiglia: la moglie Margaret e le due figlie, Molly e Peggy. Le bambine sono inseparabili, fantasmi gemelli che corrono su e giù per le scale buie della casa con le mani gocciolanti dei colori con cui, di tanto in tanto, il padre permette loro di giocare. Sono convocate sempre insieme; benvenute, scacciate, ritratte sempre insieme. Fermate in un unico istante nei quadri paterni, mentre i loro vestiti splendono di sete azzurre e gialle. Eppure Peggy a volte non capisce dove vada Molly, quando gli occhi le diventano pietre vacue nel viso e i suoi gesti si fanno incoerenti. Molly rimane immobile, le parole che le scivolano via dalla mente, la bocca floscia. Dopo, non ricorda mai nulla, e tocca a Peggy inventare le storie più inverosimili per giustificare quelle stranezze agli occhi materni, ormai cerchiati da profonde ombre viola. Ma quando la famiglia Gainsborough si trasferisce a Bath – nell’intima speranza di imbrigliare le eccentricità della figlia maggiore –, il segreto diventa sempre più difficile da nascondere. La grande città è un mondo ben diverso dai campi in cui le sorelle si muovevano con selvaggia libertà: è fatta di educazione e buone maniere, di momenti rituali e appropriate amicizie. Le bambine ora sono ragazze da inserire al più presto in una società dove ogni passo falso può costare caro. Quello di Peggy è un fardello gravoso da portare, spaventosa la minaccia che incombe su Molly: l’istituto per i malati di mente. E quando l’amore, inaspettato, giunge a scuotere quel sodalizio dettato dalla forza del sangue, Peggy si troverà di fronte a una scelta estrema.
“Tal volta è difficile capire la differenza tra ciò che si vuole e ciò che si crede di volere” da “Le figlie del pittore” di Emily Howes
“Le figlie del pittore” di Emily Howes edito da Neri Pozza, narra di due giovanissime ragazze figlie del noto pittore Thomas Gainsborough. Siamo nel 1759 nel Suffolk dove l’uomo vive con la moglie Margaret e le loro due bambine Molly e Peggy. Le piccole crescono libere e felici scorrazzando per le campagne circostanti. La loro madre è tutt’altro che entusiasta rimarcando l’importanza delle loro origini e la necessità di un’educazione adeguata. Nessuno però sembra conoscere queste origini e parlare della loro nonna è assolutamente vietato. Nel frattempo Molly inizia ad assumere comportamenti strani e Peggy è assai preoccupata mentre i genitori rifiutano la realtà: la ragazzina potrebbe esser mentalmente malata. Quando si trasferiranno a Londra e le giovani cresceranno, la situazione rischierà di precipitare…
“Quando i suoi occhi mi guardano, lei è assente. Non è più in sé è come le imposte rimaste aperte di notte a rivelare i riquadri neri della finestra”
L’autrice ha tratto da una storia vera un racconto meravigliosamente intenso che mi ha commossa e avvinta, dalla prima all’ultima pagina. Il vero protagonista è l’amore, quello tra due sorelle separate da poco più di un anno d’età e cresciute quasi in simbiosi. Sono Molly e Peggy Gainsborough figlie del noto pittore Thomas Gainsborough e della moglie Margaret.
Li vediamo inizialmente nel verde Suffolk, a Ipswich. Una famiglia di pochi mezzi, poiché Thomas non ha ancora raggiunto la notorietà, ma alla quale non manca nulla.
Conosciamo Thomas come un padre fiero delle proprie bambine, felice di vederle crescere come fiori spontanei senza seguire regole imposte dall’etichetta. E’ un artista che si guadagna da vivere come ritrattista, pur amando sua moglie Margaret, non lo si può certo definire un marito perfetto. Lei invece è sconcertata nel vedere le proprie figlie correre per i prati scalze come piccole selvagge. E’ una madre amorevole ma anche severa e desidererebbe entrare nell’alta società è convinta che le spetti di diritto. Questa sicurezza le viene delle proprie origini delle quale in casa è vietato parlare.
“Non lasciare mai che le tue figlie lo dimentichino. C’è qualcosa nel tuo sangue che ti rende diversa, speciale”
Molly è la figlia maggiore, la più dolce e arrendevole. E’ spaventata poiché capisce che qualcosa in lei non va. Perde il contatto con la realtà senza accorgersene per poi riprendersi e non ricordare nulla. Teme che qualcuno se ne possa accorgere, solo la sorella minore conosce il suo stato mentre i genitori hanno solo qualche sospetto a cui non vogliono prestare importanza. Molly ha dei progetti, vorrebbe sposarsi e formare una famiglia una volta cresciuta. Ma chi potrebbe volerla se si sapesse del suo stato?
Peggy non è solo sua sorella ma anche la sua migliore amica e confidente. E’ una ragazzina molto sveglia e vivace, le piacerebbe seguire le orme del padre e diventare una donna indipendente nel futuro. Adora Molly, la conosce meglio di chiunque altro ed è ben decisa a proteggerla a qualsiasi costo. Peggy è spontanea, creativa e caratterialmente forte poiché si è assunta una responsabilità più grande di lei sin da quando era bambina.
“Dietro le apparenze c’è scarsa sostanza, e senza nostro padre, con il pennello in mano, la casa crolla”
La struttura del romanzo è perlopiù lineare, interrotta solo brevemente dalla storia di Molly risalente a circa trent’anni prima. Poi, in corso di lettura capiremo di chi si tratta e quale importanza ha nella vita dei Gainsborough. Sebbene esistano poche documentazioni, pare che le origini misteriose della moglie del pittore, possano realmente essere quelle narrate nel romanzo. La prova principale consisterebbe proprio nella malattia di Molly, si trattava di porfiria, un male ereditario.
La narratrice è Peggy che racconta la loro storia in prima persona, la scrittura è coerente con l’età della giovane protagonista e con l’epoca di ambientazione: Emily Towes ha uno stile di scrittura molto fluido e si avvale di un linguaggio semplice ma elegante. Pur trattandosi di una narrazione particolareggiata, il ritmo è rapido poiché l’autrice sa portarci dentro i suoi personaggi rendendoci partecipi delle loro vicende e facendoci sospirare per loro. I personaggi sono ben caratterizzati, soprattutto i membri della famiglia Gainsborough, in particolar modo le sorelle Peggy e Molly. Due donne che non hanno mai smesso di volersi bene nonostante un evento che avrebbe potuto creare una frattura tra loro. Il loro rapporto è commuovente ma nello stesso tempo realistico. Lo si racconta senza enfasi, con sincero trasporto senza nasconderne le conseguenze.
“Penso che i colori abbiano una loro vita, una loro funzione”
La bellezza della trama è tuttavia ricoperta dall’ombra del terrore. Quello che all’epoca poteva rovinare una persona (soprattutto se donna) e marchiare un’intera famiglia: lo spettro della malattia mentale. Significava la reclusione in una struttura dalla metodologia terapeutica dura e peggiorativa, emarginazione e pregiudizio. In poche parole la rovina. Assistiamo alla lotta di un’innocente per sorreggere un’altra innocente. Emergono sentimenti di affetto, complicità e protezione.
L’autrice dimostra grande preparazione storica e conoscenza del mondo dell’arte. Ciò che ha deliberatamente scelto di romanzare, è assolutamente verosimile poiché si è basata su fatti oggettivi. Non è accaduto ma sarebbe stato plausibile. Mi ha permesso di conoscere un artista del quale ignoravo l’esistenza trasportandomi in un’epoca crudele ma affascinante. Ho chiuso il romanzo quasi con rammarico e con una buona dose di commozione.
Fino dove può portare l’affetto verso una sorella?