Le custodi dell'anima
Romanzo storico
Salani Editore
29 maggio 2026
cartaceo e-book
224
Nel XII secolo, la giovane regina Sibilla viene data in sposa a Ruggero II come pedina politica. Nella corte che la vuole docile, fertile e muta, scopre di nascosto il potere dei libri e della scrittura: una biblioteca proibita, un monaco che le insegna le lettere, un amore impossibile che le apre la mente prima ancora del cuore. Accanto a lei, la fedele Heloise le offre l'unico, indomito rifugio di tenerezza e sorellanza. Secoli dopo, Gina nasce povera e indesiderata in un paesino vicino a Cava de' Tirreni. Picchiata, zittita, esclusa dalla scuola, decide di fuggire travestita da ragazzo per entrare in abbazia. Lì incontra i libri, Dante, un maestro che le cambia la vita e un amore che si rivela violenza. Un terremoto devasta tutto, ma non la sua volontà: incinta e sola, torna al paese, ricostruisce da zero la casa di famiglia e la trasforma in una piccola locanda, scegliendo di essere madre, lavoratrice e donna libera in un mondo che la vorrebbe piegata. Nel presente, Mariasole è la nipote che raccoglie questo filo invisibile. Cresciuta con le storie di nonna Gina, sente l'urgenza di non restare spettatrice e parte con il compagno Giacomo per l'Afghanistan, dove si batte per aprire una scuola per bambine. Con sé porta un libro, un bagaglio di memorie e una domanda: quanto può spingersi lontano l'amore quando diventa responsabilità verso il mondo?
“Lei sperava di poter dare alla luce un giorno una bambina per trasmetterle la forza di cambiare la cultura del suo popolo, per far sì che le ragazze potessero studiare e imparare l’arte della scrittura” da “Le custodi dell’anima” di Francesca G. Marrone
“Le custodi dell’anima” di Francesca G. Marrone (Salani editori) narra la storia sofferta e travagliata di due donne appartenente a secoli diversi e quella di una terza che raccoglie un’eredità pesante. Quella di chi l’ha preceduta. La giovane riuscirà a prendere in mano il proprio destino, realizzare i suoi sogni con il pieno appoggio dell’uomo che ama. Non come sua nonna Gina, nata in un ambiente gretto e pieno di pregiudizi la cui unica possibilità per emanciparsi era la fuga. O come Sibilla, donna del XII secolo, ceduta in sposa per motivi politici a
Ruggero II, despota violento ed egoista che da lei vuole solo un erede.
“Forse lei era così presuntuosa da credere che sarebbe diventata una madre migliore della propria?”
Si tratta di un romanzo che si svolge su due piani temporali diversi. Le protagoniste sono Gina e Sibilla con Mariasole, donna dei nostri tempi, che è il risultato delle lotte combattute dalle sue ave e dalle altre come loro. Donne prive di considerazione, i cui compiti consistevano nello sposarsi, affidarsi totalmente al marito, occuparsi di lui e dargli dei figli.
Si tratta di donne dall’apparenza docile e rassegnata, ma che dentro sono tutte ribellione e sete di conoscenza. Con molta difficoltà e altrettanta sofferenza, arrivano alla consapevolezza. Giungeranno ad un punto di non ritorno con gravi conseguenze.
Sibilla è una ragazza ingenua che appartiene al XII secolo. La sua famiglia d’origine è nobile, l’educazione che le hanno impartito è quella di una giovane della sua posizione. Obbedire, abbassare gli occhi di fronte al suo futuro sposo, diventare una moglie dedita ai bisogni del marito e pronta a dargli degli eredi. Sibilla non sa cosa la aspetta, è curiosa di conoscere l’uomo che le è stato assegnato (per ragioni politiche), ha sentito dire che è un uomo più grande di lei ma molto affascinante. Un valoroso cavaliere, tenace, coraggioso e abile conquistatore. Conoscerà la sua vera personalità di uomo prepotente, violento e crudele.
“La giovane fino a quel momento tutto aveva pensato tranne che al matrimonio, era propensa all’osservazione della natura e aveva un’inclinazione alla meditazione”
Gina appartiene al XX secolo. Siamo negli anni Cinquanta, in un piccolo paese siciliano. Gina è una bambina non amata dalla madre che la considera strana e buona a nulla. Le piace correre e passeggiare in mezzo alla natura, per la gente del paese non è altro che un bighellonare senza senso. La sua è una stranezza difficile da definire, ma che la fa sembrare diversa dalle coetanee. La ragazzina prende spesso busse e rimbotti dal padre e dai fratelli. Non si ribella, ma non è certo un’inetta. Dentro di lei c’è il desiderio di fuggire dallo stesso destino della madre: sposata con un uomo manesco e autoritario, sfiancata dalle gravidanze e dal lavoro in casa e nei campi.
Mariasole è la nipote di Gina, una giovane dei nostri giorni. Una donna colta, sicura di sé e indipendente. È molto legata alla nonna che le ha insegnato a lottare per realizzare i propri sogni e le ha trasmesso il valore della parola “famiglia”. Ha un compagno, Giacomo, che la sostiene e la appoggia in tutti i suoi progetti. Insieme sperano di realizzarne uno che li porterà lontano. Andare in quei luoghi dove i diritti civili sono calpestati, aiutare le bambine ad avere un’istruzione, un destino diverso dal matrimonio precoce e combinato. Mariasole è sensibile, ottimista e piena di entusiasmo.
La scrittura di Francesca G. Marrone è chiara, essenziale e lo stile fluido. La lettura è molto agevole e il ritmo rapido. I salti temporali si alternano, dandoci modo di confrontare i percorsi di vita delle nostre protagoniste. Essi sono molto diversi, così come i tempi che vivono, tuttavia hanno in comune la voglia di imparare. Incontrano uomini ai quali si affidano che insegnano loro la bellezza e la potenza delle parole, in loro nasce il desiderio di acculturarsi. Lo studio e la lettura le conduce verso la consapevolezza.
“…ti proteggano le schiere celesti ora e per sempre, ti seguano in tutti i corpi che andrai ad abitare donna magica e piena d’amore”
La trama è dinamica, lineare e interessante. Si focalizza più sulla personalità dei suoi personaggi rispetto agli avvenimenti storici dei quali si descrive però la mentalità. Ritengo tuttavia che l’intenzione dell’autrice sia ben chiara e arriva a noi lettori forte e chiara.
Al centro l’importanza della lotta per se stesse e per le donne che verranno. Aprire una strada verso la conoscenza, la libertà di scelta e l’indipendenza. Dietro l’autonomia delle donne del futuro si cela l’anima delle loro ave che combatterono affinché potessero avere la vita desiderata.
“Ora l’anima aveva trovato la sua voce e voleva gridare”
Romanzo non particolarmente lungo, di rapida lettura, scorrevole e interessante. La storia delle protagoniste è appassionante. L’autrice ebbe l’ispirazione dopo una visita all’abbazia a Cava dei Tirreni dove si trova un sarcofago contente la salma di Sibilla e dai viaggi in diversi paesi del mondo. È entrata in contatto con bambine e donne di villaggi poverissimi, tutto questo le ha suggerito l’idea di scrivere un libro che vi desse voce.
Se amate le storie di donne di altri tempi dalla vita difficile desiderose di emanciparsi, questo è il romanzo per voi!
Amate le storie di donne d’altri tempi?