Le avventure di Huckleberry Finn
Classici
Oligo editori
14 aprile 2023
cartaceo, ebook
368
Una nuova traduzione del capolavoro di Mark Twain - un romanzo picaresco ambientato nel sud schiavista dell'America degli anni '40 del XIX secolo - che accetta la sfida dell'autore a ridipingere con colori, rumori, gli odori della nostra lingua l'affresco multisensoriale del south, riproducendo gli effetti sonori delle varie e differenti parlate presenti nel romanzo a partire dal broken english, una lingua sincopata di fonemi spezzati, di grammatica e vocabolario fatti esplodere, simile a un rap del nostro profondo sud.
“Chiunque cerchi di trovare uno scopo in questo romanzo sarà incriminato, chiunque pretenda di trovarci una morale sarà proscritto; chiunque si azzardi a trovarci un senso sarà fucilato” – da “Le avventure di Huckleberry Finn” di Mark Twain, tradotto da Riccardo Ferrazzi e Marino Magliano, pubblicato dalla casa editrici Oligo.
Huck è un ragazzino che vive a St. Petersburg, in Missouri. Ad un certo punto della sua vita, il verificarsi di alcune casuali circostanze lo indurranno a lasciare la vita civile per imbarcarsi su di una zattera per fuggire. Il suo compagno di viaggio sarà uno schiavo nero in procinto di essere venduto e accusato, poi, ingiustamente di omicidio. Insieme navigheranno il Mississippi vivendo una serie di rocambolesche avventure, nella speranza di raggiungere gli stati indipendenti.
“Maggiore fretta, minore atto. Vuole dire che più ci si affanna e meno si combina”
Huck è il figlio di un ubriacone che tutti a St. Petersburg evitano. È un ragazzino abbandonato a se stesso, che ha sempre vissuto nella palude del Bayou, sul fiume Mississippi. Si veste con abiti logori ed è perennemente sporco. Non è mai andato a scuola ed è molto abile nell’arte di arrangiarsi. Nonostante non abbia conosciuto il calore di una famiglia né ricevuto un’educazione, è un ragazzino di buon cuore e grande generosità. È uno spirito libero che fatica parecchio ad adeguarsi alle norme di comportamento imposte dalla società. Non riesce ad adeguarvisi nemmeno quando viene adottato da un’abbiente vedova del paese.
I suoi più cari amici sono Tom Sawyer e Jim.
Tom è un suo coetaneo che risiede presso sua zia Sally a St. Petersburg. È un astuto monellaccio che ne combina di tutti i colori, ma che casca sempre in piedi. Ha una certa influenza su Huck, che lo ha sempre ammirato per la sua scaltrezza e furbizia. Tra i due ragazzi c’è molta affinità, sentimento che sfocia in una fraterna amicizia e nella condivisione di incredibili avventure.
Jim è lo schiavo nero di una signora del paese economicamente agiata. È una persona mite e gentile, sogna di diventare un uomo libero per poter ritrovare sua moglie e i suoi figli. È superstizioso e ha una certa conoscenza dei presagi e dell’occulto, per questo è ben considerato da molti.
“Se sei in una qualunque situazione in cui non è educato grattarsi, ti pruderà dappertutto, in mille e più posti” – Le avventure di Huckleberry Finn
Questo romanzo è erroneamente pensato da molti come il sequel di “Tom Sawyer”, in quanto la sua trama riparte dal finale di quest’ultimo e sono presenti alcuni dei suoi personaggi. In realtà, si tratta di una storia indipendente; è un nuovo percorso con nuove avventure. Mark Twain non manca di ripresentarci da capo tutti i personaggi già apparsi in “Tom Sawyer”, come fossero nuove conoscenze.
È una storia, ormai, più per adulti che per ragazzi, poiché questi ultimi si identificano sempre meno negli eroi classici, prediligendo generi e protagonisti più contemporanei e maggiormente vicini a loro. Lasciatemi dire che è un gran peccato, poiché sono romanzi che hanno sempre tanto da insegnare.
Lo stile è quello tipicamente picaresco. Narrato in prima persona, ha per eroe un giovane di bassa estrazione sociale, in difficoltà e senza guida. Poi, il verificarsi di un fatto fortuito dà il via ad una serie di peripezie, viaggi e incontri di vario tipo. Il ritmo è chiaramente vivace.
“Ma è sempre così: non fa differenza se hai ragione o torto, la coscienza di un uomo non ha una bussola, gli dà sempre torto” – Le avventure di Huckleberry Finn
Si colloca storicamente a metà Ottocento, poco prima della guerra di secessione, nel sud degli Stati Uniti. L’autore riempie di colori la narrazione che è fortemente sensoriale; essi sono perfettamente trasportati nella nostra lingua dai bravissimi traduttori. Un lavoro non da poco il loro!
Ogni convenzione letteraria si rompe. Huck usa un linguaggio un po’ più corretto quando svolge il ruolo di narratore, per passare poi ad un linguaggio fanciullesco nei dialoghi (si nota un abbattimento del congiuntivo a favore di un abuso dell’imperfetto). Per Jim, invece, è stata creata una lingua nuova, inesistente, ma resa comprensibile al lettore. Grottesca e musicale nel contempo. Una vera arte quella del traduttore.
“Le avventure di Huckleberry Finn” è un romanzo sulla libertà, tema centrale. Libertà personale quale diritto, ma anche configurata come scelta di esser ciò che si desidera al di là di ogni convenzione sociale.
“Mi piaceva che la vedova veniva a saperlo. Garantito che era orgogliosa di me per l’aiuto che davo a quei malandrini, perché i malviventi e gli scrocconi sono soggetti che interessano alla vedova e in generale, alla brava gente”
Come già specificato poc’anzi, nel leggere romanzi di questo tipo, non si può non provare profondo rispetto per chi li traduce per noi. Sono così tante le sfumature e i linguaggi presenti che, se non fosse per i bravi traduttori, noi lettori non potremmo goderne appieno. Una bellissima versione questa, tradotta a due mani da Riccardo Ferrazzi e Marino Magliani!
I romanzi di Twain hanno sempre esercitato un certo fascino su di me, proprio per le sue atmosfere e colori che io adoro rivivere. Tom e Huck sono la mia infanzia, i mei lunghi viaggi sul Mississippi (ahimè, solo con la mente), lo stupore e qualche sorriso poiché da una situazione di tensione si passa alla comicità con incredibile agilità.
Peccato che io veda romanzi come questo sempre meno scelti dalle nuove generazioni.
Voi non trovate?
