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Recensione: “Le amiche” di Elizabeth Ames, Mondadori

Le amiche Book Cover Le amiche
Elizabeth Ames
Narrativa
Mondadori
4 agosto 2020
cartaceo, ebook
433

Assegnate alla stessa stanza durante il loro primo anno al Quincy-Hawthorn College, Lainey, Ji Sun, Alice e Margaret diventano rapidamente inseparabili. Il campus dove vivono insieme, le esperienze comuni, e la passione e la ferocia che la scuola e l'indipendenza risvegliano in loro danno vita a un affetto e un'amicizia indistruttibili. Ma le ragazze si accorgono presto che il loro legame deve superare non solo le paure che hanno origine nell'infanzia ma anche le minacce che provengono dal mondo esterno, da loro quattro e, infine, per ciascuna, da se stessa.

Il romanzo segue la vita delle quattro amiche passando dai giorni selvaggi e spensierati della gioventù a quelli più complicati e difficili una volta diventate adulte, e si concentra su un errore terribile che ciascuna di loro commette, e che ne segna la vita per sempre.

Diviso in quattro parti, Le amiche si interroga su come il passare del tempo e la maturità costringano le amicizie a evolversi e cambiare mentre scopriamo la capacità di perdonare.

In un romanzo pieno di sentimento che evoca perfettamente l'esperienza agrodolce delle amicizie totalizzanti, le vite delle protagoniste sono allo stesso tempo dolorosamente familiari e brillano comunque di una luce e una profondità tutta loro.

“Erano davvero maestose, superiori, innamorate. Erano stupide, terribili e idiote. Si odiavano a vicenda, ma solo perché a volte odiavano se stesse. Amavano le altre più di quanto avessero mai amato qualcuno prima di allora, più di quanto avrebbero mai amato chiunque al mondo, ne erano sicure.”

Come abbiamo appreso da tanti film sull’argomento, gli anni del college per gli studenti americani rappresentano non solo una tappa fondamentale del percorso educativo e culturale come studenti, bensì sono a tutti gli effetti un rito di passaggio che segna l’inizio della fase successiva della vita di adulti.

Il romanzo di Elizabeth Ames, Le amiche, si apre, non a caso, con l’arrivo al Quincey-Hawthorn College di Alice, Margaret, Ji Sun e Lainey, quattro ragazze alle quali la segreteria ha assegnato l’alloggio che condivideranno per tutti i quattro anni del percorso universitario.

Sin dalle prime battute, tra le quattro giovani scatta una particolare alchimia, un legame che nasce senza trovare una ragione particolare, un affiatamento, un incastro perfetto tra individualità e storie famigliari diverse.

Infatti, dopo essersi sistemate nelle rispettive stanze si ritrovano sedute, ognuna secondo il proprio modo di essere, sulla panca posizionata sotto la finestra del loro soggiorno, un momento che rimane impresso nella mente del lettore come rappresentazione della loro vicinanza, un’immagine  reale e metaforica del rapporto che andrà ad alimentarsi nel tempo, anche dopo aver lasciato l’università. Perché sebbene sia stato il caso a farle incontrare, quella di rimanere amiche diventa negli anni una scelta cosciente e volontaria.

La determinazione nel continuare a volersi bene e preoccuparsi dei problemi delle altre, superando gli alti e i bassi causati da errori e azioni deplorevoli che ciascuna compie in momenti diversi della loro storia, nasce proprio dalla loro capacità di creare una rete che riuscirà a sorreggerle quando dovranno affrontare i propri dilemmi interiori.

La storia è suddivisa in quattro parti, quattro momenti salienti della storia amicale: per Alice, bionda e atletica, si tratta di qualcosa che è accaduto quando lei aveva dodici anni, per Ji Sun proveniente da una famiglia coreana estremamente ricca per un’azione che la vedrà protagonista nel secondo anno di università, per Margaret, bellissima ed eterea, dopo la laurea quando sarà già sposata a un compagno di studi e per Lainey, quella più impegnata nelle lotte politiche e civili, quando diventerà madre di una bellissima bambina.

Ogni errore, dunque, trova spazio in una sezione del romanzo e nell’attenta e precisa narrazione dell’autrice viene sviscerato e sezionato come elemento scatenante delle reazioni del gruppo di amiche; viene narrato, in altre parole, come questi errori diventino parte della vita vissuta da ognuna delle ragazze e di come, ciascuna secondo la propria individualità, cerchi di trovare un senso a quanto accaduto per riuscire a convivere con le conseguenze che producono profondi cambiamenti sia in ognuna di loro che nelle persone che stanno loro accanto.

In questo modo ogni personaggio diventa unico e complesso, con impercettibili cambiamenti di pagina in pagina, che fanno pensare a come, anche nella realtà, gli eventi della vita segnino un cambiamento in ciascuno di noi e nelle persone che più amiamo.

Ma la ricchezza della narrazione si amplia e non si ferma al solo rapporto di amicizia, poiché nel trattare le vicende vengono toccati in modo sensibile e senza pregiudizi anche argomenti profondi come l’infertilità, le molestie sessuali, gli aborti, la depressione post partum e l’adozione.

L’architettura del romanzo è, dunque, sotto tutti i punti di vista perfetta. È un meccanismo che funziona proprio perché, come lettori, osserviamo le dinamiche che legano le protagoniste le quali, molto diverse tra loro per background sociale e culturale, non sembrano avere all’inizio molto in comune. Ma come nei rapporti di coppia, quando l’amore scocca come una scintilla senza una spiegazione razionale, anche per il sentimento di amicizia non ci sono motivazioni che spingano protagoniste così diverse ad avvicinarsi. Nel rapporto tra le quattro ragazze, il lettore invece è testimone del passaggio dagli anni del college, dove gioie e paure tendono a mescolarsi, alla vita adulta e alla difficoltà che si incontrano nell’adattarsi a un nuovo ruolo.

Forse anche per questo motivo Le amiche è una lettura molto profonda, che va assaporata lentamente, per dare la possibilità di riflettere su quanto l’amicizia possa cambiare il nostro intimo ed essere al tempo stesso una esperienza dolorosa e appagante.

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