L'atlante dei posti sbagliati
NN Editore
26 settembre 2025
cartaceo, ebook
297
Mamush è un giornalista in crisi. Nato negli Stati Uniti da madre etiope, vive a Parigi con la moglie Hannah e il figlio, e cerca di tenere a bada le sue numerose dipendenze. Tornato a Washington per far visita alla madre, trova ad attenderlo una notizia inaspettata e terribile: Samuel, l'uomo che gli ha fatto da padre, si è appena tolto la vita. Affettuoso e istrionico, anche Samuel era emigrato dall'Etiopia, per poi diventare l'ennesimo tassista straniero in un paese che a poco a poco lo ha annientato. La madre di Mamush lo aveva accolto in casa senza troppe spiegazioni, e la loro strana amicizia, venata di apprensione, è l'enigma che Mamush cerca di decifrare da quando era bambino. Di fronte al dolore per quel lutto improvviso, Mamush capisce che l'unico modo per riprendere in mano la sua vita e il suo matrimonio è fare luce su quel passato misterioso; e così attraversa gli Stati Uniti in taxi, in un viaggio in cui realtà, ricordi e immaginazione si confondono come i panorami fuori dal finestrino di un'auto in corsa. L'atlante dei posti sbagliati è un romanzo sull'amore familiare e sulla paternità, e sul potere della fantasia e dei ricordi nel rimettere insieme i pezzi di un'identità in frantumi. Dinaw Mengestu dà voce allo spaesamento di chi si sente sempre nel posto sbagliato, e con una scrittura poetica e rigogliosa riesce a trasformare la parola "fine" in un nuovo, sorprendente inizio.
“L’atlante dei posti sbagliati”, romanzo dello scrittore di origini etiopi Dinaw Mengestu, edito NNEditore, è come una discesa sulle montagne russe, un viaggio tra luoghi e emozioni, giri tortuosi, mai in linea retta. La particolarità del romanzo è proprio il suo percorso: salti temporali, spesso frammentari, ritorni nel passato al seguito di un ricordo, scatenato da un oggetto, una sensazione, un’assenza. E l’assenza è proprio l’incipit della storia: la perdita di un padre che non lo è mai stato di nome, ma la cui presenza è stata una costante nella vita del protagonista.
“Benché sapessi da anni che Samuel era mio padre, né lui né mia madre avevano mai preteso che io lo considerassi tale. Per gran parte della mia vita era stato un caro amico d’infanzia di mia madre che, quando avevo sei anni, si era presentato nel nostro appartamento di Chicago in cerca di una sistemazione.”
Mamush, giornalista di origini etiopi, al ritorno negli Stati Uniti dalla Francia, dove vive con la moglie e il figlio, apprende che Samuel, l’unica figura paterna che abbia mai avuto, si è tolto la vita. Da questo lutto inizia il viaggio a ritroso nei ricordi, nei momenti felici e negli scontri, nei silenzi e nelle omissioni che hanno segnato il loro rapporto. Grazie a questi salti temporali, Samuel è una presenza viva nel racconto, non solamente il fantasma di un ricordo. Sono tanti i dialoghi tra i due che vivono nell’istante presente, mai affidati al passato remoto.
“L’atlante dei posti sbagliati” è un’immersione nel sogno americano,
tra le inquietudini e le difficoltà di integrazione di chi viene da altre latitudini, ha un’altra lingua, altre abitudini, altre sfumature. Dinaw Mengestu ci dona una scrittura ricca, per nulla carezzevole o confortante, anzi molto spesso è pervasa dalla malinconia, è angosciante, cruda e realistica. Intricatissima la narrazione nei suoi tortuosi giri tra i vari momenti della vita di Mamush e Samuel, con le linee temporali che si intersecano confondendo spesso i contorni, non annoia mai, è un racconto intimo eppure sembra spesso un rebus, un enigma da risolvere.
Chi era in realtà Samuel, chi è diventato Mamush e cosa sopravvivrà del loro rapporto ora che uno dei due ha deciso, volontariamente, di mettere un punto? L’autore insinua dubbi nella mente del lettore, lascia più incertezze che fatti, ti porta a essere parte attiva della narrazione, a porti domande, a tornare indietro per recepire meglio un’azione, un pensiero, un tempo.
Leggere Dinaw Mengestu ci porta ad affrontare una scalata linguistica e narrativa, non perché sia di non immediata comprensione, ma perché ti spinge a e riflettere. La sua prosa è fortemente evocativa, in alcuni momenti sembra una pura enunciazione di fatti, in altre si fa sensibile poetica delle emozioni. L’autore, che è una delle figure più autorevoli della letteratura afroamericana contemporanea, ha creato un intreccio complesso, un viaggio tra strade e culture, tra legami tangibili e altri utopici, ci fa conoscere un protagonista, Mamush, attraverso i suoi affetti e le sue illusioni, sono più i rapporti che lo definiscono invece che le azioni o le imprese.
“Ero molto affezionato a Samuel che, nella mia testa, era apparso un giorno come per magia e, di conseguenza, poteva scomparire altrettanto di colpo. Lo avevo esaminato attentamente mentre dormiva sul nostro divano e immaginavo, anche quando ero ormai abbastanza cresciuto da escluderlo, che fosse capace di passare attraverso i muri.”
Malinconico e profondo, “L’atlante dei posti sbagliati” è un bel viaggio da affrontare con calma e pazienza, anche se vi sembrerà di smarrire la via, la meta finale ne varrà la pena.
“Avevamo vissuto le nostre vite al meglio delle nostre capacità e ogni eventuale fallimento o demerito era un problema con cui ciascuno di noi doveva fare i conti da soli.”
Vi piacciono le storie che non seguono un tempo preciso ma fanno tanti salti temporali?

Salve, sono Giusy e sono un’appassionata lettrice da quando ero una bambina. Mi piace leggere praticamente di tutto, dai classici, ai romanzi d’amore, ma amo soprattutto la narrativa contemporanea. Adoro i manga giapponesi e scrivo racconti.