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Recensione: “L’assassino scrive 800A – le iraconde indagini del Commissario Mineo”, Francesco Bozzi, Solferino editore

L'assassino scrive 800A - le iraconde indagini del Commissario Mineo Book Cover L'assassino scrive 800A - le iraconde indagini del Commissario Mineo
Francesco Bozzi
Narrativa
Solferino
2020

Il commissario Saverio Mineo odia molte cose: per esempio i guanti, la forfora, i piedi brutti, la fretta, i pigiami a righe, il suo assistente Milito e sua moglie. Ma la cosa che odia di più sono i delitti, perché lo costringono a fingere di lavorare, mentre lui vorrebbe starsene in pace a leggere «La Gazzetta dello Sport», nel suo ufficio o al limite su una panchina vista mare. In fondo, perché dovrebbe succedere qualcosa nei tranquilli paesini di Cinisi e Terrasini? E invece sembra che il destino abbia deciso di accanirsi e ogni giorno ne capita una: esecuzioni sommarie, cadaveri ritrovati ai piedi di una scogliera, effrazioni misteriose, persino un arresto che ha dell’incredibile…

A ogni nuova segnalazione, la prima reazione di Mineo è: speriamo di sbrigarcela in fretta. La seconda: non potrebbero occuparsene i carabinieri? Ma poi trascinato controvoglia sulla scena del crimine, assieme al fido ispettore La Placa e al fatuo medico legale dottor Costanza, quasi sempre Mineo finisce per risolvere il caso grazie al suo super-udito e alla sua distrazione. Già, perché lui arriva alla folgorazione decisiva solo soprappensiero, per associazione di idee. Con questo brillante giallo d’esordio, Francesco Bozzi combina gli ingredienti del romanzo di genere in una miscela inebriante di umorismo e suspense. Il suo commissario siciliano irrompe sulla scena con una forza che smentisce la sua stessa indolenza, rivelando dietro le sembianze dell’antieroe scontroso il fascino dei personaggi capaci di raccontare la condizione umana e la nostra realtà.

“È una cosa intollerabile. Un tempo nella “Gazzetta” si parlava solo di sport, ora l’hanno contaminata con notizie di attualità e persino di politica.”

 

Per amore di verità devo dire che, prima ancora di dedicarmi alle storie del Commissario Mineo, mi è capitato di leggere un commento: “Mineo è l’anti-Montalbano”.

Ignaro di cosa mi aspettasse, mi sono immerso nella lettura di questa piccola raccolta di 5 storie gialle: “L’assassino scrive 800A”.

In realtà Mineo non è l’anti-Montalbano. Mineo è Mineo. Un commissario di polizia totalmente sui generis, affetto da una serie infinita di disturbi ossessivo compulsivi che tra l’altro non gli bastano mai, cercandone, compulsivamente, degli altri.

Cammina senza calpestare le fughe dei mattoni, timbra le pagine che finisce di leggere della “Gazzetta dello sport” da cui non si separa mai, cronometra ogni sua e altrui attività insomma, dà l’impressione di essere più un disadattato sociale che un Commissario di polizia.

Ma bisogna fare attenzione a non lasciarsi ingannare dalle apparenze. Mineo, a dispetto del suo modo di fare, è dotato di un intuito non comune, riesce a focalizzare l’attenzione (non si capisce quanto volontariamente e quanto per caso) su dei particolari in apparenza inutili, riuscendo a risolvere casi anche complessi affidandosi a un suo personalissimo flusso di pensieri che lo avvolge nei momenti più inaspettati.

Ed è anche dotato di un super-potere: un udito sensibilissimo che gli fa percepire dei suoni che agli altri sfuggono come ad esempio la scheda del frigo bruciata, un motore scarburato o una caldaia da sfiatare.

Insomma, questo personaggio creato da Francesco “Ciccio” Bozzi non c’entra nulla con Montalbano (anche se so che l’autore prova un certo orgoglio nell’essere accostato a Camilleri), né caratterialmente né per l’entourage di cui si circonda. Anzi, mi correggo, una cosa in comune ce l’hanno: sono entrambi, ognuno a modo loro, dei grandi poliziotti. Mi verrebbe da dire che Mineo ha dalla sua anche una certa ritrosia alle luci della ribalta, tipica della modestia dei grandi…o forse è solo asocialità???

Il libro è scritto in maniera eccellente, le storie sono scorrevoli e ricche di particolari, viene davvero facile immergersi in una lettura divertente, a tratti esilarante e che non sai mai cosa ti può riservare una volta girata pagina.

Gli episodi sono pieni di situazioni così surreali che, a volte, diventano talmente grottesche da divenire reali, come il dialogo fra il Commissario e un boss mafioso appena arrestato sulle tecniche da seguire per circolare in bici senza calpestare le strisce pedonali, con tanto di bonus, punteggi e azzeramento settimanale dei risultati (altra compulsione di cui Mineo si appropria).

La lettura de “L’assassino scrive 800A” è consigliata a chiunque, ai lettori appassionati, a quelli occasionali e perfino ai giallisti più radicali. Scoprirete, ma solo un po’, il mondo del Commissario Mineo, e il vostro non vi sembrerà più lo stesso. Nota di merito per l’autore. C’è un piccolo fil rouge che unisce tutti gli episodi e che caratterizza parte della giornata del nostro Mineo: Peppino Impastato, martire della mafia. Perché al di là di tutto Bozzi, come me, è siciliano, le storie sono ambientate tra Terrasini e Cinisi (il paese, appunto, di Impastato) e la memoria del coraggio dei “nostri” eroi deve rimanere viva e sempre attuale. Ma non vi svelerò qual è l’ossessione di Mineo per Impastato, dovrete scoprirla da soli.

“Dottore, ma perché un militare di un corpo speciale dovrebbe venire a Cinisi a scrivere ACAB?” chiede l’ispettore.

“La Placa, e lei mi chiede il perché? Perché è un coglione!” Mineo riporta lo sguardo sulla foto e mormora: “Ma io ti prenderò. Fosse l’ultima cosa che faccio!”.

Permettetemi infine una piccola digressione sul termine siciliano “suca”, anch’esso protagonista della storia. Per i siciliani non è un termine volgare, ma quasi un qualcosa di innato. Ciccio Bozzi dice che “Il Suca è un approccio alla vita. È democratico e mette tutti sullo stesso livello”, qualcosa insomma con cui mettere fine a una discussione sia questa seria o scherzosa. Per meglio comprendere questo concetto, durante un incontro a cui ho partecipato, l’autore saggiamente faceva notare che, se alla richiesta di Eva di andare a raccogliere la mela sull’albero del peccato, Adamo avesse risposto “SUCA”, noi tutti oggi vivremmo nel paradiso terrestre.

 

Francesco Bozzi è autore televisivo, radiofonico e sceneggiatore. Ma è molto più noto come “l’immortale creatore del commissario Mineo”.

 

Luca Martorana, siciliano classe ‘73, è un ex giocatore professionista di pallacanestro e grande appassionato di “Heavy Metal”. Appassionato lettore, divora libri fin da bambino.  E’ un patito di cinema e serie tv, soprattutto se di fantascienza. Ama esplorare strade sempre nuove in sella alla sua Harley. Nel tempo libero lavora….ma niente di serio.

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