Lasciatemi morire in pace
In Medicine
Saggistica
Santelli Editore
09 maggio 2025
Cartaceo
275
https://www.santellieditore.it/product/lasciatemi-morire-in-pace/
Col mutare della società e il progredire della scienza è cambiata anche la morte. Ma oggi come cent’anni fa le persone morenti meritano di essere accompagnate nella definizione e realizzazione del proprio progetto di vita. Meritano una programmazione del percorso di cura incentrata sulla persona, in grado di favorirne la qualità della vita residua, garantendone la volontà e la dignità.
“Io sono favorevole all’eutanasia. Difendo strenuamente il diritto alla morte. L’eutanasia è un ultimo gesto d’amore e pietà. Non rifiuto della vita, ma un inno alla vita.” Pasquale Bacco
“Da cristiana sono contraria al suicidio assistito e all’eutanasia, perché ritengo che la vita sia un valore indisponibile e credo che come tale debba essere tutelato e garantito; da medico sono contraria al suicidio assistito e all’eutanasia, perché la Medicina oggi può garantire ad ogni paziente di essere accompagnato nel fine vita attenuando il dolore e nel rispetto pieno della sua dignità.” Antonella Staglianò
“Lasciatemi morire in pace” è uno di quei libri che non si scorda facilmente. Scritto da Pasquale Bacco, medico legale, docente, ricercatore, scrittore e da Antonella Staglianò, dirigente medico di Anestesia e Rianimazione-ECMO all’Ospedale Vincenzo Mondali di Napoli, è pubblicato da Santelli Editore nella collana In Medicine. Un saggio che esplora il concetto della morte con rigore scientifico e con grande umanità.
Lasciatemi morire in pace: un dialogo a due
“Lasciatemi morire in pace” è scritto da due esperti che in modo diverso, danno voce a temi scomodi che creano dibattito: eutanasia, medicina e accanimento terapeutico. Il titolo, oltre alla provocazione, è una richiesta d’aiuto. I due autori non elogiano la morte, ma la considerano un evento naturale, come ci spiega anche il dottore Pasquale Bacco, ricordando com’è cambiata la concezione della morte rispetto agli anni dei nostri nonni o bisnonni.
Il decesso non è un tabù, ma viene trattato in due aspetti: il medico legale è favorevole all’eutanasia, la dottoressa Antonella Staglianò, alle cure palliative. Entrambi però, concordano sull’idea che la medicina non è infallibile e quando un paziente sta per morire, il medico ha il dovere etico e umano di accompagnarlo e sollevarlo nei suoi ultimi giorni di vita. Citati nel libro Piergiorgio Welby, Eluana Englaro, Dj Fabo, casi che stringono il cuore.
Analisi dell’opera: la morte fa davvero paura?
L’opera è ben strutturata, e la vera forza del testo è nel connubio fra i due autori, oltre che nella prefazione di Valerio Rosso. Pasquale Bacco ci offre una visione più diretta, con alcuni sprazzi della sua vita; Antonella Staglianò descrive il suo punto di visto medico, etico e umano. Con una ricca appendice e pieno di note, non è un libro da leggere per sapere il finale, ma è un saggio di quelli che piacciono a me, scomodo, per niente facile, a tratti provocatorio, che costringe il lettore a porsi delle domande. Io mi sono chiesta: “È la morte che fa davvero paura?” No, la morte fa solo il suo lavoro, e non può evitarlo. È il dolore che spaventa, che annienta, che uccide l’essere umano, perché il dolore ti toglie tutto e soprattutto la dignità, la dignità perfino di morire in pace.
Conclusioni
“Lasciatemi morire in pace” è un libro consigliato perché oltre all’aspetto medico, ci fa riflettere sul valore della vita. Il termine “paziente” deriva dal latino patiens, e significa “colui che sopporta”. Bacco e Staglianò ci ricordano che prima di tutto il paziente è un essere umano, non un’auto che si porta dal meccanico a riparare. E in quanto uomo, egli ha il diritto di far valere i propri bisogni; la vita è un diritto, ma se diventa un lusso, c’è spazio a un altro tipo di morte: l’abbandono della società, la solitudine, l’anima che non riconosce più il suo guscio. Io ho letto l’opera già con una mia posizione, convinta che, il libro, in un modo o nell’altro, farà riflettere il lettore.

Giovanna Iammucci nasce a Torino ma si trasferisce fin da piccola a Olevano S/T, in provincia di Salerno. La passione per la scrittura la porta a pubblicare diversi romanzi, e a collaborare con diverse case editrici. Inoltre ha conseguito due attestati come correttore di bozze e spesso scrive articoli su commissione, facendo anche il ghostwriter. Gattara, pagana e amante dell’arte, spesso si diletta con il teatro amatoriale.