Lasciami perdere Book Cover Lasciami perdere
Barbara Morini
Narrativa contemporanea
Words Edizioni
27 maggio 2020
cartaceo, ebook
164

Francesca è una fata molto speciale, Steno un principe per niente azzurro. Lei, dopo aver subito violenza dieci anni prima, si è confinata in un mondo di incertezze e paure: non ha relazioni sociali e non si lascia toccare. Lui, rinomato ginecologo, scontroso e troppo diretto nelle sue esternazioni, ha appena scoperto il tradimento della moglie e deciso di abbandonare casa e routine a favore di una vita indipendente e solitaria.

Con in mano una lista di obiettivi da raggiungere per ritrovare la propria identità, Francesca approda nello studio medico di Steno in cerca di lavoro e lui la assume come segretaria. Le loro vite, tuttavia, sono destinate a incrociarsi in modi differenti e più profondi, grazie anche all'aiuto di una Contessa eccentrica, inaspettata fata madrina. Attorno a loro una vicina che fa magie con ago e filo, due domestiche particolari e una strega in camice bianco.

Tra polvere di stelle, desideri inespressi e candeline di compleanno, vivremo la magia di una storia dove tutto è esattamente come sembra.

“C’era stato un tempo nel quale era stata felice… Poi era successo. Non aveva potuto prevederlo, né evitarlo… Da allora la sua vita si era trasformata in un lungo inverno privo dell’alternanza della luce, in cui il freddo aveva gelato ogni speranza”

Francesca è riuscita a diventare invisibile dentro i suoi vestiti troppo grandi per il suo corpo scheletrico, dietro a quegli occhiali enormi che non ne vogliono sapere di stare al loro posto, nascosta, in parte, dalle sue mani o da qualunque altra cosa si stringa al petto.

Eppure anche lei ha voglia di vivere, di riprendersi quel respiro che a soli quindici anni mani estranee le hanno mozzato, portando via parte della sua anima e colorando ciò che resta col nero della disperazione.

Stila una lista di obbiettivi da raggiungere: da qualche parte deve pur ricominciare se non vuole continuare a morire ogni giorno.

 Andare a vivere da sola

Trovare un lavoro

Andare al cinema…ù

Farsi abbracciare da qualcuno

Far volare un aquilone giallo, rosso e blu, su una spiaggia

Non sarà facile per lei depennarli; confinata in un mondo di incertezze e paure anche il più banale contatto fisico con chiunque rischia di farla entrare nel panico.

 

 

Per questo quando entra nello studio del dottor Steno Reggiani per proporsi come segretaria, cerca di mimetizzarsi tra le sue pazienti petulanti interessate più al bel dottore che alla salute del loro apparato riproduttore.

E infatti il ginecologo si accorge di lei solo a fine giornata, quando ormai nel sala d’attesa vuota non c’è nessun’altra. Decide di assumerla proprio per questa sua invisibilità, stanco del continuo mostrarsi delle donne, disilluso da un matrimonio fallito che ha rimesso in discussione tutte le sue abitudini.

“Il divorzio è un dolore da qualsiasi punto lo si guardi…perché ti mette di fronte al fallimento: di una relazione, dei sogni di farla funzionare, di ciò in cui avevi creduto nel momento in cui avevi espresso la volontà di unirti a un’altra persona”

Così, la naturale propensione al silenzio di Steno Reggiani ben si sposerà con l’assoluta efficienza muta di Francesca, che, lentamente, riuscirà a farsi apprezzare dal suo datore di lavoro….

Questo è solo l’inizio della storia. Il resto è abbastanza semplice intuirlo ma, nonostante la trama del romanzo di per sé non abbia l’originalità dalla sua parte, ci sono diverse motivi per cui consiglierei di leggerlo.

Cominciamo proprio dalle prime pagine. Sia il capitolo iniziale che quello finale si differenziano dal resto. Sono scritti dall’Io interiore del narratore di turno: con un tocco delicato mettono in luce la sua natura, il suo sentire, tanto che ti viene da trattenere il fiato per paura di rompere l’incantesimo che quelle parole che suonano come una poesia riescono a creare.

Altro fiore all’occhiello sono i personaggi che popolano queste pagine. Non sono perfetti ma stupendamente umani, ben caratterizzati, e facili da amare, sia quelli principali che quelli secondari tra i quali spicca la figura della stravagante contessa Marini. Donna senza peli sulla lingua e piena di empatia, questa simpatica nobildonna riesce là dove nessuno è mai riuscito: a inserirsi nella vita di quella giovane spaventata senza farle male.

Ed ecco il capolavoro di Barbara Morini: Francesca Santi, la protagonista che, per una volta, non è la tipica ragazza che fa perdere la testa a chiunque. Non sono sicuramente le sue doti fisiche che vengono esaltate, ma tutto ciò che è nella sua mente, la sua cultura, le sue passioni, i successi universitari ottenuti grazie alla sua perseveranza che ha tenuto testa, per quanto possibile, alle sue paure.

Mi è piaciuta tanto Francesca e mi è piaciuto il messaggio che tramite il suo personaggio l’autrice ha lanciato al mondo: non si è mai finiti! Anche quando si cade a terra, si viene calpestati, umiliati, violentati nell’anima prima ancora che nel corpo, bisogna trovare il proprio modo di risorgere perché la vita chiama e non si può ignorare la sua voce finché si è vivi.

Simpatico pure il dottore, bello ma scorbutico, brontolone, privo di tatto. Eppure è l’unico che si accorge della bellezza nascosta da un volto e un corpo anonimi se non addirittura brutti, forse perché il guscio perfetto che fa di lui un uomo conteso da tutte, racchiude all’interno un’anima semplice che sa sentire la voce del silenzio e con essa danzare nonostante il buio.

                                                                                                                                                                               Sahira

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: